Un film documentario di Concita De Gregorio dà voce alle ragazze del Novecento

Scritto da Sara Barbanera |    Novembre 2017    |    Pag. 9

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Nada Malanima nel film Lievito madre

Nada Malanima nel film Lievito madre

Cinema

Il cinema fa magie. E due nomi come Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria aggiungono quel saper narrare, per immagini e parole, una storia che unisce le donne di un secolo intero e anche più. Un saper narrare delicato e forte, come quello delle 15 celebri donne protagoniste del Novecento che si raccontano, alternate a volti e voci di donne sconosciute, in filmini in super 8, con scene di famiglia e immagini della vita del secolo scorso.

Queste le tante donne protagoniste del film documentario Lievito madre che, lanciato in anteprima a settembre alla “Mostra del cinema di Venezia”, ha fatto tappa anche a Firenze il 25 ottobre al Cinema La Compagnia e sarà in cartellone a Milano dal 12 dicembre. Un’ora di emozioni sui temi della famiglia, del lavoro, della libertà, dell’amore e della bellezza, lungo un filo storico che dall’inizio del Novecento arriva a oggi; questo l’impasto base di un film, prodotto da Dora Maar e Akfilm, con il sostegno di Coop e ANNC-Coop, nato da un precedente lavoro di Concita De Gregorio come spiega la giornalista stessa: «Lievito madre è nato dal progetto “Cosa pensano le ragazze”, quattro anni di interviste a oltre mille donne dai 15 ai 100 anni che volevano ascoltarsi e condividere l’ascolto; capire, cioè, cosa pensano le donne oggi, cosa desiderano, cosa temono, qual è la loro identità rispetto al mondo e al tempo in cui viviamo. Un caleidoscopio incredibile di voci pubblicate on line da “Repubblica” con una clip al giorno. Poi Esmeralda Calabria, la donna di cinema del gruppo, ha ritenuto che fosse un materiale troppo prezioso per non trovare una forma più compiuta. Molte delle intervistate avevano 80 anni, erano le più libere, spregiudicate, e queste sono state scelte per il montaggio di Lievito madre: un racconto delle “ragazze del secolo scorso” che ci riporta alla nostra origine per trovare risposte ai dubbi delle nostre vite incerte».

Un viaggio alle origini del nostro tempo, raccontato dalle voci di Dacia Maraini, Natalia Aspesi, Emma Bonino, Inge Feltrinelli, Piera Degli Esposti - solo per citarne alcune -, che Esmeralda Calabria ha rimontato insieme a filmini d’epoca delle protagoniste, con musiche originali di Valerio C. Faggioni, come spiega lei stessa: «la nostra prima domanda è stata: come facciamo a mettere insieme queste interviste? Queste personalità sono testimonianze del tempo che qui, però, rispondono a domande personali, scoprono le loro debolezze e parlano di cosa ha significato essere donne, del timore di amare e di non essere amate, della bellezza, del rapporto con gli uomini, delle difficoltà della vita. Dell’essere figlie e, a loro volta, madri. Abbiamo voluto rispettare, anzi valorizzare, questo tono intimo, accostandolo a filmini d’epoca veri, tirati fuori dal nostro cassetto di famiglia, compreso il mio, per creare un controcanto di immagini alle voci di queste grandi donne. L’effetto finale è un continuo andare avanti e indietro nel tempo, lungo un filo comune e una sola storia: la storia di tutte».

Un lavoro di ricerca, selezione e montaggio su più piani per comporre un puzzle collettivo, come spiega Concita De Gregorio: «Esmeralda ha fatto un montaggio molto poetico ed emozionante il cui senso giornalistico, e questa è la mia parte, sta proprio nel titolo: lievito madre significa che quelle donne sono la matrice del pane di cui siamo fatte noi oggi e il loro racconto collettivo è anche il nostro racconto. Loro che parlano, le nostre madri giovani nei filmini, noi bambine, ricomposto in un mosaico di immagini. Tradotto, tutto ciò diventa un racconto corale di questo tempo, una storia privata d’Italia che ci dice da dove veniamo, da quell’impasto naturale della storia del quale le donne sono da sempre il lievito: il lievito madre».


Le intervistate 

Concita De Gregorio

giornalista e autrice


Esmeralda Calabria

regista


Video

Lievito Madre - Le ragazze del secolo scorso


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