Più che un lavoro una missione, parla Paolo Maria Politi direttore di aree protette nella provincia di Livorno

Scritto da Silvia Amodio |    Gennaio 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Paolo Maria Politi, ha riconosciuto la sua vocazione, quella che qualcuno definirebbe "la chiamata", nel lontano 1984, durante una conferenza pubblica organizzata da Stefano Benucci, appassionato birdwatcher e fotografo.

Davanti alle splendide immagini che ritraevano uccelli nel loro ambiente naturale, Paolo capì che era proprio quello l'ambito specifico dove avrebbe voluto operare.

 

Riserve e oasi

Dopo molti anni dedicati alla salvaguardia della natura, dal 1992 Paolo Maria Politi si dedica a tempo pieno alla gestione e alla conservazione delle aree protette della Provincia di Livorno, come direttore della Riserva naturale oasi Wwf padule Orti-Bottagone e come responsabile dell'Oasi Wwf padule di Bolgheri nel Comune di Castagneto Carducci.

Quest'ultima è stata la prima oasi italiana del Wwf, nata nel 1966, per volere del marchese Mario Incisa della Rocchetta che, prima, la utilizzava come riserva di caccia. Il marchese è stato anche il primo presidente del Wwf Italia.

Entrambe queste oasi sono molto importanti per la biodiversità che le caratterizza; si tratta, infatti, di zone umide costiere, sia salmastre che d'acqua dolce, che ospitano una grande varietà di fauna e flora. La Riserva di Orti-Bottagone, in particolare, è in una posizione strategica lungo la rotta migratoria tirrenica, punto di arrivo obbligato per moltissimi uccelli che utilizzano il ponte sardo-còrso e l'arcipelago toscano per raggiungere la terraferma e proseguire verso i siti riproduttivi del centro e nord Europa. Qui sono state censite oltre 220 specie di uccelli.

Le attività che Paolo svolge con l'aiuto della guardia dell'oasi Luca Becherucci e di alcuni volontari sono numerosissime: dalle visite guidate, al monitoraggio di fauna e flora, dalla ricerca scientifica, alla manutenzione delle strutture e alla vigilanza, fino all'importantissima attività didattica con le scuole.


L'inanellatore

Le zone umide sono state in passato minacciate dalla necessità di recuperare aree da destinare all'agricoltura, di risanarle per combattere la malaria e negli ultimi 50 anni hanno rischiato di essere soppiantate completamente da insediamenti industriali e da urbanizzazioni selvagge.

Tra le varie attività di Paolo Maria Politi c'è quella di inanellatore, una figura professionale piuttosto rara; infatti in Italia sono circa 400 i ricercatori abilitati dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e il percorso per acquisire il "patentino" dura diversi anni. «Lo scopo è quello di applicare anellini metallici provvisti di codici alle zampette degli uccelli che vengono catturati - ci spiega il direttore dell'Oasi - con metodi assolutamente innocui. Questa attività ha notevoli risvolti per la ricerca scientifica; in poco tempo, infatti, ricaviamo molte informazioni sull'individuo catturato: il suo stato di salute, ma anche le caratteristiche generali della specie, come le strategie di migrazione, gli ambienti che frequenta, la longevità, la consistenza delle popolazioni. Tutte informazioni preziose che servono a capire come gestire gli habitat, conservare il livello di biodiversità e migliorarlo dove è necessario».

«Quasi tutte le specie si possono considerare migratorie - sottolinea il Politi - alcune sono principalmente stanziali, come i passeri e i fagiani, poi ci sono le specie migratrici a corto e medio raggio che migrano tra Europa e nord - Africa, e quelle a lungo raggio, le cosiddette trans-sahariane, specie che svernano nelle regioni tropicali e sub-tropicali oltre il Sahara: da Nigeria, Camerun e Repubblica Centrafricana fino al Sudafrica.

