Scritto da Antonio Comerci |    Marzo 2006    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Lettere 2
Chi cerca e chi trova

Ho apprezzato il calendario 2006 "Itinerari del gusto", però non trovo alcuni prodotti tipici per eseguire le ricette. Chiedo cortesemente in quali punti vendita posso trovarli.
Acilio Passerini - Firenze

Fermo restando che alcuni ingredienti particolari possono essere sostituiti con altri simili, alcuni prodotti citati nel calendario sono prodotti di "nicchia", che si trovano in particolari momenti e solo in alcuni supermercati.

Per questo abbiamo pubblicato la guida "Gioielli di Toscana", che dovrebbe aiutare i consumatori a reperire tali prodotti.

Il libro può essere richiesto al box informazioni dei nostri punti vendita.


Lettere 1
Poggio e buca 2

In relazione a quanto scritto in una risposta alle lettere sul numero di gennaio dell'Informatore, vorrei precisare che le linee prezzi non sono solo tre: Ipercoop, supermercati e mini mercati. Questa distinzione può essere giustificata dalla necessità di competizione alla pari con le grandi catene anche internazionali della distribuzione e dalla diversa tipologia di spesa (quantità, uso dell'auto ecc.).
Il problema è che all'interno dei mini mercati vi sono linee prezzi molto diverse: InCoop, superette e negozi tradizionali; e questo è incompatibile con la funzione sociale di Coop e la sua rivendicata diversità. Si tratta di esercizi dedicati alla distribuzione di vicinato e prezzi diversi determinano disparità fra soci di un paese o di un altro, di un quartiere o di un altro, in base alla dimensione del punto vendita dovuto al caso o alla politica degli enti locali o altro.
Qui forse vale la proposta del "poggio e buca". Credo anche che i prodotti alimentari riservati ai soci dovrebbero essere presenti anche nei negozi più piccoli in quanto simbolo della mutualità cooperativa, altrimenti un anziano senz'auto è un socio a metà.
Maurizio Landi - Compiobbi

La nostra semplificazione è dovuta alle dimensioni del fenomeno. Gli inCoop e le superette sono oggi 37, 12 i negozi tradizionali sotto i 150 metri quadri di area di vendita, con un giro d'affari inferiore ad un solo supermercato di medie dimensioni. Quindi il problema è molto circoscritto, ed è un retaggio storico che solo per ragioni sociali (mantenere comunque un servizio) non è stato risolto con la chiusura. La speranza è sempre quella di poter sostituire questi negozi tradizionali con mini mercati, là dove è possibile.

Negli ultimi anni sono stati più di 10 gli inCoop inaugurati, a fronte di 4 fra super ed ipermercati. Ed è su questa strada che proseguirà l'impegno per i 12 negozi tradizionali, per rispondere ad un problema che è sentito dai soci non tanto per i prezzi, ma soprattutto per i servizi e l'assortimento.


Celiachia in piccolo
Ho appena finito di leggere l'articolo relativo ai prodotti senza glutine e mi ha colpito soprattutto un particolare. Ho letto che nella prima fase della sperimentazione i buoni spendibili per i prodotti senza glutine potranno essere spesi soltanto negli Ipercoop di Sesto Fiorentino, Lastra a Signa e in sei grandi supermercati.
La domanda è questa: come mai non vengono inclusi anche i punti vendita più piccoli, come le inCoop, per la sperimentazione dei prodotti senza glutine?
Silvia Rocchi - E mail

Abbiamo cominciato dai grandi punti vendita perché possiamo contare su un efficiente e qualificato punto informazioni proprio nelle grandi strutture, dove si concentra la maggior parte dei nostri soci e clienti e di conseguenza un discreto numero di utenti per questi prodotti. Abbiamo ritenuto che offrire un buon servizio e un ampio assortimento è meglio che avere una rete troppo polverizzata.


Utili a chi?
Pure se socio mi accorgo, dagli ultimi fatti di cronaca, che io c'entro ben poco nella gestione dei fatti societari. Noto, sempre dalle recenti conoscenze, che gli utili sono molto rilevanti e che non ne beneficiano i comuni soci ma solo gli amministratori e chi è a loro vicino. Alla luce di quanto sopra non sarebbe più opportuno e logico dare un taglio drastico ai prezzi praticati? È pur vero che ai soci riservate degli sconti su determinati prodotti magari di raro consumo, ma non sarebbe più realistico diminuire il prezzo del pane, della verdura e della frutta?
Valfrido Ciampa - Pisa

La nostra cooperativa nel 2005 ha destinato 20 milioni di euro (40 miliardi di lire) all'abbassamento dei prezzi. Tutto questo per fare il nostro mestiere di cooperativa di consumatori: tenere bassi i prezzi di vendita. Infatti, secondo la rivista Altroconsumo, i prezzi dei super ed ipermercati a Pisa e Firenze sono i più bassi d'Italia. Non solo i nostri, ma anche quelli praticati dalle altre catene di distribuzione nella Toscana. Oltre a questo investiamo diverse decine di milioni di euro per il controllo e la sicurezza degli alimenti. Tutto questo è possibile perché riusciamo a raggiungere un'alta quota di vendite.

