A Pistoia, in notturna, il 25 luglio si festeggia San Iacopo, patrono della città

Scritto da Giancarlo Fioretti |    Luglio 2002    |    Pag.

Giornalista

In quattro contro l'orso
Il 25 luglio, giorno di San Iacopo, Pistoia volge il suo sguardo al passato, facendo rivivere tradizioni ed usanze tipiche del Medioevo. Alle 12 di questo dì di festa sulle tavole dei pistoiesi vengono serviti i maccheroni conditi con sugo d'anatra, in ricordo dei lauti pasti che, in epoca contadina, venivano fatti in occasione della battitura del grano.
Terminato il pranzo, l'attenzione dei pistoiesi si indirizza ben presto alla Giostra dell'Orso, tenzone cavalleresca che ogni 25 luglio si tiene in piazza del Duomo. Meno conosciuta rispetto ad altre manifestazioni analoghe come il Palio di Siena o la Giostra del Saracino ad Arezzo, la Giostra dell'Orso si svolge secondo modalità che tendono a mettere in risalto in modo particolare l'abilità dei cavalieri, assoluti protagonisti - insieme ai loro cavalli - di un gioco le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Le celebrazioni in onore di San Iacopo iniziarono infatti a Pistoia nel lontano 866 quando la popolazione, minacciata dall'ennesima scorribanda saracena, invocò a sua difesa la protezione del Santo. Scampato il pericolo, i pistoiesi non risparmiarono i ringraziamenti e gli 'ex voto' a San Iacopo, proclamandolo patrono della città.
Il legame fra città e santo patrono divenne così forte da non essere mai turbato da nessuna guerra, né contro i nemici esterni né fra gli stessi concittadini. Lo stesso Boccaccio, descrivendo le celebrazioni del 1348, affermava che Pistoia a tutto poteva rinunciare meno che a celebrare il suo santo protettore.
In realtà qualche momento buio, nel corso degli anni, c'è stato.
In quattro contro l'orso 2
Il primo brusco stop la giostra dovette subirlo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Gli eventi bellici annullarono la voglia di far festa. Una festa che tuttavia non risorse neppure in tempo di pace. Si dovrà attendere il 1947 per rivedere i quattro rioni della città sfidarsi nuovamente in piazza del Duomo.
La ritrovata tranquillità favorì una certa rinascita dello spirito cittadino, e la Giostra pareva avviarsi verso un nuovo periodo di splendore. Tuttavia le energie che venivano riversate sulla Giostra non si incrementarono con il tempo, e fu così che nel 1957 la gara andò incontro ad un altro 'letargo'. Un letargo piuttosto lungo, durato fino al 1975.
Da allora la Giostra dell'Orso non ha più subito interruzioni, evidenziando quelle caratteristiche che la rendono peculiare. Innanzi tutto (a differenza ad esempio da ciò che accade a Siena con il Palio) i rioni pistoiesi si procurano i cavalli e pensano al loro allevamento ed al loro mantenimento per tutto l'anno. Il legame con il quadrupede non è quindi un fatto episodico, ma va inquadrato nella vita stessa del rione. I cavalieri che si sfidano il 25 luglio sono fantini per un sol giorno. Vale a dire che si tratta di dilettanti nel vero senso della parola, che nel tempo libero si dedicano ai colori del loro rione sognando una vittoria all'ombra del Palazzo di Giano, sede del Comune di Pistoia. Essendo quindi tutti 'cavalieri per passione', tutti i fantini della Giostra risiedono a Pistoia o nelle sue immediate vicinanze, e di norma corrono sempre con gli stessi quartieri.
Recentemente, per introdurre una ventata di novità alla manifestazione, quest'ultima viene svolta in notturna, con il risultato splendido di gradinate completamente esaurite in ogni posto. Nelle ultime edizioni il rione del Drago, forte di una macchina organizzativa d'avanguardia, ha inanellato una serie di vittorie una più prestigiosa dell'altra, tanto da far parlare di un vero e proprio strapotere di questo rione, che ha nel fantino Gino Culatore un autentico fulmine di guerra. Gli altri rioni stanno adottando le loro contromosse, con la ferma volontà di contribuire in primo luogo al prestigio sia della Giostra che della propria città, il cui simbolo (l'orso appunto) è proprio l'oggetto del contendere dei quattro rioni.

