Uno degli alimenti principali allo studio per l'effetto benefico in ambito cardiaco

Scritto da Andrea Marchetti |    Settembre 2012    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Una corretta alimentazione è importante per mantenersi in buona salute o per recuperare al meglio nei periodi di convalescenza, dopo l'insorgere di disturbi o patologie. Lo sanno bene alla Scuola superiore di studi e perfezionamento Sant'Anna di Pisa dove, presso il Laboratorio di scienze mediche dell'Istituto di scienze della vita, diretto da Enrico Bonari, si stanno studiando gli effetti positivi del cibo e, in particolare, della pasta, nella prevenzione dell'insufficienza cardiaca post infarto. I principi attivi contenuti nella pasta, infatti, possono favorire l'assimilazione dei farmaci per il riparo del cuore, somministrati ai pazienti colpiti da infarto.
La pasta, uno degli alimenti principali della nostra dieta mediterranea, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, sarà dunque alla base di un importante studio di "nutraceutica cardiovascolare". La "nutraeutica" (una parola che nasce dall'unione dei termini "nutrizione" e "farmaceutica") studia, infatti, i benefici che i principi attivi, contenuti in alcuni alimenti e bevande, possono avere sul nostro organismo.
Il progetto di ricerca è nato in collaborazione e con il finanziamento del Pastificio Granoro di Corato (Bari). «Questo non deve affatto spaventare - dice Enrico Bonari, direttore del Laboratorio di scienze mediche, che continua, - non è una novità per il Sant'Anna: da noi i risultati della ricerca diventano spesso appannaggio del mondo produttivo: basti pensare alla creazione di aziende, spesso formate da ricercatori ed ex allievi della Scuola, che utilizzano brevetti e tecnologie studiate e sviluppate presso le nostre strutture».


Lo studio, che durerà tre anni, sarà condotto da un gruppo di 6 ricercatori guidati da Vincenzo Lionetti. «Le ultime ricerche, -  spiega Lionetti - condotte anche presso i nostri laboratori, hanno messo in evidenza l'importanza dei fattori esterni nel favorire la capacità di riparo del muscolo cardiaco. Tra di essi l'alimentazione è di primaria importanza».
«La nostra sfida è duplice - continua Lionetti -. Vogliamo garantire la cura di una patologia, alla quale oggi si può ovviare in modo limitato, utilizzando un approccio salutistico e non invasivo, favorendo uno stile di vita ed un'alimentazione sana. Ma vogliamo anche garantire la cooperazione, oggi niente affatto ovvia, con le aziende interessate ai risultati dello studio. Il nostro approccio - precisa Lionetti - è multidisciplinare: interagiamo sia con scienziati del mondo vegetale sia con medici clinici che, in seguito, cercheranno di adattare al paziente le informazioni ottenute con la ricerca. Coinvolgeremo, ad esempio, il laboratorio di Scienze agrarie del Sant'Anna ma anche il laboratorio di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa e alcune strutture dell'ateneo pisano».
«Questo progetto - precisa ulteriormente Lionetti - conferma la natura multidisciplinare dell'Istituto di Scienze della Vita ed ha un importante valore scientifico e di ricerca dal quale ci aspettiamo di ottenere risultati concreti. La difficile situazione finanziaria - conclude Lionetti - non deve essere un pretesto per non attingere al mondo della ricerca italiana, che è una risorsa eccellente. Al contrario si deve incoraggiare il dialogo e la cooperazione strategica fra enti di ricerca, imprenditoria, istituzioni e territorio».