Gli uccelli possono essere inanellati durante tutto l'anno per ricavare informazioni diverse. Qualche volta capita di ritrovare un uccellino già inanellato: dal codice impresso sul suo cerchietto metallico si può scoprire da dove viene, quando è stato catturato e così via, dati importanti che vanno spediti all'Ispra. Ogni tanto incappiamo in esemplari che sono stati censiti in paesi molto lontani: Svezia, Russia, Ucraina, Inghilterrra, Ungheria, ma anche Nigeria, Burkina Faso; altre volte ricatturiamo soggetti che ho addirittura inanellato io stesso negli anni passati», racconta Paolo Maria.

Nella Riserva naturale Orti-Bottagone, dove dal 1994 opera una Stazione di inanellamento a scopo scientifico, molto spazio viene dato a questo tipo di ricerca finalizzata alla conservazione.

 

Mangime d'inverno

Anche le città sono popolate da molte specie di uccelli e l'inverno può essere l'occasione per osservarli più da vicino, magari offrendo loro un sostegno alimentare per affrontare le temperature più rigide.

«Un'idea potrebbe essere quella di costruire delle semplici mangiatoie da posizionare in un piccolo giardino privato, oppure in uno condominiale.

Un occhio allenato potrebbe presto vederle frequentate da pettirossi, cardellini, verzellini, cinciallegre, cinciarelle, verdoni, fringuelli, passeri, occhiocotti, merli, storni e da molti altri.

Da novembre a febbraio la mangiatoia può essere lasciata in giardino, quando le temperature sono più rigide. Il cibo ideale è il pastone per insettivori, un alimento completo di vitamine e proteine, facilmente reperibile nei negozi per animali. Anche le briciole dei biscotti vanno benissimo, perché rispetto a quelle del pane sono più nutrienti, così come gli avanzi di pandoro e panettone.

Utile sarebbe anche un sottovaso per l'acqua, non solo per dissetarli ma anche per consentire loro di fare gli amati bagnetti. L'inconveniente di cui tenere conto è che l'acqua va cambiata spessissimo altrimenti le zanzare potrebbero deporre lì le loro uova.

Gli uccellini si abituano presto a frequentare un banchetto così generosamente imbandito. È una gioia vedere il via vai di queste creature che, oltre ad allietarci la giornata, ci liberano dai fastidiosi insetti. È un modo semplice per avvicinare i bambini di città agli animali, insegnare loro ad osservarli e rispettarli», conclude Paolo Maria Politi.

Uccelli
Come costruire una mangiatoia

Basta prendere delle assi di recupero e costruire una base rettangolare di 30 per 40 cm. con dei bordini rialzati per non fare cadere il cibo che dovrà contenere e lasciare un'apertura per far scolare l'acqua in caso di pioggia.

Due listelli inchiodati agli angoli alti circa 25 cm. e due di circa 30 cm. servono a sostenere il tetto spiovente che deve essere più grande della base, 40 per 50 cm. Per il tetto, si consiglia di usare il compensato marino che è più resistente, e magari dare una mano di impregnante per proteggere la cassetta. A metà dei listelli se ne può mettere uno trasversale in modo da rimpicciolire l'ingresso per evitare che colombi e piccioni (spesso sgraditi ospiti) banchettino insieme agli altri. La mangiatoia deve essere sistemata tramite un palo ad un'altezza di circa 2 metri. Per evitare che i gatti trovino di che divertirsi si può inserire sul palo, a circa un metro e mezzo da terra, un disco di plastica, per impedirgli l'arrampicata.

Per visite e informazioni

Riserva naturale oasi Wwf padule Orti-Bottagone aperta dal 1° settembre al 31 maggio.

Visite guidate sabato e domenica ore 8, 10 e 14.30 (nel pomeriggio prenotazione obbligatoria).

Visite per le scuole il mercoledì con prenotazione obbligatoria.

Tel. 3207215635 ortibottagone@wwf.it

 

Oasi Wwf padule di Bolgheri aperta dal 1° ottobre al 30 aprile.

Visite guidate sabato e domenica ore 9 e 14.

Visite per le scuole il martedì.

La prenotazione è obbligatoria.

Tel. 3347584832 bolgheri@wwf.it

 

Per info sulle oasi Wwf: www.wwf.it


Foto di Silvia Amodio


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