In alto le bandiere
L'albo d'oro vede il rione del Drago con ben 17 edizioni vinte della Giostra, seguito dal Cervo Bianco con 9 e dal Leon d'Oro e il Grifone con 5 trofei in bacheca. Il Drago sfoggia gli accesi colori rosso-verdi, il Cervo Bianco è vestito di bianco e verde mentre giallorosso è il Leon d'Oro e biancorosso il Grifone.
Accanto alla vittoria che premia il rione, esiste una competizione rivolta esclusivamente ai cavalieri. Il cavaliere che centra più bersagli viene infatti premiato con lo sprone d'oro.
L'atmosfera in piazza è davvero suggestiva, ed il corteo storico che precede la sfida fa sì che il clima diventi ancora più esaltante. Sino ad ora gli sbandieratori che animavano le fasi precedenti la gara non erano espressione della città. Recentemente però è stata fondata una compagnia di sbandieratori composta da pistoiesi, che già dalle prossime edizioni potrà esibirsi il 25 luglio.
I rioni, comunque, non si attivano solo in vista della Giostra. Vengono infatti organizzati tornei di calcio ed altre manifestazioni sportive.

La gara
Cavalieri in gioco
Sulla pista circolare ricavata nella piazza, si sfidano i quattro rioni in cui è suddivisa Pistoia, e precisamente il Drago, espressione di Porta Carratica, il Leon d'Oro, di Porta San Marco, il Cervo Bianco di Porta Lucchese ed il Grifone in rappresentanza di Porta al Borgo.
Il regolamento prevede che due cavalieri, posti in posizione simmetrica l'uno rispetto all'altro, colpiscano con una lancia un bersaglio semovente fatto a forma di orso. I due cavalieri devono compiere un intero giro della piazza, per poi tornare al punto di partenza dove è appunto posizionato l'oggetto della loro contesa. Il cavaliere che per primo effettua il giro della piazza, e colpisce l'orso nel punto indicato, vince la tornata, ottenendo un determinato punteggio.
Dice Littorio Nesti, del rione del Drago: 'Per ciò che concerne il punteggio e, più in generale, il regolamento della Giostra, si tiene ogni anno una sorta di consiglio fra i vari rioni che, fermi restando i punti-cardine della manifestazione, apporta delle modifiche quando lo ritiene necessario'.


La storia
Il Palio dei barberi
La storia non ci ha tramandato la data della prima Giostra come appare ai tempi moderni. Alcuni studiosi pongono questa data intorno al 1600; altri, invece, sostengono che la sfida di abilità fra i cavalieri sia stata introdotta in epoca assai più recente, vale a dire intorno al '700.
Quel che si sa con certezza è che inizialmente i festeggiamenti prevedevano, fra l'altro, anche un'appassionante corsa di cavalli (il Palio dei barberi). Negli ordinamenti del 1284 la corsa viene regolamentata con tanto di percorso, che allora si snodava dalla località il Rondinino, appena oltre l'Ombrone, per penetrare in città attraverso Porta Lucchese. Da qui i cavalli imboccavano quella che oggi è nota con il nome di via della Madonna, per passare di seguito in via degli Orafi e terminare le loro fatiche in Piazza Duomo. Questo percorso, molto lungo in verità, venne grandemente ridimensionato in epoca medicea mentre durante il periodo lorenese il Palio dei barberi compie con ogni probabilità la metamorfosi decisiva verso il tipo di gara come la conosciamo noi oggi.


Per informazioni o per l'acquisto dei biglietti, rivolgersi all'Apt di Pistoia, tel. 0573 630145, oppure all'assessorato alla cultura, tel. 0573 371280


L'orso è il simbolo della città: i pistoiesi lo scelsero in onore dei loro avi cacciatori ed ancora oggi compare sullo stemma comunale. L'ultimo orso pistoiese morì in cattività, nel lontano 1360.