Non è una novità. Controindicazioni e difficoltà da superare

La Food and Drug Administration, l'ente federale che vigila sul settore farmaceutico e alimentare degli Stati Uniti, ha approvato l'introduzione in commercio dell'insulina spray, aprendo un'interessante prospettiva che potrebbe portare ad una parziale eliminazione dell'iniezione nei pazienti diabetici insulino-trattati. Una notizia che è stata accolta favorevolmente dai diabetologi del nostro Paese. Il professor Carlo Maria Rotella (nella foto), ordinario di Endocrinologia all'Università di Firenze, e responsabile del servizio di Diabetologia presso l'azienda ospedaliero-universitaria di Careggi a Firenze, chiarisce: «Questa notizia ci fa piacere, ma questo prodotto non è una novità: anche nel nostro servizio lo stiamo sperimentando da diversi anni».

Dunque sarebbe una specie di rivoluzione, nel senso che si potrebbe curare il diabete come l'asma, con un semplice spray?
«Non è un vero e proprio spray, si parla infatti di insulina inalatoria. L'insulina, preparata farmacologicamente in microsfere, viene poi nebulizzata a pressione nell'albero respiratorio da uno strumento, che al momento è un po' ingombrante, e viene assorbita a livello degli alveoli polmonari».

È vero che sostituirà le iniezioni o è solo un'opzione in più?
«Potrà sostituire, e solo in alcune circostanze, le iniezioni di insulina rapida, cioè quella che si somministra ai pasti, ma non potrà sostituire l'iniezione di insulina lenta, quella cioè che fornisce il fabbisogno basale di insulina dell'organismo. Inoltre i pazienti dovranno continuare a fare l'automonitoraggio della glicemia. Un'opzione in più, dunque».

Quali sono i problemi ancora da risolvere?
«La sicurezza nel lungo tempo. Il fatto che i fumatori e coloro che hanno malattie dell'apparato respiratorio non possono usarla. L'ingombro eccessivo degli attuali inalatori e il costo elevatissimo: per far assorbire 1 unità di insulina occorre infatti inalarne 10».