Scritto da Silvia Gigli |    Luglio 2002    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Bordelli a puntate
Libri ed altro
Se mai arriverà sul piccolo schermo dovrà avere il volto stropicciato ed espressivo di Adriano Celentano. 'Quando l'ho scritto in realtà pensavo a Lino Ventura, ma Celentano è un'ottima soluzione, sicuramente la migliore', confessa sorridendo Marco Vichi. Il suo 'Il Commissario Bordelli' è la sorpresa editoriale fiorentina dell'anno. Oltre diecimila copie vendute in una manciata di settimane, l'anomalo poliziesco di Vichi è alla seconda ristampa e pare aver incontrato un consenso pressoché unanime. 'E' una sorpresa, anche perché la storia di Bordelli è stata in pratica la prima che io abbia mai scritto. Poi, per tutta una serie di motivi, sono stati pubblicati prima 'L'inquilino' e 'Donne donne''.
Sul pensoso commissario fiorentino, che si muove a caccia di assassini in un'afosa Firenze del '63, Vichi ha già pronte altre due storie. Ma i fan del valoroso Bordelli devono ancora pazientare. La seconda puntata della serie arriverà solo in febbraio. Nel frattempo non resta che sperare che il progetto di portare la storia del commissario in tv riesca ad avere un esito. Sarebbe un bel colpo, anche perché la sceneggiatura sarà scritta a quattro mani dallo stesso Vichi e da Carlo Lucarelli, giallista doc già avvezzo al piccolo schermo.
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Dotato di una scrittura estremamente cinematografica - anche il suo primo romanzo, 'L'inquilino', sembra essere destinato ad un futuro sul grande schermo - il fiorentino Vichi scrive praticamente da sempre ma ha iniziato a pubblicare solo nel '99. Ha scelto il giallo, sebbene non si consideri un giallista, 'perché oggi è uno dei modi più efficaci per recuperare il romanzo, per raccontare storie che abbiano forza ed incisività'. E la storia di Bordelli - commissario gentiluomo dalla scorza dura e dal cuore tenero, solitario per scelta e con la testa piena dei ricordi della guerra - è forte senz'altro. Perché è un noir che parla di valori, si tuffa nella storia e ci restituisce il sapore un po' fané di una Firenze lontana, di un Oltrarno povero e valoroso con i suoi piccoli delinquenti pieni di dignità e di cuore. 'Mi sono ispirato ai film di Totò, in particolare a 'La banda degli onesti' - racconta Vichi -. Sono figure che ho sempre avuto in testa e che mi piaceva far vivere sulla carta'. E le storie di guerra? 'Quelle sono tutte vere. Me le raccontava mio padre quando ero bambino e io le ho conservate intatte per anni, per poi scriverle in questo libro'. E per uno che sostiene di amare la forza e la sincerità di Fenoglio non poteva essere altrimenti.
Marco Vichi, Il commissario Bordelli, Guanda 2002, pp. 204, 13,50 euro.

Thriller a Firenze
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Se qualche romanziere avesse osato inventare una storia del genere sarebbe stato senz'altro bocciato come eccessivo e barocco. Ma gli otto duplici omicidi che hanno insanguinato Firenze nell'arco di 17 anni sono una storia terribilmente vera. E' la storia di un thriller infinito, quello del mostro di Firenze, che da trent'anni tiene con il fiato sospeso una città e sotto scacco inquirenti, magistrati, forze dell'ordine e giornalisti. Trent'anni di indagini e depistaggi, di colpi di scena e testimoni chiave, omicidi misteriosi e piste esoteriche che fanno della storia fiorentina la madre di tutte le inchieste, il thriller più appassionante e incredibile del mondo. Adesso al serial killer delle colline fiorentine hanno dedicato un libro due giornalisti che a Firenze hanno mosso i primi passi come cronisti di nera e che hanno seguito negli anni le evoluzioni dell'infinita storia del mostro. Alessandro Cecioni e Gianluca Monastra hanno dato alle stampe da qualche settimana 'Il mostro di Firenze', racconto ragionato e documentatissimo di tutta la vicenda, dal duplice omicidio del 1968 alla pista satanica dei giorni nostri, dalla pista sarda ai 'compagni di merende', dal Pacciani al cosiddetto 'secondo livello' di mandanti illustri e intoccabili. Un libro appassionante e serrato che si legge di un fiato. Un giallo vero, tostissimo. Che forse non avrà mai fine.
Alessandro Cecioni e Gianluca Monastra, Il mostro di Firenze, Nutrimenti, pp. 198, 12,50 euro.

Amici di Lombardi
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Una finestra aperta sul Novecento, brandelli di storia che fanno capolino attraverso le vicende umane di Giovanni Lombardi, giornalista, docente, critico teatrale, empolese doc. Lombardi ha raccolto in un libro, 'Agenda d'incontri', i rendez-vous di una vita, i volti e le parole di personaggi che hanno incrociato il suo cammino. Di ognuno ha fermato l'attimo, ha conservato un ricordo fresco e toccante che contribuisce a formare questo curioso ed interessante florilegio di storie e passioni. Da Eugenio Garin a Romano Bilenchi, da Giovanni Nannini a Valeria Valeri, e poi Vinicio Berti, Piero Tredici, Mario Luzi, Ernesto Balducci, Sibilla Aleramo e Dacia Maraini, il mondo della cultura, del teatro e dell'arte passa in queste pagine con la leggerezza e la forza degli incontri veri, quelli fra amici.
Giovanni Lombardi, Agenda d'incontri, Edizioni Polistampa, pp. 297, 15 euro.