Concerti, esibizioni, presentazioni: tutto nel supermercato dove si fa la spesa. A gennaio e febbraio nei punti vendita dell’Unicoop Firenze

Scritto da Sara Barbanera |    Gennaio 2015    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Pier Luigi Sacco

Si può fare: in un supermercato si può ballare, suonare e recitare. E si può pure applaudire! Quando? Dove? A gennaio e febbraio, nei punti vendita di Unicoop Firenze che ospiteranno eventi portati “in reparto” da teatri, orchestre ed enti culturali toscani con i quali la Cooperativa ha attivato convenzioni per i propri soci. Musicisti, attori e scrittori invaderanno reparti e corridoi con un programma segretissimo di eventi messi a punto per questi mesi.

Con eventi a sorpresa e fatti concreti: acquistando i prodotti a Marchio Coop anche nelle linee Fior Fiore e ViviVerde, sarà accreditata sulla carta socio una cifra da spendere in prodotti culturali, libri e tutto quello che offre il circuito del Box office. Il meccanismo e i modi saranno comunicati sul nostro sito e nei punti vendita.

Per portare un’ondata di energia positiva, Unicoop Firenze ha lanciato un invito alle forze culturali toscane perché la cultura circoli sempre più come pane quotidiano anche in luoghi inusuali come un supermercato.

Beatrice Magnolfi

Cultura fuori luogo

Un’iniziativa innovativa anche secondo il professor Pier Luigi Sacco, docente di Economia della cultura all’Università Iulm e direttore della candidatura di Siena a Capitale europea della cultura 2019, da noi interpellato su questo tema.

Che valore ha far ritrovare l’arte e la cultura in spazi insoliti come il supermercato?

«Oggi non è più necessario andare a teatro o al cinema o in un museo: volendo, la cultura è a nostra disposizione, non solo a casa ma su dispositivi portatili e in futuro persino indossabili. Per le istituzioni culturali tradizionali questa è l’occasione per aprirsi a spazi nuovi dove le persone vivono e lavorano: portare la cultura nel supermercato, con intelligenza e spirito di sperimentazione, è una scelta coraggiosa che arricchisce l’esperienza del consumo e dell’acquisto di significati ben più ampi e stimolanti».

Qual è il ruolo della cultura oggi e come valorizzarla?

«Oggi in Italia le istituzioni non comprendono l’importanza della cultura per costruire un modello di cittadinanza attiva che faccia uscire il nostro Paese dal vicolo cieco in cui si è cacciato. Occorre quindi sostenere tutte quelle esperienze pilota e un po’ visionarie, perché si diffondano come modello capace di riattivare la dimensione civica e civile della cultura».

Il teatro ci salverà?

«La cultura siamo noi: ci salverà se ritroveremo la voglia di imparare e guardare al mondo e a noi stessi attraverso la lente trasformatrice della cultura. Questa l’idea portante dell’iniziativa di Unicoop Firenze, accolta con favore da molte realtà culturali locali: una per tutte, Fondazione Toscana Spettacolo la cui presidente, Beatrice Magnolfi ha sottolineato il valore irrinunciabile del teatro e dell’arte.

Gabriele Lavia

Nell’attuale contesto di crisi economica e di valori, che ruolo può svolgere il teatro?

«Il teatro è un bisogno primario e non un lusso, ancora più necessario in questo tempo di crisi economica, culturale, civile e perfino estetica. È bisogno di contenuti, di valori, di strumenti per interpretare la realtà, e… perché no, anche di svago per affrontare con un sorriso i temi più difficili e spinosi».

Colto e popolare: sono due piani inconciliabili?

«All’interno di un progetto culturale unitario in grado di rispettare le differenze, il legame fra colto e popolare è necessario perché fondato sulla convinzione che il grande teatro è “per tutti”. Il pubblico va “coltivato” anche con la leggerezza, che non significa superficialità, che consente di planare sulla realtà dall’alto, con uno sguardo più lungo e più sereno». 

Teatro saporito

E che succederà quando, in questi giorni, capiterà di imbattersi in un’esibizione tra la forneria e l’ortofrutta? Così ci ha risposto Gabriele Lavia, attore, regista e nuovo direttore artistico del Teatro della Pergola di Firenze: «avverrà il miracolo di sempre, quello della comunicazione e della comunione, del dono metafisico dal palco alla platea, quando l’attore si dona allo spettatore mostrando l’essenza dell’uomo.

Sì, perché il teatro non si consuma ma al contrario, consuma. Come dicevano i nonni, per fare il sugo, lo devi “far consumare”, restringere, perché resti la sostanza più saporita. Così è il teatro, che toglie il superfluo e lascia allo spettatore la parte più importante dell’essenza umana: quella in cui riconoscere un sé e un noi».

Gabriele Lavia

Biglietti nel carrello della spesa

Dall’ultimo Rapporto annuale 2014 di Federcultura emerge che, nel 2013, la spesa culturale degli italiani ha registrato un calo del 3%, con una minore partecipazione culturale in tutti i settori fra teatro (-8%), musei e mostre (-7,5%), concerti (-6,3%) e cinema (-5,6%).

In questo quadro desolante, fa eccezione il Box office, l’agenzia in Toscana specializzata nella prevendita di biglietti, a capo di un circuito di 110 rivendite di cui 41 all’interno dei punti vendita di Unicoop Firenze.

Anche grazie al sito di vendita dei biglietti on-line www.boxofficetoscana.it, nel 2014 sono stati venduti circa 600.000 biglietti di cui 130.000 all’interno dei punti vendita, con un incremento del 20% rispetto al 2013.

Il segreto del successo? Come sostengono Massimo Gramigni e Claudio Bertini, i due soci di maggioranza del Box office, il segreto è «portare i cittadini in luoghi di spettacolo, seduti fianco a fianco, per far provare loro emozioni, per farli sentire non più soli con le loro solitudini ma uguali ai propri simili, a prescindere da qualsiasi altra condizione, a 6 come a 90 anni. Lo spettacolo illumina la città, la rende vivibile e fruibile. Se uno spettacolo o un concerto diventano questa palestra di emozioni allora la cultura diventa un bene e uno strumento di formazione della coscienza umana».

Il mese della cultura - La settimana dedicata alla cultura toscana. Dal canale Intoscana.it – 08.10.14 – durata 2’ 30’’