Foto M. D'Amato

Le lettere dei soci

Domenica di spesa

In qualità di socio da diversi anni, gradirei una spiegazione logica delle chiusure domenicali. A mio parere in un mercato moderno e competitivo non esiste chiudere la domenica. Mi sento socio Coop da sempre, ma purtroppo per la vostra decisione sull’orario ho dovuto cedere a mia moglie entrando in un supermercato della concorrenza con relativa carta di acquisto... Per cortesia non parliamo della tutela dei dipendenti, dato che ci sono altre cooperative aperte ogni domenica.

E. S. - Firenze


La decisione tiene conto di tre aspetti: il servizio al socio, la disponibilità dei dipendenti e i costi per la cooperativa. Abbiamo cercato di dare ai soci la certezza di 40 punti vendita aperti sempre, la mattina, che coprono tutte le zone dove opera la cooperativa, senza il bisogno di controllare se quel supermercato è aperto o chiuso. I dipendenti lavorano più volentieri anche la domenica, visto che comunque il pomeriggio è libero. I conti tornano anche per i costi. Abbiamo perso un po’ di vendite la domenica, ma abbiamo acquistato il sabato e il lunedì. Abbiamo aumentato la produttività la domenica, con vendite superiori nelle ore mattutine rispetto a prima. Alcuni punti vendita hanno pareggiato gli incassi che facevano prima quando aprivano tutta la giornata festiva. Vediamo cosa succede fra settembre e novembre.


Regole disattese

Sono una dipendente di Unicoop Firenze addetta alla cassa. Vorrei riferire una situazione che mi è accaduta più di una volta: da cliente a cliente chiedere la carta socio per avere gli sconti sui prodotti in promozione; io ho spiegato che non è possibile “prendere a prestito” la carta di un socio, perché se ci sono dei prodotti in offerta devono andare a chi ne ha diritto. Una terza persona, un uomo anziano, mi ha aggredito dicendo che altri addetti alla cassa non seguono questa regola. Gli ho consigliato, se non era convinto di quello che dicevo, di chiamare il direttore. Ma ormai se l’era presa con me e mi attaccava in tutto e non ascoltava. Il direttore mi ha detto che le regole sono scritte nel foglio di iscrizione alla carta socio, che i clienti puntualmente non guardano mai. Per questo ho mandato questa lettera, perché pubblicata sull’Informatore tanti di più conoscano le regole.

L. P.  - Firenze


Vangelo alla lettera

Sull’“Informatore” di settembre vedo un lettore che si lamenta per la frase di Gesù riportata sulla copertina del numero di maggio “Non di solo pane” e prosegue “L’uomo vive di tutte le parole che vengono dalla bocca di Dio” (Matteo 4:1-4). Io, invece, colgo una risorsa nella frase pubblicata dal vostro giornale. Se la frase è stata scritta, vuol dire che ha colpito colui che l’ha riportata. E Gesù dice: “La Mia Parola non tornerà a Me senza effetto, senza aver operato ciò per cui l’ho mandata”. Il Vangelo va coniugato con la vita: dal meditare e pregare, al fare. E la Coop, da anni porta avanti iniziative molto belle di promozione sociale, come Il Cuore si scioglie, ma ha iniziative anche sul restauro di chiese; anche adesso provvede alla Cattedrale di Volterra e, prima, del Duomo Vecchio a Pisa e del Battistero di Firenze. Questo è un muoversi “incontro all’altro”, al bisogno del momento.

A. D. - email


Un articolo in più

Sullo scorso numero di ottobre, in seguito all’approvazione della legge 119 del 2017 sull’obbligo di vaccinazione per i bambini che vanno a scuola, abbiamo voluto informare i nostri soci su una questione d’interesse pubblico. L’abbiamo fatto con un’intervista a una persona qualificata scientificamente, la professoressa Chiara Azzari, docente ordinaria di pediatria dell’Università di Firenze e coordinatore scientifico dell’Ospedale pediatrico Meyer, riportandone fedelmente le risposte. La cosa non è piaciuta ai vari comitati contro l’obbligo vaccinale ed abbiamo ricevuto alcune mail di protesta di nostri soci, che ci hanno accusato di aver voluto appoggiare posizioni governative o, peggio, delle multinazionali del farmaco. Altre si meravigliano che l’Informatore tratti anche questi argomenti, senza aver notato che accanto a quell’articolo ce né uno sulla dislessia, poi un altro sul diabete e infine sull’infertilità maschile. Insomma ci occupiamo anche di salute e del resto l’articolo 2 del nostro Statuto, fra gli obiettivi della cooperativa al secondo comma pone di “salvaguardare gli interessi dei consumatori, la loro salute e sicurezza anche accrescendone e migliorandone l’informazione e l’educazione attraverso apposite iniziative”.