Per garantire i fornitori, i dipendenti, i soci prestatori, dobbiamo avere anche adeguate riserve ed un corposo patrimonio, accumulato negli anni. È per preservare questo patrimonio, necessario per garantire solidità alla cooperativa, che si rendono utili investimenti anche finanziari.

Gli utili della gestione commerciale nell'Unicoop Firenze sono molto bassi: nel 2005 meno dell'1 per cento sulle vendite. Su cento euro di una bella spesa al supermercato, meno di un euro (un chilo di arance!) è l'utile che resta alla cooperativa. Il risultato di bilancio è più sostanzioso, alla fine dell'anno, proprio grazie agli utili finanziari. Tutto questo è scritto sui nostri bilanci, discussi con i soci fra aprile e maggio in assemblee e pubblicati sull'Informatore.

Per questo la "Coop sei tu" ed una lettera come quella che pubblichiamo non arriverà mai alla Standa, a Carrefour, a Esselunga.


Uccisioni brutali
Non sappiamo se avete visto quel filmato su come vengono trattati gli animali in Cina, per fare tra l'altro pellicce, trasmesso al TG1 di un po' di tempo fa, disponibile sul sito della Lav, www.infolav.org o www.nonlosapevo.com.
Si chiede di non acquistare più dalla Cina capi con pellicce proprio per questo. Sappiamo che la Coop è la prima catena di supermercati che ha aderito alla campagna "no test su animali" per quanto riguarda i prodotti cosmetici con il proprio marchio. Proprio per questo chiediamo: perché non abbandonate tutti quei prodottacci cinesi?
Alessandra Rogai e Paolo Bonciani - Firenze

Coop Italia, che cura gli acquisti per conto di tutte le cooperative, chiede già da alcuni anni che per i capi d'abbigliamento siano utilizzati solo animali da pelliccia. Ora l'attenzione si sposta anche su come vengono uccisi gli animali. Intanto si cerca di privilegiare capi con finiture sintetiche.


Due pagine in più
Sono un attentissimo lettore dell'Informatore. Dimenticandomi il prezioso proverbio "i consigli si chiedono, non si danno", vi suggerirei di dedicare qualche pagina in più alla rubrica "Lettere" dell'Informatore che è per i soci fonte di chiarimento. Se avete ricevuto in 12 mesi, al 31 di novembre 2005, 1005 lettere e ne avete pubblicate solo 58, dato che la Coop siamo noi, non vi sembra giusto dedicarci un paio di pagine in più?
Marco Giovannini - E mail

La rubrica delle lettere riesce ad essere particolarmente interessante proprio perché riusciamo a fare una forte selezione fra le tante pervenute. Riusciamo così a non essere ripetitivi, a non affrontare, numero dopo numero, gli stessi problemi.

Al di là della pubblicazione o meno dell'intervento dei soci, molti articoli dell'Informatore sono frutto della loro sollecitazione e rispondono alle loro richieste di informazione. Inoltre, a quasi tutti quelli che ci scrivono, rispondiamo personalmente con lettere, e-mail, per telefono e qualche volta li incontriamo. E molti problemi sono stati risolti grazie ai soci.


La terza chiusi
Se abito a Firenze e come oggi, terza domenica del mese, ho bisogno di fare la spesa, non trovo nessun negozio aperto. Che scelte avete fatto per queste aperture? Avete notato che, per esempio, la prossima domenica a Firenze sono aperti quasi tutti i supermercati? Si può prevedere di aprirne alcuni in città la terza domenica del mese?
Daniela Clemente - Firenze

Le aperture domenicali sono regolate dai rispettivi Comuni dove sono situati gli iper e i supermercati. A Firenze si può aprire solo l'ultima domenica del mese, a Sesto la prima, a Lastra a Signa la seconda. Nessun Comune del circondario prevede la terza domenica del mese.
Per questo non possiamo venire incontro alle richieste dei numerosi soci che hanno la stessa esigenza della socia Daniela.