Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Dicembre 2015    |    Pag. 26,27

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Lettere

Pesce crudo

Si sta diffondendo il consumo del pesce crudo la cui preparazione deve essere condotta osservando precise norme di carattere igienico. Richiamo pertanto l’attenzione di codesta Cooperativa sugli obblighi imposti dalla legislazione, in particolare l’obbligo per tutte le pescherie ed esercizi commerciali che vendono pesce di esporre un cartello ben visibile con tutte le informazioni utili per il consumatore con le indicazioni per la conservazione e il consumo di pesce crudo. Non mi è mai capitato di notare detto cartello nei vostri supermercati.

G. L. - Fiesole (Fi)

Rassicuriamo tutti che, come indicato dalla normativa vigente, nei nostri reparti pescheria sono presenti su una locandina a muro e a vista per soci/clienti, sia le zone di pesca (zone Fao) sia i cartelli relativi alla gestione del pesce venduto crudo. La lettera del socio ci è servita a individuare quei casi in cui le informazioni non erano ben visibili.


Il mistero della galletta nera

Volevo segnalare che nella confezione di gallette Vivi Verde ho trovato una galletta completamente nera. Immagino sia bruciata, ma ve ne chiedo conferma. Credo non sia salutare. Ho quindi buttato le gallette rimanenti. Spero di non aver ingerito niente di tossico. Suggerisco di fare un controllo sulla partita in modo che altri clienti non abbiano lo stesso problema.

A. P. – e-mail

I controlli del fornitore sono sia manuali che meccanici. La galletta bruciata capita quando è cotta due volte perché non viene espulsa dalla pressa. Le gallette, prima di essere confezionate, passano su diversi tappeti in modo da dare il tempo agli operatori di controllarle e far sì che le rotture e i pezzi più piccoli (bruciati) siano esclusi naturalmente con il movimento. In questo caso si è trattato di una svista da parte degli operatori, che si vedono passare migliaia di gallette sotto gli occhi. Una volta nella confezione non trasparente, risulta impossibile escluderla. I controlli di qualità che, a campione, vengono eseguiti successivamente al confezionamento, non sempre possono rilevare il verificarsi di queste anomalie. (a cura dell’Ufficio qualità Unicoop Firenze)


La bustina dove la metto

Vi scrivo per sapere dove smaltire le bustine di cibo umido per gatti a marchio Coop, visto che in questo raro caso non ci sono indicazioni in merito sulla confezione. Aspetto una vostra risposta per una corretta raccolta differenziata.

F. L. - Lucca

Gli esperti hanno verificato la composizione della busta che risulta composta di plastica e alluminio, pertanto è un rifiuto indifferenziabile. Quindi cercheremo di trovare una soluzione a minor impatto ambientale.


Zucchero pallido

Buongiorno, da anni compro molti prodotti bio della Coop. Negli anni questi prodotti hanno subito dei cambiamenti in meglio e in peggio. Sono molto soddisfatta dei miglioramenti, molti prodotti ora sono di agricoltura italiana. Volevo capire come mai lo zucchero integrale di canna bio, ha subito un forte cambiamento di colore e ora è molto più chiaro. Infine una curiosità. Nelle marmellate bio c’è sempre zucchero di canna, ma zucchero di canna non vuol dire nulla (anche quello bianco può essere di canna). Perché non compare la scritta grezzo, se è grezzo? Perché non viene utilizzato quello integrale?

S. T. - e-mail

Lo zucchero al quale si riferisce è integrale perché non subisce alcun tipo di raffinazione. Data l’assoluta artigianalità del processo di lavorazione, i cristalli possono aggregarsi e presentare dimensioni diverse. Anche la presenza di cristalli più scuri o più chiari è da considerarsi normale ed è anzi indice di qualità del prodotto. Per quanto riguarda la marmellata abbiamo cambiato ricetta perché, a seguito di un cambiamento normativo, è molto più complicato produrre zucchero d’uva bio e, visti i volumi di Coop, i nostri fornitori hanno grosse difficoltà a reperirlo. Pertanto la migliore alternativa che ci consentisse di produrre un prodotto biologico senza peggiorarne il gusto, è stato lo zucchero di canna, rigorosamente biologico. (a cura dell’Ufficio qualità Unicoop Firenze)


Da tortellini a paniccia

Ho apprezzato ottimamente i pacchi viveri dedicati ai soci, sia a Natale che a Pasqua, tant’è che ne ho acquistati, in base alle tessere disponibili, a scopo personale e per omaggiare parenti e amici. Per il mio gusto preferisco il salato al dolce, e quindi ben vengano queste proposte. L’unica doglianza, a mio parere, sono stati i tortellini secchi di una nota industria alimentare; troppo fine la sfoglia: sia in brodo che asciutti si disfanno e viene una paniccia.

R. B. - San Casciano Val di Pesa

Un grazie al socio per la segnalazione.


Susine e dintorni

Ho acquistato presso il superstore di Navacchio delle susine rosse biologiche al prezzo di 3,78 il chilo. Belle esternamente, sono risultate immangiabili perché marce all’interno a partire dal nocciolo. Abitando nel comune di Pisa non sono ritornata a Navacchio per riportarle, perché avrei speso di più di carburante. Vorrei che faceste presente la situazione al fornitore perché la cosa non si ripeta.

E. M. - Pisa

Siamo intervenuti il giorno stesso in cui è avvenuta la segnalazione, ritirando quella partita di susine. In realtà non è bastato questo, abbiamo cambiato anche la varietà del prodotto, passando alla varietà angeleno, l’unica susina in grado di garantire una migliore tenuta.


