Un centro di recupero di animali esotici sequestrati in particolare alla Camorra

Scritto da Rossana De Caro |    Settembre 2012    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Il ruggito della tigre si spande minaccioso nell'aria come il rombo di un tuono. Il leone si distende mollemente all'ombra, mentre le scimmie saltellano curiose da un ramo a un altro. Non siamo nella giungla, ma in Maremma, a Semproniano, in provincia di Grosseto. Alle pendici del monte Amiata si trova il centro di recupero di animali selvatici ed esotici (Crase) del WWF, il più grande ospedale per animali selvatici ed esotici in Italia. Attualmente il centro ospita 8 tigri, 3 leoni, 400 pappagalli e 40 scimmie sottratti ad un business miliardario di gente senza scrupoli.
Rientrano in questo commercio illegale decine di migliaia di specie animali tra cui anche i grandi felini, rettili, scimmie, orsetti lavatori. Molte di queste bestie sono state confiscate alla camorra.
A gestire il centro che si estende su circa 20 ettari di terreno è il veterinario Marco Aloisi, coadiuvato da 10 operatori, fra cui anche volontari. Marco vive qui e ha messo a disposizione del WWF in comodato gratuito il suo terreno per la realizzazione del centro. «Il centro è nato nel '96 - racconta Aloisi - e ospita sia animali autoctoni in difficoltà sul territorio sia animali esotici provenienti da sequestri e confische. Ogni anno sono circa 1500 gli animali esotici che arrivano da tutta Italia e 1000 quelli selvatici che arrivano dalla provincia di Grosseto e di Siena». Fra questi c'è Diego, un leone berbero, assai raro, appartiene ad una specie in via di estinzione, e le tigri, confiscate ad esponenti della Sacra Corona Unita: «I camorristi - spiega Aloisi - amano tenere in casa come status symbol soprattutto i grandi felini e le scimmie».

Cosa fa il centro per questi animali?
«La nostra è una struttura di passaggio o di lunga degenza - afferma il dottore -; qui gli animali arrivano spesso feriti, in fin di vita, traumatizzati. Una volta che gli animali stanno bene, sotto tutti i punti di vista, vengono trasferiti in altre strutture zoologiche in tutto il mondo. Solo pochi tornano nei paesi di origine perché difficilmente riuscirebbero a sopravvivere, anche se ci sono dei progetti di riproduzione grazie ai quali vengono liberati i figli degli animali nati in cattività».

Come fate a finanziarvi?
«Abbiamo il supporto delle province di Grosseto e di Siena per la fauna autoctona e del ministero per l'ambiente per quella esotica, oltre a vari sovvenzionamenti di privati come ad esempio la Coop».

Quali sono i costi maggiori?
«La gestione del centro richiede un grande impegno economico e organizzativo per garantire cure e ospitalità a migliaia di animali ogni anno. Intanto l'alimentazione: basti pensare che per ogni grande felino ci vogliono cinque chili di carne al giorno; in tutto, compresi gli altri ospiti carnivori, servono oltre cento chili giornalieri di carne. Ancora più difficile l'alimentazione dei piccoli volatili e delle scimmie del centro che si nutrono di mangimi particolari; in una parola si tribola parecchio per sfamare tutti. E poi abbiamo sei persone fisse da pagare...».

Un consiglio a chi desidera adottare animali esotici
«Non comprare mai animali difficili da gestire quando crescono (e alcuni possono crescere parecchio come iguane o scimmie). E non toccare, né prendere i caprioli piccoli che si trovano nelle nostre campagne, che spesso aspettano solo la mamma per essere allattati».


(L'intervistato Marco Aloisi, medico veterinario responsabile Crase Semproniano)


Crase Semproniano
La prima pietra
Alla fine di giugno al Crase di Semproniano, Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia, ha posato la prima pietra della nuova eco-aula didattica che sarà costruita nel più grande centro di recupero di animali esotici e selvatici del WWFin Italia. La realizzazione dell'aula, che consentirà di aprire il centro alle scuole e di ospitare mostre e convegni, è stata resa possibile grazie al ricavato delle vendite degli album di figurine, un'iniziativa di Coop in collaborazione con il WWF. Alla posa era presente una delegazione di Unicoop Firenze, capitanata da Luciano Rossetti, direttore organizzazione soci, e formata da rappresentanti delle sezioni soci, dell'Informatore e di Informa Coop, la rivista e la trasmissione televisiva di Unicoop Firenze.

È possibile sostenere i Cras del WWF su: www.wwf.it/cras

(Foto a cura di Roberto Isotti)