I due secoli della prestigiosa istituzione pisana

Scritto da Gabriele Parenti |    Febbraio 2011    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Un obelisco triangolare alto oltre dieci metri con una spada bronzea che sopravanza il monumento, a simboleggiare lo slancio del sapere e il suo ruolo come arma di giustizia, celebrerà il bicentenario della Scuola normale di Pisa. Il monumento, che sarà collocato in piazza San Silvestro, la prima sede della Normale, sarà realizzato da Ivan Theimer uno degli esponenti più significativi dell'arte contemporanea. Un importante riconoscimento per un'istituzione culturale di altissimo prestigio che ha avuto tra i propri allievi ben tre premi Nobel (Giosuè Carducci, Enrico Fermi e Carlo Rubbia), due presidenti della Repubblica (Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi) e molti scienziati e letterati di fama internazionale, sebbene il numero complessivo degli studenti sia stato di appena 5.200 in due secoli di storia. La Scuola normale superiore di Pisa, che ha sede nello splendido palazzo della Carovana realizzato dal Vasari nella storica piazza dei Cavalieri, fu istituita duecento anni fa da Napoleone sull'esempio dell'Ècole normale supèrieure di Parigi che aveva il compito di formare la classe dirigente dell'Impero.
Fu chiamata Normale appunto perché doveva dettare le norme, come si direbbe oggi, dettar legge nel campo dell'istruzione ed aveva il compito di promuovere l'alta cultura scientifica e letteraria.

Le nuove élites
Dopo la fine dell'Impero napoleonico, la Scuola normale restò in vita perché il granduca di Toscana Leopoldo II volle fornire ai giovani più meritevoli un istituto di formazione e di ricerca ai massimi livelli e la denominò "Imperial-regia Scuola Normale". Ciò contribuì alla vocazione europea della Normale di Pisa che discende appunto dal duplice riferimento alla Francia e al sistema educativo dell'impero austro-ungarico.
Ma anche l'Italia unita investì sulla Normale e le attribuì una nuova e importante meta: contribuire a individuare e a educare le élites della nuova Italia, dalle Alpi alla Sicilia.
Nel corso del tempo, la Normale ha sempre saputo rinnovarsi ed è divenuta un centro di formazione e di ricerca tra i più rinomati d'Europa. Oggi vanta numerosi centri di ricerca e laboratori, tra i quali: il laboratorio Nest (National enterprise for nanoScience and nanoTechnology), il centro di ricerca matematica, i laboratori di neurobiologia, di biologia molecolare, di arti visive, il laboratorio di linguistica il gabinetto glottodidattico, il laboratorio di topografia storico-archeologica del mondo antico, il laboratorio informatico per le lingue antiche, il centro di ricerche informatiche per le discipline umanistiche Signum, il laboratorio per l'analisi, la ricerca, la tutela, le tecnologie e l'economia per il patrimonio culturale, il centro di elaborazione informatica di testi letterari.
Ha una biblioteca di 800.000 volumi posta nel Palazzo dell'Orologio. La peculiarità della Normale è che, in un unico contesto, docenti, ricercatori e studenti svolgono attività didattiche e di laboratorio, realizzano eventi culturali ed iniziative sperimentali.

Dalle lettere alle scienze
Due sono i tradizionali ambiti d'attività: la classe di Lettere e filosofia e quella di Scienze matematiche fisiche e naturali. Gli studenti accedono attraverso un apposito concorso, vivono in un sistema di college completamente gratuito e seguono un percorso di studi imperniato sulla condivisione di esperienze, ricerche, approfondimenti.
La Scuola normale non sostituisce l'università ma si aggiunge ad essa. Infatti, i normalisti sono iscritti all'Università di Pisa ne frequentano le lezioni e vi sostengono gli esami. La Scuola normale svolge ulteriori attività didattiche; la conferma del posto per l'anno successivo comporta il superamento di un colloquio annuale e impone il mantenimento di una determinata media negli esami universitari.
Nel corso delle celebrazioni per il bicentenario della Scuola normale, il nuovo direttore (in carica dal 1° novembre 2010), professor Fabio Beltram, scienziato che opera nel campo della nanoscienza, ha sottolineato che proprio gli allievi e la loro valorizzazione devono guidare tutte le scelte. E si è soffermato su due principali necessità circa i meccanismi di selezione. Da una parte occorre fronteggiare il crescente successo della Scuola. Basti pensare - ha detto Beltram - che lo scorso anno sono stati ammessi 55 allievi al primo anno, selezionati tra circa mille, uno sforzo titanico per la struttura organizzativa! Dall'altra occorre tenere la Normale in linea con i principali centri di formazione internazionali in termini di composizione della popolazione studentesca. L'internazionalizzazione degli allievi e del loro percorso formativo è obiettivo fondamentale e dovrà essere perseguito anche con azioni di promozione e reclutamento all'estero.

Collegio nobile
Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte che è stato Direttore nel quadrienno 2006-2010 ha sottolineato che la Normale è "una scuola d'élite a base egualitaria". Forma all'insegnamento e alla ricerca, ma è una scuola di cittadinanza e di valori civili.
La sede della Normale di Pisa è particolarmente prestigiosa. Si tratta del Palazzo della Carovana, così denominato perché vi facevano il tirocinio i Cavalieri dell'Ordine di Santo Stefano. Era dunque un "collegio nobile".
Per di più la piazza, che era il centro del potere civile di Pisa, è un luogo d'indubbio valore simbolico. Il Palazzo della Carovana, cui si affiancano da un lato la Chiesa dei Cavalieri e dall'altro il Palazzo dell'Orologio che ingloba la Torre della Fame (del conte Ugolino) ed il Palazzo del Capitano, ha una curvatura concepita dal gusto scenografico del Vasari, come uno spazio chiuso di forte impatto visivo che gli permette di "abbracciare" la piazza. Contribuisce a questo anche la colossale statua raffigurante Cosimo I de' Medici, scolpita nel 1596 dallo scultore fiorentino Francavilla su disegno del Giambologna.

(foto di Carlo Valentini)