Un libro ripercorre le voci di ritrovamento dell'oro in Maremma. Due romanzi al maschile

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2010    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Come dice Goethe, tutto tende all'oro, possente e risplendente. Il segreto dell'oro? È nella sua luce. La febbre dell'oro, antica quanto l'uomo, ha ispirato bramosie, utopie, fantasie... e quando l'Eldorado pare essere a pochi passi da casa non c'è da stupirsi che qualcuno ci scriva anche un libro. Ecco L'oro della Maremma di Fabrizio Boschi (Marco Del Bucchia Editore, pagg. 212, 14,50 euro).

«L'idea del libro nasce - ci spiega lo stesso Boschi - dal fatto che mi imbattevo spesso in questo argomento sui quotidiani locali e la cosa mi incuriosiva. Mi chiedevo, ma che c'entra l'oro con la Maremma? Allora ho iniziato a documentarmi un po' di più ed è venuto fuori un mondo sconosciuto e affascinante».

Il libro si limita a ripercorrere quella che possiamo definire più o meno tra virgolette una "corsa all'oro" o si addentra anche nel constatare le possibilità concrete che ci sia oro nella zona? «La storia dell'oro in Maremma è piuttosto recente. Mai chiamarla "corsa" però. In verità non lo è mai stata. Solo dagli anni Ottanta qualcuno ha avuto la pazza idea di provare a trovarlo. Fra il 1984 e il 1986 vennero scoperte le prime manifestazioni d'oro invisibile in Toscana meridionale e Lazio. La sua presenza venne comprovata. Le tracce ci sono, ben visibili, con i suoi cugini stretti, argento e antimonio, ma manca l'oro vero. Da qui nasce un intreccio di uomini e società che da quel momento non hanno più lasciato questa regione. Le attività minerarie passarono all'Eni e vennero gestite dalla Samim, prima e dall'Agip miniere poi. Le enormi spese stanziate, negli anni Ottanta e Novanta, che dovevano servire per sostenere la gestione nazionale delle miniere, non bastavano comunque a coprire i buchi che venivano a crearsi. Ne nasceva una sorta di spirale perversa: più soldi erano elargiti più i buchi si allargavano. L'Agip miniere continuava a perdere 50 miliardi di lire all'anno. Di lì a poco la dismissione e l'arrivo dei canadesi. Oggi sono ancora lì. La Adroit Resource dal 2006 ha iniziato una nuova analisi delle rocce per verificare, una volta per tutte, se in quella zona l'oro sia presente o meno. Questo libro non è un trattato di storia e men che meno un documento scientifico, perché io non sono né uno storico né uno scienziato, sono soltanto un giornalista che ha cercato di veder chiaro in questa lunga e intricata storia che da trent'anni occupa le cronache dei giornali della nostra regione».

Comprensibile il fascino che il metallo in questione esercita. Ma di fatto, quindi, non si è mai trovato oro in Maremma? «È il paradosso dei paradossi - confessa candidamente Boschi - l'oro in Maremma non c'è, non c'è mai stato, o meglio non si è mai trovato in quantità economicamente sfruttabili (eccetto che in epoca etrusca forse), eppure c'è sempre stato qualcuno che non si è mai arreso davanti all'evidenza e ha continuato a cercare senza sosta».

Fabrizio Boschi, L'oro della Maremma, Marco Del Bucchia editore, pagg. 212, 14,50 euro.

 

 

L'umanità secondo Gucci

Ricomincia da quattro, Emiliano Gucci. È al quarto romanzo, ma anche gli altri due libri Firenze carogna e Chi lo legge questo libro? sono, in fondo, immersi nello stesso panorama: la società moderna (quella reale e Toscana) in cui vivere come testimone inserito e nello stesso tempo estraneo. È questo il fascino di L'umanità. Una vita quotidiana "normale", pesante, un anonimo condominio di periferia, un tempo uggioso e piovoso, una fabbrica dov'è entrata la droga e dove gli operai sono italiani emarginati e bande di altre etnie.

In questo contesto di "normale" violenza, il protagonista vive in un volontario esilio. Un esilio che si scioglie quasi per caso, con il sorriso di una ragazza sconosciuta, incontrata nell'unico parco del paese, con le bizzarre strategie di un ragazzo sfrontato. La scrittura ruvida e incalzante di Gucci ci porta in un mondo che è il nostro e in disavventure che potrebbero essere le nostre. Un romanzo intenso e coinvolgente.

Emiliano Gucci, L'Umanita, Elliot Edizioni, pagg. 154, euro 14

 

Domenica bestiale

Una domenica pomeriggio come le altre. Un malore improvviso, una disperata corsa in ospedale, la morte della madre. Comincia così, con questo dolore, per diventare subito qualcos'altro, un racconto sulla vita che c'è dopo. A partire dai dieci giorni e dalle dieci notti che seguono, in una successione di stati d'animo e di situazioni ad alta intensità emotiva, tra nostalgie e scene grottesche, scatti di umorismo ed esplosioni di rabbia.

Un libro tenero e spiazzante, quello di Paolo Ciampi, Una domenica come le altre, per raccontare la possibilità di leggerezza che può riservare anche la perdita di una persona importante. Giornalista professionista dal 1993 e scrittore, Paolo Ciampi è stato redattore sportivo e di cronaca giudiziaria, corrispondente per la Toscana di quotidiani nazionali, si divide tra la passione per la letteratura di viaggio e la curiosità per i personaggi dimenticati nelle pieghe della Storia.

Paolo Ciampi, Una domenica come le altre, Mauro Pagliai Editore, pagg. 144, 11 euro

 


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