Ci rendiamo conto che l’argomento è delicato e sappiamo che i rischi per i vaccini ci sono, come per tutti i farmaci, ma ci sono anche i vantaggi per la salute di tutti e per la lotta a malattie pericolose. La cooperativa non può, non deve e non vuole prendere posizione su questo argomento, ma può e deve dare voce a chi è scientificamente qualificato a parlare su questi temi. E continueremo a cercare esperti, scientificamente e professionalmente preparati, che documentino anche i rischi delle vaccinazioni, senza fare inutile allarmismo, e lo pubblicheremmo volentieri in uno dei prossimi numeri, quando le acque si saranno calmate e si potrà parlare dell’argomento in serenità. (Antonio Comerci)


Colpa delle bionde

Sull’“Informatore” di settembre a pag.13 a firma Mp "Prodotti toscani Non solo Bionde" ci portate a conoscenza del birrificio artigianale L’Olmaia con tre tipi di nuove birre che viste in foto sembrano in formato 33 cl. Mi sono recato al supermercato Coop dove abitualmente mi servo e nonostante il mio impegno messo nella ricerca, dell’Olmaia ho trovato solo due tipi di birra comunque non quelle in foto in formato 75 cl. Mi chiedo e vi chiedo, che senso ha pubblicizzare un prodotto se poi il vostro socio non lo trova sugli scaffali? Ve lo chiedo, perché è la seconda volta che mi capita, la prima fu, salvo errore due/tre anni fa per il liquore al limone prodotto da un’azienda di Lucca e mai pervenuto a Pontassieve nonostante le mie reiterate richieste d’informazione in merito.

E. M.


Il giornale deve dar conto delle iniziative che si svolgono in un mese, anche quelle della seconda parte del mese. È il caso della birra in questione il cui lancio era previsto per la fine di settembre, ma al momento in cui siamo andati in stampa non sapevamo esattamente la data. Quindi ci siamo scusati con il socio per non essere stati precisi.


Uno buono l’altro no

Nel fare la spesa, per la seconda volta, mi è successo uno spiacevole episodio. Una settimana fa, dopo aver pagato, una ragazza vede sul display del Salvatempo che un articolo non era stato battuto correttamente: niente di male, facciamo il controllo e appuriamo che un articolo non era stato battuto nel codice giusto. Ieri, dopo la spesa, stessa cosa: mi domandano quale articolo è stato battuto male, siccome ieri ero attento, noto che su un pacco di biscotti Cabrioni Rustici g 750 ci sono due codici a barre, uno US uno EU. Domanderei: trovate giusto che un cliente debba cercare il codice a barre giusto, e magari passare anche male alle casse per aver battuto quello sbagliato che non prende?

G. B. - Siena


Non basta una segnalazione e il nostro impegno per risolvere il problema dei codici doppi nelle confezioni, per ottenere solo per noi etichette diverse. Soprattutto quando sono piccole produzioni che si rivolgono anche a paesi esteri, e due etichette diverse rappresentano un costo e un vincolo per l’impresa. Naturalmente faremo di tutto per eliminare il problema; però è di facile soluzione anche per il consumatore: quando vede due codici faccia attenzione cliccando su uno, se il prodotto non viene registrato, provare con l’altro.


Buoni non buoni

Sinceramente non capisco come mai la Unicoop Firenze non abbia mai accettato e continui a non accettare i buoni pasto! Mentre magari basta spostarsi in altre zone e le Coop li accettano senza problemi. Ma io sono socia Unicoop Firenze! Penso possa essere un vantaggio oltre che per me in qualità di cliente anche per voi visto che ora mi trovo costretta a spenderli presso altri supermercati che li accettano; potrebbe essere per voi anche un modo per acquisire nuova clientela e fidelizzare quella che già avete, magari accettandoli solo da chi come me è socio.

L. G. – Capannori (Lu)


Siamo coscienti di rinunciare ad una fetta importante di vendite, ma questi buoni pasto non sono rimborsati per il loro valore ma con una riduzione importante. Sono vendite in perdita, da recuperare con prezzi più alti di tutti i prodotti . Stiamo valutando alla luce delle nuove disposizioni se ci sono delle possibilità di ridurre i costi.



Troppo dolci

Compro spesso i prodotti a marchio Coop, trovandoli di buona qualità ed a un prezzo conveniente. Mi spiace, però, non apprezzare le marmellate con il vostro marchio che trovo estremamente dolci, spesso in maniera quasi impossibile. Ho provato a varie riprese, ma, anche se cambia con il tempo la confezione, il gusto resta inalterato. Addirittura la marmellata di amarene, che per il frutto dovrebbe essere un po’ più amarognola, è dolce in maniera stucchevole. Possibile che nessuno lo abbia mai rilevato? Controllate e, se siete d’accordo, prendete dei provvedimenti.

I. M.  – Sansepolcro (Ar)


Per quanto riguarda le confetture Coop extra, alle quali immaginiamo lei si riferisca, le formulazioni sono le stesse da tempo e in linea con ciò che si trova nel mercato. Dato che che la percentuale di zucchero non può essere inferiore al 45%, per legge, le nostre classiche confetture hanno più o meno tale valore.

Per trovare prodotti con contenuto di zucchero inferiore esiste la gamma di “preparati di frutta Viviverde bio Coop” che hanno una percentuale inferiore al 40% e per questo motivo non si possono chiamare confetture, ma certamente soddisfano chi desidera prodotti meno dolci. (Ufficio Qualità Unicoop Firenze)


Bat Box on line

Stiamo cercando una o due Bat Box (bellissimo progetto realizzato con il Museo di storia naturale di Firenze, se non sbaglio) che sono state in vendita nei vari punti Coop diverso tempo fa, ma adesso difficilmente reperibili. Mi è stato consigliato di scrivervi o telefonarvi in modo da appurare se sul territorio italiano ci siano ancora Coop che ne hanno disponibili e farle arrivare possibilmente nelle nostre zone.

A. C.  - Querceta (Lu)


Sugli scaffali non ce ne sono più, perché dopo gli anni del boom delle Bat Box, ora la richiesta è minore. Il prodotto si può acquistare su Più Scelta  se si è soci e lo si può ritirare nei punti vendita di Unicoop Firenze senza costo di trasporto. È disponibile anche su cooponline.it . per consegne a domicilio nel resto d’Italia.