Una villa medicea meno nota nei pressi di Careggi Visite guidate

Scritto da Francesco Giannoni |    Ottobre 2014    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Foto di F. Giannoni

Numerose ville che casa Medici eresse sui territori da lei dominati sono state recentemente dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Fra quelle che per vari motivi non rientrano nel prestigioso novero, c’è Villa la Quiete.

È un edificio sconosciuto ai più, ma fra i maggiori nei dintorni di Firenze, innalzato fra Careggi e Castello, ai piedi di Monte Morello. Trae il nome da La quiete che pacifica i venti, affresco realizzato nel 1632 dal valdarnese Giovanni da San Giovanni.

Non è l’unica villa medicea della zona, segno che questa parte della campagna fiorentina era particolarmente amata dai signori della città: nei pressi della Quiete, si trovano anche le ville di Careggi, di Castello e della Petraia.

Antica dimora della famiglia Orlandini, nel 1432 la Repubblica fiorentina la donò al capitano di ventura Niccolò da Tolentino (quello con il cappellone, ritratto da Andrea del Castagno in un affresco nel Duomo di Firenze).

Nel 1453 fu acquistata da Pier Francesco dei Medici, cugino del Magnifico Lorenzo. Giunse quindi a Cosimo I che nel 1561 la destinò ai cavalieri di Santo Stefano.

Nel 1627 fu comprata da Cristina di Lorena, nipote di Caterina dei Medici (la regina di Francia), e moglie di Ferdinando I, granduca di Toscana: per la villa iniziò il periodo di maggior splendore.

Foto F. Giannoni
Dal 1650 vi prese dimora la nobildonna di origini spagnole Eleonora Ramirez di Montalvo che ne fece la sede del Conservatorio delle Signore Montalve (soppresso in età napoleonica) dove, alle giovani nobildonne, venivano insegnate con severità educazione e cultura.

Quando, nel 1659, Eleonora morì, La Quiete ebbe la protezione dell’urbinate Vittoria della Rovere, amica della defunta, e bigotta moglie di Ferdinando II di Toscana. Fu lei, nel 1688, a edificare la chiesa, terminata sotto la direzione di Pier Francesco Silvani (rappresentante del barocco toscano, autore fra l’altro del complesso di San Firenze e della Chiesa di San Frediano al Cestello).

Anna Maria Luisa, più nota come l’Elettrice Palatina, ultimo esponente della famiglia Medici, nel 1724 vi trasferì la propria residenza, e la arricchì, da mecenate e benemerita dell’arte qual era, con preziosi oggetti provenienti da Palazzo Pitti e Palazzo Vecchio. Inoltre; avvalendosi dell’esperienza di Sebastiano Rapi, giardiniere di Boboli, realizzò il giardino all’italiana e l’acquedotto che lo irrigava, portando l’acqua dall’adiacente fonte delle Lepricine.

Il risultato è pari alla bravura e al buon gusto di entrambi: aiuole geometriche, riquadrate da siepi di bosso, fontane e scalinate; il tutto circondato da un alto muro alleggerito da edicole seicentesche, quinte prospettiche dei viali interni. Fa da contrappunto la Ragnaia, selvatico boschetto di lecci, usato per la caccia e come riparo dalla calura estiva. A oriente della villa, delimitato da una limonaia, il parco ottocentesco.

Proprietà della Regione Toscana, la villa è gestita dall’Università di Firenze, che ne ha fatto un centro per la promozione di eventi, convegni, corsi di formazione e visite turistiche.

Conosciamola il 5 ottobre, con “Il percorso sensoriale fra arte e scienza e la Devozione”: visita fra profumi e aromi del giardino degli aranci, la sala del giardino onirico, la sala delle ville medicee e il salone con antiche riproduzioni in terracotta dei fiori (su prenotazione, ritrovo in via di Boldrone 2).

La ragnaia prende il nome dalle ragne, reti distese sugli alberi per catturare gli uccelli

Info: Villa la Quiete, via di Boldrone 2, Firenze; 0554271703; www.villalaquietefirenze.it

Villa La Quiete - La villa aperta al pubblico per la "Giornata FAI di Primavera 2013. Promo tratto da "Sguardo Italiano" – MetamorphosEditrice – 15.03.13 – durata 1’ 36’’