Pancetta e finocchiona di filiera corta in offerta

Scritto da Melania Pellegrini |    Aprile 2013    |    Pag. 14

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Salumi di filiera corta unicoop firenze e baccelli pecorino e pancetta

Salumi

Solo toscani

Pancetta e finocchiona di filiera corta in offerta

Da sempre Unicoop Firenze pone molta attenzione alla filiera corta e alla tipicità dei prodotti toscani, puntando ad avere uno stretto legame con chi nel nostro territorio investe, lavora e produce. Così, sui banchi della gastronomia dei negozi Coop, è possibile trovare, in un posto riservato, i salumi di Filiera toscana.

I prodotti di Filiera toscana arrivano da aziende che operano esclusivamente nel territorio regionale. I nostri salumi sono famosi nel mondo grazie alle loro qualità e peculiarità e sono l’espressione della tradizione culinaria locale.

Per essere salumi di Filiera toscana le materie prime devono rispondere a criteri molto rigidi: infatti oltre a seguire normative su età, peso e condizioni fisiche dell’animale, i suini devono essere nati, allevati, macellati e le loro carni devono essere selezionate solo in allevamenti, stalle, stabilimenti e laboratori situati in Toscana.

Fra i prodotti di Filiera toscana, ci sono la finocchiona e la pancetta che saranno in offerta nei nostri negozi nella seconda metà di aprile.

La finocchiona è considerata il simbolo degli insaccati toscani di qualità; è presente sulle tavole fiorentine già nel Medioevo. È composta dalle rifilature del prosciutto e del guanciale e dalla spalla del suino. È caratterizzata da una macinatura a grana media, il suo particolare sapore è dato dai semi di finocchio selvatico che vengono accuratamente dosati.

La pancetta viene dal ventre del maiale e può essere tesa o arrotolata. Quella tesa, in particolare, deriva da un taglio di carne regolare che viene mantenuta tesa durante il ciclo di lavorazione. Viene insaporita con aglio e pepe, salata e fatta riposare.

Dopo 15 giorni viene ripulita dal sale e viene messa a stagionare per un mese circa. Viene quindi lavorata con aceto e insaporita di nuovo con pepe e aglio. Da acquistare anche in primavera visto che il suo sapore si lega molto bene con quello di fave o baccelli.

L’offerta partirà il 18 aprile e finirà il 1° maggio, la finocchiona si potrà trovare nei Superstore e nei supermercati, mentre la pancetta tesa da banco e la pancetta arrotolata take away saranno in offerta solo nei supermercati.

Baccelli

Buoni crudi

Abbinati al formaggio, sono una squisitezza primaverile

Tra aprile e maggio arrivano nel reparto ortofrutta le fave, chiamate più comunemente in Toscana baccelli.
Si tratta di un legume che si mangia crudo o cotto, in genere nella nostra regione viene preferito crudo insieme a formaggi (il più amato è il pecorino nelle sue varie versioni, da morbido a molto stagionato) o a salumi.

Un classico per una scampagnata primaverile! I baccelli vengono seminati fra ottobre e novembre, e raccolti fra aprile e la prima metà di maggio. Questo per quanto riguarda almeno la Val di Cornia, perché essendo un ortaggio che risente molto del clima, in altre zone più interne e meno calde la raccolta comincia e finisce leggermente dopo.

La raccolta viene fatta a mano, scegliendo baccello per baccello, due o tre volte a settimana per un paio di settimane a pianta. Per ettaro si producono fra i 60 e gli 80 quintali di baccelli. Si tratta di una pianta rustica e necessita di pochissimi trattamenti fitosanitari, se non di nessuno, e non ha bisogno neanche di concimi, perché all’interno delle sue radici si formano dei “tubercoli” dove si insediano dei batteri azoto-fissatori che trasformano l’azoto del terreno in azoto utile per la pianta stessa, migliorando anche la qualità del terreno.

Una curiosità: i baccelli hanno un fratello minore, il favino; oltre a essere coltivato per uso zootecnico, viene usato per il “sovescio” del terreno, pratica che consiste nel coltivare una pianta per poi interrarla per migliorare la qualità e la fertilità del terreno stesso.

Verde brillante

Quando si vanno a comperare i baccelli, la prima cosa che si guarda è l’aspetto: in genere quelli migliori sono lunghi tra i 25 e i 35 centimetri e non hanno un diametro troppo grosso, sono di un verde brillante, turgidi e non devono avere tacche nere. Un buon baccello all’interno ha dai 4 ai 6 semi (quello che noi mangiamo è infatti il seme della fava).

Quello che non tutti sanno è che la filiera corta è fondamentale per gustare i baccelli migliori e più teneri. Infatti già dopo 3-4 giorni dopo che il baccello viene raccolto, i suoi semi iniziano a diventare più amari, così se arrivano da vicino appena colti, siamo sicuri di poterli assaporare in tutto il loro gusto. Quindi la cosa migliore è che siano colti e mangiati.

Va ricordato poi che se si soffre di favismo (un’allergia molto pericolosa che può portare allo shock anafilattico), bisogna evitare i posti dove vengono venduti questi legumi freschi nel periodo di vendita.