I vantaggi dell’allattamento al seno per mamma e bambino

Scritto da Alma Valente |    Giugno 2011    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

L'allattamento al seno dovrebbe essere la più naturale e completa forma di nutrizione dei "cuccioli" umani. Un'esperienza unica che unisce mamma e bambino in un rapporto irripetibile. Secondo Melanie Klein (1882-1960) "la relazione con la madre riveste un ruolo centrale e determinante per lo sviluppo psichico del figlio. Nei primi giorni di vita, infatti, il bimbo vive in simbiosi con la madre e non distingue il proprio corpo dal suo". Ciò vuol dire che il bambino percepisce il seno materno come un prolungamento di se stesso, e come "parziale" rispetto alla madre, un oggetto cioè dotato di caratteristiche proprie ed onnipotenti.

Ma l'allattamento al seno, che dovrebbe essere il modello migliore di nutrimento per il piccolo, è giusto che sia esclusivo per i primi sei mesi di vita? E se sì, per quali motivi?
«Sì, è giusto - spiega la dottoressa Fina Belli, responsabile della Dietetica del Meyer - che l'allattamento al seno sia esclusivo nei primi sei mesi di vita, perché il latte materno contiene tutti i nutrienti di cui il piccolo ha bisogno, e non è utile dare altri alimenti o bevande».

Alcune mamme possono avere dei problemi di montata lattea, che dovrebbe arrivare entro tre giorni, se ciò non avviene quali sono le soluzioni?
«Se il seno viene opportunamente stimolato nei primi giorni, attaccando frequentemente il bambino, - prosegue Belli - è difficile che il latte non arrivi, in ogni caso se la montata lattea tarda, possiamo dare piccole quantità di latte (meglio se umano donato) con il cucchiaino o con il bicchierino evitando di utilizzare il biberon».

Usando latte artificiale, quanto è importate pesare il bimbo periodicamente?
«Se siamo davanti ad un neonato sano, non è opportuno pesare troppo spesso il bambino, sia che venga allattato al seno sia che prenda latte artificiale; è sufficiente controllare l'accrescimento una volta a settimana per il primo mese e poi ogni 15 giorni».

Esiste una dieta corretta per la mamma in fase di allattamento? Una volta si diceva che la neo-mamma doveva mangiare per due...
«Non è così - spiega la dottoressa -; durante l'allattamento la donna ha bisogno di circa 500 calorie in più rispetto alla sua dieta abituale. Non è necessario escludere cibi; però attenzione a non esagerare con caffè, tè, cioccolato, bevande alcoliche; può essere utile in questo periodo assumere un integratore di vitamine e minerali».

Quali disturbi può provocare l'allattamento alla mamma? E quali sono le soluzioni? «Generalmente la mamma ottiene benefici dall'allattamento al seno - afferma l'esperta - meno sanguinamento post partum, meno incidenza del cancro della mammella, meno osteoporosi dopo la menopausa. Se il seno non viene adeguatamente svuotato, si può andare incontro ad ingorgo mammario, fino alla mastite; in questo caso sono utili impacchi caldo umidi e docce calde prima di attaccare il bambino; nei casi più ostinati è opportuno l'utilizzo di un tiralatte per svuotare bene il seno».

E il famoso "ruttino" è un mito o una realtà? Secondo la nostra intervistata il piccolo ingurgita aria durante la poppata, ed è bene facilitare l'emissione di questa tenendolo sollevato appoggiato sulla spalla della mamma o del babbo, prima di rimetterlo nella sua culla.
E adesso veniamo allo svezzamento. Quando può essere possibile e con quali alimenti per evitare intolleranze? Ecco i consigli della nostra dottoressa:
«Non c'è un giorno preciso per lo svezzamento, però intorno al sesto mese i bisogni nutrizionali dei piccoli non vengono più soddisfatti dal solo latte; per cui bisogna pensare a cambiare dieta. È importante che il bambino sia pronto dal punto di vista neurologico: sia in grado di stare seduto, di controllare la testa, di manifestare la sua voglia di essere svezzato. Se il bimbo non vuole, nessuna paura: aspettiamo una settimana e riproviamo senza mai forzarlo, altrimenti corriamo il rischio di creare disturbi del comportamento alimentare. Per quanto riguarda gli alimenti, si comincia con cereali in brodo vegetale con olio extravergine d'oliva e parmigiano; successivamente carni (cominciando da quelle bianche) e verdure; se non c'è familiarità per allergie, non è necessario essere troppo rigidi».

(Illustrazione a cura di Lido Contemori)