Centomila orti promossi dalla Regione

Scritto da Andrea Marchetti |    Marzo 2017    |    Pag. 43

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

orti urbani

Foto C. Valentini

TOSCANA

Sono già 77 i Comuni toscani che hanno aderito al bando regionale “Centomila orti in Toscana”. Si tratta di un “modello toscano” per valorizzare e diffondere capillarmente l’esperienza dei cosiddetti “orti urbani”, secondo quanto già avvenuto in alcune grandi città italiane e del Nord Europa. Un modello che prevede regole certe e trasversali per tutto il territorio regionale, alla cui creazione ha contribuito anche l’Accademia dei Georgofili.

Ma se gli orti urbani, definiti comunemente “orti sociali”, sono di solito appezzamenti concessi a cittadini singoli, generalmente anziani, con il progetto “Centomila orti in Toscana” la Regione vuole favorire la partecipazione delle giovani generazioni; e infatti il bando si interseca con il progetto “Giovanisì”.

Nelle intenzioni della Regione, dunque, più che un fazzoletto di terra da lavorare, l’orto urbano va considerato un’area di aggregazione e valorizzazione, in cui persone di differente età e provenienza possano “coltivare” amicizie, relazioni sociali e convivenza civile. Un luogo aperto anche ad attività didattiche per le scuole sui temi agricoli e ambientali.

I Comuni attuatori possono accedere a contributi regionali in aggiunta a fondi propri e possono cogliere l’occasione per recuperare aree verdi e riqualificare le periferie.

Un esempio interessante di adesione al bando regionale, avvenuta recentemente, è quello del Comune di Castelfranco di Sotto (Pi) che ha presentato il progetto “Horti urbani in Castelfranco”. Si prevede il recupero e la valorizzazione di oltre seimila metri quadri di terreno attualmente abbandonato o non coltivato, con la creazione anche di un nuovo parcheggio. L’illuminazione degli orti sarà garantita da un impianto fotovoltaico e l’irrigazione con il recupero della pioggia, che confluirà in una cisterna.

Oltre ai servizi igienici, ci sarà una struttura per socializzare, con pergolato e ufficio. Saranno a disposizione un bio-trituratore per smaltire ramaglie e piante e una serie di compostiere domestiche per produrre terriccio.

Intorno alla zona degli orti saranno piantati alberi da frutto “poveri”, provenienti dai boschi delle Cerbaie, come il corbezzolo, il nespolo e il sorbo.

Il progetto è stato suddiviso in due lotti da 30 orti, ciascuno di 50 metri quadrati. Per la gestione, il Comune pubblicherà un bando destinato alle associazioni, dando priorità a quelle che, negli organi direttivi, avranno maggiore presenza di giovani sotto i 35 anni. Sarà messa a bando anche l’assegnazione dei singoli orti, con una riserva del 30% destinata a giovani, giovani coppie e over 65. Si prevede inoltre la realizzazione di punti ristoro e accoglienza, nonché di un’area di sgambatura per cani.

Il progetto prevede un investimento di 155.000 euro da parte del Comune di Castelfranco e un contributo regionale di 50.000 euro.

«L’orto diventa il frutto di una visione che ne recupera il tradizionale ruolo sociale e gli attribuisce nuove funzioni - spiega il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti -. Un modo per riportare i cittadini a valorizzare la cura del territorio e rafforzare quel rapporto fra uomo, ambiente e natura che era il tessuto del quotidiano dei nostri nonni, oggi rivisto in modo moderno e innovativo».

«Gli orti urbani - spiega l’assessore all’Ambiente Federico Grossi -, oltre a rappresentare una risorsa concreta per i cittadini, sono portatori di un nuovo concetto di qualità della vita. Sarà data priorità ai giovani per mettere loro a disposizione un luogo dove maturare anche nuove coscienze ambientali e un rinnovato senso di comunità».

«Gli orti urbani - conclude il sindaco - sono nuovi spazi per vivere Castelfranco in modo partecipato e sostenibile».

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