Il diamante perduto

Sono una vostra cliente da più di 50 anni. Recandomi la mattina presto nel punto vendita di Ponte a Greve, per fare la mia abituale spesa, ho perduto un anello d'oro con brillante, un ricordo di mio marito, perciò ben prezioso per me, oltre al valore materiale. Tornata a casa mi sono accorta dopo più di 4 ore della mia perdita, ho telefonato alla Coop e… miracolo! Esistono persone onestissime che lo avevano raccolto e portato al box informazioni. Non mi è stato permesso lasciare colazioni pagate come mio ringraziamento, dato che non avevano nominativi e che “riportare oggetti smarriti è normale per il personale”.  Grazie ancora a tutti.

M. L. - Scandicci


No soldi nel parcheggio

Nel parcheggio di Lastra a Signa c’è un servizio di vigilanza per allontanare i giovani nigeriani che aiutavano e portare la spesa o a mettere a posto il carrello. Oggi i giovani erano presenti lo stesso e uno di loro mi ha salutato. Allora gli ho chiesto se per favore mi poteva aiutare con le borse, perché erano davvero pesanti. Arrivati alla macchina mi sono trovata circondata da 5 o 6 vigilanti. Quando ho fatto per prendere 4 euro da dare al giovane, mi hanno detto che non potevo, perché ero in una proprietà privata con regole proprie. Mi hanno detto che se volevo bastava uscire dal parcheggio. Mi ha seguito uno dei vigilanti per spiegare, nel modo più gentile che poteva, che se le persone avessero visto ciò che facevo avrebbero protestato perché era proprio la gente ad aver richiesto questo servizio di allontanamento. Siamo tutti bravi a piangere sulle foto del bambino affogato, basta che non ci venga vicino a chiedere soldi.

P. M. - Lastra a Signa (Fi)

Nessuno può impedire ai clienti di offrire denaro in parcheggio (salvo il sindaco con ordinanza specifica). Quindi la modalità dell’intervento, in questo caso è sbagliata e non riflette le direttive della cooperativa e ci scusiamo con la socia per l’accaduto. La maggiore presenza della sorveglianza nel parcheggio è per tutelare soci e clienti da richieste troppo insistenti e spesso minacciose. Anche perché spesso con l’elemosina si alimentano focolai di microcriminalità.


Giornali senza punti

Volevo porre questo problema: mi pare, anche dal sito web, che viene riconosciuto un punto ogni euro di spesa. Mi sono accorto che alcune volte non mi sono attribuiti tanti punti quanto gli euro spesi ma 1 o 2 in meno. Vorrei sapere se ciò è dovuto ad alcuni acquisti che ho fatto oppure ad un errore del programma di assegnazione punti.

S. T. - Pontedera

Nello scontrino, del valore di 88,38 euro sono stati erogati 86 punti, perché nella spesa è presente la rivista “Settimana Enigmistica” perché per la legge sull’editoria, giornali e libri non possono partecipare a promozioni o “premi”, come sono considerati i punti elettronici.


Cestini sporchi

Da alcuni anni sono cliente dei supermercati Coop. Sono contenta dei prodotti sia come qualità sia come prezzo. Vorrei fare, però, una osservazione, che mi sembra importante per l’igiene e di conseguenza per la salute degli consumatori. In un piccolo supermercato trovo sempre i cestini, quelli a ruote che si trainano, di una sporcizia impressionante. Appiccicosi, con le macchie nere, spesso piene di cartacce e sacchetti lasciati. Sono consapevole che un po’ dipende dalla maleducazione della gente, che lascia dentro anche la lista della spesa. Ma non in tutti i punti vendita Coop i cestini sono così sporchi. A Montemurlo, per esempio, sono sempre pulitissimi! Mi potreste dire se ci sono le direttive e ogni quanto vanno puliti?

A. J. - Calenzano

Grazie alla segnalazione della signora, abbiamo condotto un intervento di pulizia straordinaria nel punto vendita segnalato, che verrà proseguito con la frequenza necessaria a mantenerli in ordine e igienici.


Quaderni intelligenti

Ho letto sul giornale per i soci di Unicoop Tirreno, della vendita di quaderni pensati per facilitare scrittura e calcolo ai bimbi dislessici e ho chiesto informazioni anche ad alcuni supermercati Coop di Firenze. Dopo alcuni giorni di ricerca, operatori gentilissimi mi hanno risposto che la direzione Coop non li aveva messi in assortimento perché rivolti a un limitato numero di utenti e quindi con scarse vendite. Vorrei far presente che, purtroppo, dislessia e altri disturbi di apprendimento, non sono casi rari. Le ultime stime documentano che il fenomeno riguarda il 3-4% della popolazione italiana (percentuale che sale al 16% nei paesi anglofoni). Come insegnante, mi sento anche di poter aggiungere che i “Quaderni Intelligenti”, prodotti da Pigna, potrebbero rivelarsi un utilissimo strumento per tanti altri bimbi, anche in assenza di difficoltà specifiche! Spero davvero che anche i supermercati Coop di Firenze decidano di distribuire questi quaderni, considerando l’attenzione che avete sempre avuto verso chi ha più difficoltà e per questo è più fragile.

S. C. – Firenze

Alla signora è stata data una informazione non precisa, non abbiamo quei quaderni perché probabilmente la produzione che è stata fatta da Pigna è stata da principio limitata. Superato questo limite, ora i quaderni ci sono anche da noi nei supermercati più grandi. Grazie anche alla segnalazione della prof.ssa Cannoni…