Al Forte Belvedere e al Giardino di Boboli artisti contemporanei in mostra

Scritto da Andrea Schillaci |    Giugno 2017    |    Pag. 6, 7

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

 Eike Schmidt e Helidon Xhixha

L'artista Helidon Xhixha (a destra) insieme a Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi

Firenze

L’estate fiorentina vede protagonista l’arte contemporaneacon due importanti esposizioni che hanno il loro fulcro nel giardino di Boboli e negli spazi del Forte Belvedere, con appendici in altre sedi cittadine, da Palazzo Vecchio agli Uffizi, da Santa Croce al Museo Marini. Il Forte Belvedere ospiterà dal 2 giugno al 1° ottobre la mostra collettiva “Ytalia, Energia, Pensiero Bellezza”, con le opere di dodici artisti che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali: Mario Merz, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Gino De Dominicis, Remo Salvadori, Mimmo Paladino, Marco Bagnoli, Nunzio e Domenico Bianchi. A questi artisti è stato chiesto di realizzare opere che dialoghino con il contesto che le ospita, come nel caso di Gino De Dominicis e la sua Calamita Cosmica, uno scheletro di dimensioni monumentali adagiato su uno dei bastioni del Forte e allineato idealmente con la cupola del Duomo. È questa un’occasione per visitare e frequentare uno degli spazi più belli di Firenze, chiuso per alcuni anni in seguito a gravi incidenti e riaperto dal 2013 proprio per importanti mostre estive.

Nel giardino di Boboli, invece, dal 27 giugno al 29 ottobre, protagonista sarà lo scultore Helidon Xhixha , con una mostra intitolata “In ordine sparso” che approfondisce temi quali caos e ordine, ispirandosi alla natura e alla geometria sacra. Xhixha, di origine albanese, vive e lavora tra Milano e Dubai, ed è stato protagonista nel 2015 della “Biennale di Venezia” e nel 2016 della “London design biennale”. Il materiale che l’artista predilige è l’acciaio che, attraverso un intervento altamente qualificato, passa dall’essere lineare al divenire distorto e intricato in una personale interpretazione dell’interazione fra metallo e luce. Si tratta della seconda esposizione in Toscana, dopo la mostra a Pietrasanta dell’anno scorso.

Helidon Xhixha ha respirato l’arte fin da bambino, essendo suo padre un pittore, e non è un caso che oggi viva gran parte dell’anno in Italia. «In Albania - ha raccontato lo scultore in una recente intervista al quotidiano online “StileArte.it” -, dal punto di vista artistico, l’Italia è sempre stata considerata una meta ideale: del resto il patrimonio artistico, storico e culturale di questo Paese è unico al mondo, è qui che è cominciato tutto. Dunque, quando grazie ad una borsa di studio ho potuto trasferirmi a Milano e frequentare l’Accademia di Brera, dove poi mi sono laureato, per me è stata un’occasione semplicemente meravigliosa: gli stimoli culturali che ho raccolto qui hanno contribuito in maniera sostanziale ad indirizzare la mia ricerca. Molto significativo è stato pure il periodo di studio di tre mesi alla Kingston University di Londra, dove ho potuto approfondire le mie conoscenze di scultura, incisione e anche di fotografia: sono convinto dell’importanza del fatto che un artista abbia una preparazione completa, a tutto tondo».

Per Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, «le opere che Helidon Xhixha ha creato per la mostra a Boboli si riferiscono all’origine rinascimentale di questo luogo straordinario con una doppia modalità: da un canto partono dalla concezione matematica dell’arte, come la vediamo realizzata da Filippo Brunelleschi e da Paolo Uccello, dall’altro rispondono all’intreccio fra arte e natura che nella Tribuna degli Uffizi e nella Grotta Grande del Buontalenti ha raggiunto vette di profonda valenza filosofica». Sarà, dunque, interessante vedere il contrasto fra le statue rinascimentali del giardino fiorentino e le moderne opere in acciaio di Helidon Xhixha.


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