Scritto da Antonio Comerci |    Gennaio 2010    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Lista degli scrocconi

Io non ce l'ho con il cliente che toglie una foglia all'insalata, che scarta un rametto d'uva o toglie il fiore brutto dallo zucchino...  io ce l'ho con coloro, e sono molti, che mettono frutta o verdura nell'apposito sacchetto, lo pesano, applicano il prezzo al sacchetto o poi aggiungono il cespo d'insalata, il grappolo d'uva, mele, pere a seconda di quello che hanno preso e molte volte con vicino, molto vicino, qualcuno dei vostri operatori che, sicuramente impegnati nel loro lavoro, non avranno l'opportunità di seguire le manovre di questi accaparratori.

Altra cosa che ho avuto modo di constatare è la merenda gratis, o la colazione. Coloro che hanno questo "vizio" si recano al banco forneria acquistano schiacciata, pizza, magari non la semplice margherita, ma una bella ripiena, oppure un cornetto, brioche, insomma quello che aggrada al momento, si allontanano dalla zona, consumano quanto acquistato e poi nascondono l'incarto e il gioco è fatto.

Poi ci sono gli assaggiatori, che magari sono anche gli stessi che scroccano la merenda, che si avvicinano al banco frutta: un grappolino d'uva, la noce, perché no una mela, l'albicocca, la pesca e così via, a secondo di quello che il banco offre, non c'è neanche la preoccupazione di lavare la frutta, si fidano della Coop in quanto difensore della natura a pieno titolo. Poi escono tranquillamente dalla zona riservata ai clienti che non hanno effettuato acquisti.

Divertitevi anche voi ad individuare questi scrocconi e non crediate che siano stranieri sono italianissimi, ben vestiti e sfacciati.

L. N. - Prato

 

Per fortuna ci sono gli onesti, verrebbe da dire. E c'è anche la sorveglianza, discreta ma presente. Certo, qualcosa sfugge, ma in genere i conti tornano, anche grazie a quei soci che segnalano al nostro personale questi episodi.

 

Caccia all'euro

Sono una socia che abitualmente fa la spesa alla Coop; ultimamente il numero di extracomunitari che si fiondano per accaparrarsi l'euro del carrello a fine spesa è davvero insopportabile... Per chi fa la spesa più volte alla settimana, oltre a diventare un'oppressione psicologica, è insostenibile!

R. F. - Agliana

 

Pubblichiamo solo una delle tante lamentele che non risparmiano nessuno dei Centri commerciali e non solo nostri. La sorveglianza dei parcheggi è competenza dei consorzi dei vari punti vendita e diventa spesso un "gioco a nascondino". Speriamo che questa situazione migliori per rendere sempre più accoglienti i nostri negozi.

 

Bella figura

Qualche settimana fa ho acquistato un panno in microfibra-extra marca Coop in un supermercato. Volevo far notare che per confezionare un piccolo pezzo di "stoffa" è stata usata una quantità eccessiva di cartoncino, avendone trovato all'interno anche un altro pezzo, sicuramente per dare più consistenza al prodotto, che magari chiuso semplicemente in una piccola bustina di plastica, come le spugnette abrasive, avrebbe fatto meno figura!

Mi sono sinceramente meravigliata di questo spreco (e di questa poca attenzione all'ambiente), avendo sempre apprezzato, per esempio, il buon dentifricio Coop che è uno dei pochi che è venduto senza la scatolina, anche quella perfettamente inutile.

R. M. - Mercatale Valdarno

 

Come riconosce la socia, è da anni che lavoriamo proprio per diminuire gli imballaggi dei prodotti a marchio Coop. E non c'è solo il dentifricio, ma anche la maionese senza scatolina, l'acqua minerale con meno Pet, le ricariche per i detergenti per la persona, flaconi in plastica riciclata... per dirne alcuni.

Ma bisogna tener conto che il prodotto sullo scaffale "si vende da solo", quindi in qualche modo deve apparire, fare bella figura per vincere la concorrenza, in questo caso, degli altri panni in microfibra.

Comunque anche a noi preme che siano eliminati i materiali inutili, e abbiamo preso in buona considerazione la segnalazione della socia, che ringraziamo pubblicamente.

 

Eco e plastica

Tra i prodotti cartacei (carta igienica, carta casa...) ho notato che avete i prodotti "eco-logici" di materiale riciclato, ma ho notato che l'involucro che li avvolge è poi in plastica non biodegradabile... è vero che può essere differenziata, ma purtroppo ancora poche persone hanno questa abitudine.

Troverei quindi un cambio di involucri (dove possibile) un'ulteriore attenzione in più alle mille da voi già messe in atto.

S. A. - E mail

 

Coop Italia sta valutando proprio ora l'opportunità di utilizzare il MaterBi al posto del consueto PE, quale materiale da imballo della nuova linea "Viviverde", che andrà a sostituire l'attuale linea "eco-logici".

Se è vero, da un lato, che questo cambio sarebbe assolutamente coerente con l'attenzione che cerchiamo di porre alle tematiche ambientali, è altrettanto vero che dobbiamo essere certi che tale materiale, essendo biodegradabile, "tenga" lungo tutta la filiera distributiva. E per questo aspettiamo la verifica.

