L’iniziativa del Fondo ambiente italiano (Fai). In gara per salvare i “luoghi del cuore” toscani

Scritto da Andrea Schillaci |    Ottobre 2014    |    Pag.

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

La Certosa di Calci - G.C. Certosa di Calci

C’è una competizione dove a vincere non è uno solo, ma sono tutti gli italiani. È l’iniziativa lanciata dal Fai, in collaborazione con Intesa San Paolo, “I Luoghi del Cuore”, con la quale si invitano a votare parchi, chiese, palazzi, castelli. Beni che vengono segnalati per valorizzarli e tutelarli, perché versano nel degrado o semplicemente per la bellezza e le emozioni che suscitano. Gli italiani hanno risposto con grande entusiasmo e passione: quasi 200.000, infatti, i voti ricevuti fra segnalazioni on line e firme cartacee (istruzioni sul voto nel box).

Di questi beni la nostra regione ne ha moltissimi e così gruppi e associazioni spontanee di cittadini si stanno mobilitando (c’è tempo fino al 30 novembre) per raccogliere adesioni a favore dei luoghi a loro più cari.   

Certosa di calci - G.C. Certosa di Calci
I più votati

A sorpresa, in testa a livello nazionale, almeno fino a pochi giorni fa, c’era la Certosa di Calci, in provincia di Pisa. «Il complesso monumentale della Certosa di Calci, fondato nel 1366 e immerso nel verde della Val Graziosa, è uno dei monasteri certosini più importanti d’Italia – racconta Daniela Di Nardo, presidente Fai regionale -. Nel 1623, in seguito alla santificazione del suo fondatore San Bruno, fu profondamente rinnovato e arricchito di affreschi, marmi sontuosi, delicati stucchi e arredi preziosi, trasformandosi nella magnifica residenza barocca che è oggi.

Interamente di proprietà statale dal 1972, è in parte Museo nazionale e in parte Museo naturale dell’Università di Pisa, entrambi aperti al pubblico». La progressiva riduzione di risorse ministeriali - sino all’inverosimile zero euro degli ultimi anni - e la conseguente impossibilità di pianificare una manutenzione programmata, hanno portato la Certosa a uno stato limite, tanto che ormai è necessario investire ingenti somme per il ripristino e la riparazione dei danni. Le infiltrazioni di acqua piovana hanno rovinato gli affreschi e sono frequenti i crolli di parti della copertura.

Santuario Santa Maria delle Grazie al Calcinaio

Un altro luogo del cuore tra i più votati è il Santuario Santa Maria delle Grazie al Calcinaio a Cortona (Ar), (6° a livello nazionale). Costruito a partire dal 1485 in seguito ai miracoli attribuiti a un’antica immagine della Vergine con il Bambino, porta una firma prestigiosa, quella del senese Francesco di Giorgio Martini (1439-1502). Gli abitanti di Calcinaio lo amano e dicono: «Il visitatore accorto non fa fatica a emozionarsi di fronte al gioco della luce che piove dall’alto illuminando l’interno, al contrasto tra il bianco e il grigio, alla fuga degli archi che orientano l’occhio al gioiello centrale della chiesa, l’immagine della Madonna incastonata».

Come luogo legato alla nutrizione (tema dell’Expo 2015), c’è invece, quinto a livello regionale, il Torrione della Fattoria Granducale di Abbadia,Montepulciano (Si). La struttura, unica in tutta la Valdichiana, nasce a fine ‘700 per controllare i recinti di colmata del torrente Foenna: dalla sua alta torretta si potevano infatti vedere i grandi laghi artificiali causati dalle inondazioni del torrente. Sulla torre sono saliti il matematico-idraulico Vittorio Fossombroni e i granduchi lorenesi Ferdinando III e Leopoldo II. 

Il Torrione venne poi utilizzato come monta taurina e stalla per i tori di razza chianina della fattoria dell’Abbadia (già granducale e poi acquistata con l’Unità d’Italia da Bettino Ricasoli e Pietro Bastogi). Il torrione è visitabile, ma versa in gravi condizioni strutturali: il tetto è molto precario e la torretta rischia un crollo che comprometterebbe l’intero edificio.

Torrione della Fattoria Granducale di Abbadia (Si)

Di altrettanto interesse è l’Ex manifattura tabacchi a Firenze(35ª nella classifica regionale), progettata probabilmente dall’ingegner Nervi, la più grande in Italia: a lungo dimenticata, è stata recentemente rivalutata dalla critica per l’equilibrio, la modernità e la qualità degli edifici che la compongono, ma soprattutto per il suo armonioso inserimento nel tessuto urbano.

Infine, la Ferrovia storica porrettana in provincia di Pistoia. È la ferrovia storica più votata finora in Toscana. Fu il primo collegamento che, attraverso l’Appennino, collegava Bologna a Pistoia, detta anche Strada ferrata dell’Italia Centrale, venne inaugurata ufficialmente da Vittorio Emanuele II nel 1864. Quest’opera ingegneristica fu una grande sfida per la tecnologia dell’epoca e venne subito ritenuta di grande prestigio.

E dunque, riprendendo lo slogan del Fai, “tifa per l’Italia, vota il tuo luogo del cuore”. C’è tempo ancora fino al 30 novembre.

I luoghi del cuore

Il voto e la classifica

Si può votare fino al 30 novembre 2014. Per farlo si può andare sul sito www.iluoghidelcuore.it, oppure scaricare l’App “I Luoghi del Cuore” disponibile per Android e IOS, o ancora compilare la cartolina che si trova nei vari beni e nelle delegazioni Fai oltre che presso le filiali del Gruppo Intesa San Paolo.

Ed ecco la classifica dei primi 10 beni toscani a due mesi dal termine della votazione:

  1. Certosa di Calci(PI)
  2. Santuario SantaMaria delle Grazie al Calcinaio (AR)
  3. Pieve di SanMartino di Vaiano (MS)
  4. Terme del Corallo(LI)
  5. Torrione dellaFattoria Granducale di Abbadia (SI)
  6. Chiesa di SanPier Maggiore (PT)
  7. Pieve di SanVitale Martire e S. Giovanni Battista (MS)
  8. Circo Glacialedel Pizzo d’Uccello e Solco di Equi (MS)
  9. Castello diSammezzano (FI)
  10. Orto BotanicoPietro Pellegrini (MS)

I luoghi del Cuore FAI - Settima edizione del censimento nazionale Fai. Video RaiEDU - dal sito http://www.arte.rai.it – durata 4’ 06’’