Una campagna della Regione per valorizzare i marchi di qualità

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2010    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

In tempi di crisi anche le vendite di prodotti alimentari sono in calo. Nello stesso tempo si registra un'attenzione particolare da parte dei consumatori verso la qualità del cibo. A sostegno di tale tendenza, la Regione Toscana si è data quattro significative parole d'ordine: qualità, identità territoriale, sicurezza alimentare e tutela dell'ambiente. Queste sono anche i temi di una campagna divulgativa verso i cittadini organizzata dall'Agenzia regionale di promozione economica "Toscana Promozione" (Apet).

In collaborazione con Coop, presso ben 18 centri commerciali, da febbraio a marzo Apet allestirà uno stand con personale proprio. Qui i consumatori potranno conoscere caratteristiche e valori specifici di Dop (Denominazione d'origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta), i due marchi concessi dall'Unione europea per proteggere certi prodotti da imitazioni sempre possibili nel globalizzato mercato moderno.

Ma il pubblico potrà anche informarsi sul marchio Agriqualità, creato dalla Regione per identificare e promuovere i prodotti da agricoltura integrata (quella che limita al minimo indispensabile l'intervento chimico sulle colture), e Biologico, campo questo in cui la nostra regione è capofila in Italia.

 

Prodotti e protetti

D'altra parte che in Toscana il buon gusto a tavola regna sovrano è risaputo. Ed è la qualità il nostro asso nella manica. Lo attestano i 19 prodotti Dop e Igp (ma altri stanno per arrivare) che ci assicurano il quarto posto in Italia. In tale elenco, sono presenti leccornie come l'olio extravergine d'oliva toscano, il prosciutto toscano, il pecorino toscano, ma anche i meno noti vitellone bianco dell'Appennino centrale, castagne del Mugello, farine della Garfagnana e miele della Lunigiana, fino al fagiolo di Sorana dall'impalpabile buccia.

Se queste sono le produzioni tipiche tutelate dall'Unione europea, sappiamo che il patrimonio agroalimentare della Toscana è assai più vasto: il Ministero delle politiche agricole, infatti, classifica 465 prodotti alimentari tradizionali, cui si aggiungono 23 Presidi slow food (su 177 in tutta Italia).

Risultato di tutto questo "bendidio" è la Piramide alimentare toscana che elenca 70 prodotti di cui 65 tipicamente regionali. Ne abbiamo già parlato, ma lo ribadiamo: la piramide è frutto di un lungo lavoro di documentazione e analisi, promossa dalla Regione e realizzata nel 2008 dall'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo e forestale (Arsia) e dall'Agenzia regionale di sanità (Ars) per valorizzare le nostre tradizioni gastronomiche evidenziandone salubrità e filiera corta.

Questa attenzione delle istituzioni regionali per il settore agroalimentare portò nel 2004 alla promulgazione di una legge sulla biodiversità, per la quale la Toscana all'inizio dell'ottobre scorso ha ottenuto il "Premio per le politiche del futuro" da parte del World future council. Questo è un organismo internazionale, cui partecipano personalità della scienza, della cultura e della politica, finalizzato alla sensibilizzazione di leaders politici e opinione pubblica sulle "buone abitudini": promuovendone la diffusione, lavora per il benessere delle future generazioni.

 

Normative

Il valore delle sigle

Leggiamo spesso Dop e Igp. Ma cosa significano e cosa c'è dietro questi due acronimi?

Dop sta per Denominazione di origine protetta. Perché un prodotto agricolo e alimentare sia Dop le fasi della sua produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in una delimitata area geografica, secondo rigide regole stabilite nel disciplinare di produzione del prodotto stesso, il rispetto delle quali è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Igp significa invece Indicazione geografica protetta. Indica un marchio di origine attribuito a certi prodotti per i quali una specifica qualità, la reputazione o una determinata caratteristica dipende dall'origine geografica; produzione, trasformazione e/o elaborazione avvengono in un'area geografica ben precisa in cui deve avvenire almeno una fase del processo di produzione, pena il non ottenimento del marchio. Chi produce Igp ha l'obbligo di seguire rigidamente il disciplinare di produzione il rispetto del quale è severamente controllato da un organismo specifico.

Il contrassegno Presidio slow food, invece, garantisce che il produttore ha sottoscritto un disciplinare di produzione che, nell'adozione di un nuovo modello di agricoltura, tutela la qualità, il recupero di saperi e tecniche produttive tradizionali, il ciclo delle stagioni, la sostenibilità ambientale e il benessere dell'animale allevato.

Dove e quando

Ecco l'elenco dei centri commerciali nei quali verrà effettuato un presidio a cura di Toscana Promozioni, per informare i consumatori sui marchi di qualità.

Ipermercati: Arezzo, Montevarchi, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Cascina, Montecatini.

Supermercati: Pisa Cisanello, Pontedera, Lucca, Firenze Gavinana, Siena Grondaie, Firenze Ponte a Greve, Empoli, Poggibonsi, Borgo San Lorenzo, Prato, Agliana 18-20/3, Pontassieve.


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