 

Vuoto a rendere

Ricordo che quando ero piccolo, quando la bottega di zona era molto usata per gli acquisti quotidiani, ho sentito parlare del vuoto a rendere, meccanismo alquanto semplice e con molteplici vantaggi sia economici che ambientali. Pensavo che tale meccanismo non è applicabile al sistema della Grande Distribuzione Organizzata. Tutto questo fino a 2 settimane fa.  

Durante un soggiorno in Germania, a Monaco, ho visto che nei supermercati, anche di notevoli dimensioni, tutti i contenitori in vetro possono essere riportati, e anche quelli in materiale plastico. Mi chiedo come mai in Italia si faccia tanto "buonismo ecologico teorico" e non si arrivi a soluzioni pratiche. E mi chiedo come mai una realtà come Coop non abbia ancora adottato tale iniziativa del vuoto a rendere.

A. P. - Firenze

 

Che nostalgia, gentile Andrea! Un po' più di 26 anni fa, prima che lei nascesse, avevamo anche noi il gabbiotto del "rimborso vuoti" e poi anche una macchina automatica che poteva ritirare bottiglioni, bottiglie e fiaschi e dare un buono per uno sconto alla cassa. Un sistema abbastanza efficiente e sul quale la cooperativa aveva investito ingenti risorse. Tutto questo si è sciolto come neve al sole con l'avvento inaspettato e travolgente delle bottiglie in Pet.

Per tornare a un sistema come quello di prima, ammesso che sia conveniente dal punto di vista ambientale, occorrerebbero ingenti investimenti su tutta la filiera (produttori, trasportatori, distributori) e non basterebbe la volontà di un solo operatore come la Coop.

 

La busta non basta

Conversando a cena con amici faccio notare che la Coop ha abolito i sacchetti di plastica sostituendoli con prodotti biodegradabili, e che io condivido l'iniziativa.

Una obiezione che mi è stata mossa è che l'iniziativa può essere scambiata per propagandistica, in quanto, se pur meritoria, non va ad incidere significativamente sulla quantità di rifiuti prodotti, di cui una grande parte è costituita da imballaggi di prodotti in vendita.

Secondo questa opinione, se la Coop volesse veramente incidere sul problema rifiuti, dovrebbe limitare all'essenziale gli imballaggi, sia sulla quantità sia sulla lavorazione.

N. P. - Lucca

 

È demoralizzante che ogni volta che si fa qualcosa in grande stile a favore dell'ambiente ci si sente ripetere "sì... però...". Intanto c'è un milione di tonnellate di plastica che non va a finire in discarica. C'è del petrolio che non viene consumato, amido di mais di produzione italiana che viene utilizzato invece di restare "scarto di produzione". Insomma i vantaggi dell'operazione sono evidenti, e stiamo studiando altre soluzioni per diminuire l'impatto ambientale dei consumi.

Resta il fatto che noi dobbiamo restare sul mercato e dobbiamo soddisfare le esigenze del consumatore, anche quello non ambientalista che resta ampiamente maggioritario. Detto questo, sono anni che lavoriamo nella direzione che dite lei e i suoi amici, con qualche risultato importante; basterebbe aver voglia di documentarsi.

 

Made in Germany

Quando qualche tempo fa ho visto che avete avuto l'ottima idea di produrre omogeneizzati biologici sia in un'ottica di sana alimentazione sia con spirito ecologista, sono rimasta entusiasta. Purtroppo l'entusiasmo si è immediatamente smorzato non appena mi sono accorta che sono prodotti in Germania.

Mi domando come mai in un momento in cui siamo particolarmente attenti al made in Italy, ai prodotti a km zero, vi viene in mente di distribuire alimenti per l'infanzia prodotti in Germania? Non vi sembra paradossale l'accoppiata prodotti biologici per l'infanzia fatti a migliaia di km? Non sarebbe possibile trovare produttori toscani o almeno italiani?

S. R. - Sesto Fiorentino

 

C'è un'unica azienda italiana che produce alimenti biologici per l'infanzia. E non è disposta a produrre con il nostro marchio o con altri. È solo questo il motivo della scelta. Appena ci sarà un buon fornitore italiano lo prenderemo in considerazione.

 

Soldi al nemico

Guardo di rado la televisione, ma l'altro giorno per caso, sono a casa malato, ho visto una pubblicità Coop su Rete4 e devo dire che non mi piace per niente che si paghino le reti mediaset per fare pubblicità. Non mi venite a dire che il mercato è ampio, comprende tutti e falsità del genere.

Questi vi spazzerebbero via appena possibile, almeno non diamogli i nostri soldi.

M. B. - Prato

 

In questo periodo le tariffe pubblicitarie sulle reti Mediaset sono particolarmente basse per effetto della crisi economica. Per questo abbiamo potuto fare pubblicità presso un vasto pubblico a costi molto bassi. Fra i telespettatori delle reti Mediaset non ci sono solo i fedelissimi del cavaliere ma anche molti soci e clienti nostri e potenziali tali.

Dal nostro punto di vista regionale non ci rendiamo perfettamente conto che, soprattutto al Nord e presso certe fasce di popolazione, la pubblicità su tali reti è molto efficace.

Quindi, da parte delle Coop, soprattutto oltre Appennino, non si è trattato di dare soldi al "nemico", ma di prendere nuovi clienti con poco investimento.

Del resto per noi sarebbe triste fare come dice il cavaliere, cioè non fare pubblicità con chi non la pensa allo stesso modo.