Le caratteristiche del prodotto frutto della raccolta 2017

Scritto da Sara Barbanera |    Novembre 2017    |    Pag. 14

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

raccolta olive 2017 Agricoltura

Sarà un’annata con oli di qualità importante, con una raccolta migliore dello scorso anno ma che risente degli effetti di un inverno rigido, di gelate primaverili e siccità estiva. Questa è la notizia per l’olio 2017/2018, uno dei prodotti più attesi della stagione.

Se le risposte verranno solo dal primo assaggio, a darci qualche anticipazione sull’olio locale e nazionale è Marcello Dragoni, direttore generale dell’azienda Montalbano, produttrice di olio in Toscana.


Come è andata la stagione e come sarà la produzione 2017/2018?

Qualitativamente sarà un anno di olio buono, in alcune zone anche ottimo. Sulla quantità l’Italia presenta situazioni differenziate. Per tutti sarà un’annata migliore della precedente, perché la siccità estiva ha scongiurato il rischio dei parassiti che avevano attaccato il raccolto nel 2016/2017, caratterizzato da oli di qualità ma da difficoltà nella selezione delle olive. Quest’anno nel Centro Italia, Toscana e Umbria, sarà buono ma poco, per la siccità e non solo: tra fine maggio e primi di giugno, nel momento della cosiddetta allegagione, quando cioè cade il fiore e sul ramo dovrebbe restare l’oliva ancora piccola, il clima ha registrato forti escursioni termiche giornaliere che hanno provocato anche la caduta delle olive. Da qui le perdite di raccolto, che invece sarà maggiore nelle regioni del Sud, dove il 90% del prodotto è stato salvato dalle piogge tardive e impianti di irrigazione che hanno garantito una produzione superiore allo scorso anno ma non ai livelli del 2015: per qualità e quantità Puglia, Sicilia e Calabria avranno un buon raccolto, che sarà il primo ad arrivare sul mercato grazie a una raccolta anticipata rispetto alla Toscana.


Che momento vive il settore oleario toscano e italiano?

Le ultime tre campagne olearie stanno insegnando tanto a tutti: niente è più come era e come sarà. Siamo in tempi di mutamenti continui, climatici e non, e occorre attuare tutte le misure agronomiche e tecnologiche per limitare i danni che mettono in difficoltà la nostra olivicoltura. La scorsa campagna fu la mosca delle olive, accompagnata da attacchi fungini, oggi la siccità. Dobbiamo tutelare il nostro prodotto italiano e toscano sia per queste problematiche che per la valorizzazione della qualità: con ormai 11.000 associati, dal ’97 il Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano Igp salvaguarda il nostro prodotto locale in Italia e all’estero, garantendo che tutte le fasi, dalla raccolta e molitura, fino al confezionamento, si svolgano in Toscana. Il bollino Igp al collo di ogni bottiglia è la certificazione ufficiale del Ministero: inserendo sul sito del consorzio il codice di ciascun bollino, il consumatore può ricostruire la tracciabilità assoluta del prodotto e individuare persino i singoli produttori di quel lotto.


Cosa rende così speciale l’olio toscano?

Moraiolo, frantoio, piangente, leccio, pendolino… sono oltre 35 le colture tipiche toscane che ne compongono il suo gusto ricco: è proprio la giusta combinazione fra queste varietà che conferisce all’olio quell’equilibrio fra caratteristiche sensoriali tra il piccante, l’amaro, il sentore di mandorla di fondo e il verde fresco di oliva. E per quanto possa descriverlo, è difficile dirsi a parole… va assaggiato per sentire in una goccia tutta la storia della nostra terra!





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