Nuove informazioni digitali per servizi innovativi a Firenze

Scritto da Bruno Santini |    Gennaio 2015    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, fa dire Antoine De Saint-Exupèry alla volpe che instillagocce di saggezza al ‘piccolo principe’, protagonista del suo libro più famoso. Parafrasando la frase, ma sconvolgendo più propriamente il contenuto, si potrebbe asserire che anche l’intelligenza di una città è invisibile agli occhi...

Cassonetti che informano quando sono pronti per il prelievo e che percentuali di riciclabile hanno; paline alle fermate dei mezzi pubblici che ci dicono quanti minuti ci rimangono da aspettare; applicazioni mobili che suggeriscono dove andare a parcheggiare. Queste sono solo alcune delle cose che stiamo imparando a usare e avere a portata di mano e che, in molti casi, producono benefici, rendendo invisibile la loro complessità al cittadino.

Di tutto questo si parla nell’ambito del progetto “Incontri con la città. Leggere il presente per comprendere il futuro”, domenica 11 gennaio alle ore 10.30, nell’aula magna del rettorato (piazza San Marco 4, a Firenze): “La città invisibile. Le informazioni digitali nei contesti urbani”.

Relatore, per l’occasione, Paolo Nesi, ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni, il quale ci spiega il concetto di smart city.

«Le città intelligenti sono quelle che offrono servizi “intelligenti” ai loro cittadini, cercando di andare incontro alle nuove esigenze. Le principali aree d’intervento sono tipicamente l’economia e il commercio, la mobilità e i trasporti, l’ambiente, le persone e le loro caratteristiche, i servizi, la salute e gli ambienti di vita. Molte delle innovazioni portano a ridurre i consumi, i costi di gestione della città, ma anche a proporre ai cittadini servizi innovativi e di maggior qualità. Di fatto, dietro a molte di queste soluzioni, vi sono tecnologie e innovazioni studiate e sviluppate dai nostri laureati e dai ricercatori del settore, in svariati progetti nazionali e internazionali. Come, per esempio, i vari progetti di smart city in cui è coinvolto il Comune di Firenze, che vedono l’Università di Firenze come coordinatore scientifico».

L’intervistato: Paolo Nesi, professore ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni, e responsabile del Disit (Distribued systems and internet technologies) lab

Cosa ci aspetta nell’immediato futuro?

«Nell’immediato vedremo un forte incremento di mezzi mossi da energie alternative, maggiori informazioni integrate e accessibili sui nostri smartphone od occhiali; sarà possibile avere prodotti o servizi personalizzati; accesso a mezzi di trasporto condivisi, integrati con gli abbonamenti ai mezzi pubblici; accesso e prenotazioni su servizi personalizzati, come per altro soluzioni di medicina ad personam. Queste soluzioni sono abilitate in gran parte dalle tecnologie dell’informazione».

Che scenari si aprono per Firenze?

«Firenze con la sua amministrazione è molto attenta a questo tema; con i nuovi progetti, si aprono interessanti scenari di innovazione sulla mobilità e i trasporti, sull’energia, sulla valorizzazione e la preservazione dei beni culturali».

Sintetizzando e semplificando, ipotizziamo una serie di utilizzi quotidiani.

«Già oggi è possibile avere a disposizione sul nostro smartphone il percorso per raggiungere un punto dall’altra parte della città. Questa è ormai consuetudine quando dobbiamo spostarci… e l’applicazione potrà aiutarci ancor meglio se sarà in grado di suggerire in anticipo dove parcheggiare, prenotando in modo automatico il parcheggio scambiatore e la bici a pedalata assistita. Allo stesso tempo, ci potrebbe suggerire di allungare il percorso, poiché abbiamo 15 minuti di anticipo rispetto all’appuntamento o di non usare la pedalata assistita per meglio mantenerci in forma, oppure, addirittura, in alternativa, di fermarci a prendere il latte perché il frigo si è ‘accorto’ proprio ora che nostro figlio lo ha appena finito».

Info: www.unifi.it/incontri