Da Monteriggioni ad Abbadia San Salvatore a Cerreto Guidi, rivivono feste e tradizioni antiche

Scritto da Silvia Gigli |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 6,7

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Monteriggioni (Si) - Foto M. Piccardo

Rievocazioni storiche

Cavalieri armati di lance, dame velate, giullari e falconieri. In ogni contrada della Toscana esplode, di anno in anno sempre più intensa e indomabile, la passione per le rievocazioni a tema medievale. Un tuffo in un passato lontano che coinvolge i turisti ma, prima ancora, i cittadini che organizzano manifestazioni ampie e articolate.

Con la sua corona di torri che regala il senso di un luogo senza tempo, Monteriggioni è forse la capofila in Toscana per le centinaia di appuntamenti a tema storico che fioriscono da primavera ad autunno. A fine giugno si è festeggiato fra le torri medievali con la “Giostra di Monteriggioni”, rievocazione della battaglia combattuta nella città senese nel 1269 tra senesi e fiorentini. Ma è “Monteriggioni di torri si corona - Le arti, i giochi, le feste al tempo di Dante” l’appuntamento clou della stagione: ha inizio il 7 luglio con il banchetto al Castello e prosegue l’8, 9 e 10 e il 15, 16 e 17 luglio con una ricca festa medievale.

C’è chi si è già messo avanti con il lavoro tra maggio e giugno, come Lastra a Signa, Castiglion Fiorentino e Serravalle Pistoiese con il suo “Assedio alla Rocca”.

E chi come Cascina si prepara, per il fine settimana dell’1, 2, 3 luglio, alla tredicesima rievocazione della battaglia del 1364 che contrappose pisani e fiorentini.

A Marliana, in provincia di Pistoia, il 10 luglio si fa festa per l’“Accoglienza a Castruccio Castracani”.

Sul Monte Amiata, per la precisione ad Abbadia San Salvatore, dall’8 al 10 luglio il paese è impegnato a ricostruire la vita e i costumi e a riscoprire le sue origini di “Castrum” medievale, facendo rivivere i terzieri e preparando l’Offerta dei Censi, come si usava nel XIII secolo. I documenti dell’epoca parlano infatti di “censi in natura”, cioè cibo e prodotti locali, che gli abitanti offrivano al Monastero di San Salvatore per sancire il patto fra il paese e la struttura monastica. Il programma prevede gare di tiro con l’arco, sfilate in costume, laute libagioni in taverne allestite all’uopo, mentre cittadini abbigliati con le vesti degli artigiani duecenteschi percorreranno un tratto della via Francigena per portare i doni al Monastero.

La Notte d'Isabella - Atmosfere e misteri di Cerreto Guidi nel '500 - Foto S. Pucci

Unica eccezione in questo delirio medievale, la festa che il 2 e 3 luglio Cerreto Guidi dedica a Isabella, figlia prediletta di Cosimo I dei Medici, che proprio a Cerreto morì misteriosamente il 16 luglio 1576, in pieno Rinascimento.

Questo frenetico fiorire di rievocazioni storiche lascerebbe supporre un rinnovato amore per le nostre radici ma, a conti fatti, le cose sono più complesse. Ci spiega perché il professor Giovanni Cipriani, docente di storia moderna all’Università di Firenze e presidente degli Amici dei Musei.

«Il ritorno al Medioevo non è un fenomeno legato solo al pullulare di sagre e feste a tema - spiega Cipriani -. Anche fra gli studenti universitari notiamo un grande interesse per la storia medievale a discapito di quella moderna. Il Risorgimento, per esempio, non interessa più nessuno; suscita ancora qualche palpito l’Illuminismo e piace molto studiare fascismo e nazismo. Sinceramente non mi sembra un buon segno»

Come mai? Il richiamo del Medioevo nasconde forse qualcos’altro?

«Riscoprire i cosiddetti secoli bui - avverte Cipriani - potrebbe essere interessante se aiutasse a recuperare le radici di libertà nate con i liberi Comuni e con la loro battaglia contro l’Impero e il Papato. Purtroppo interessa solo la parte campanilistica del contrasto fra città, si rievocano le battaglie e si recuperano tradizioni dimenticate, poco altro. Sembra che colpiscano solo gli elementi di divisione e forse non è un caso che queste vicende storiche siano amate da forze politiche che giocano molto sulle divisioni in chiave antieuropeista».

Per il professor Cipriani feste e rievocazioni storiche potrebbero avere un ruolo notevole se fossero pensate e coordinate dagli stessi Comuni allo scopo di intrattenere e al tempo stesso di offrire seri spunti storici.

Perché, per esempio, non allargare l’orizzonte e andare oltre il Medioevo, per passare attraverso l’età medicea, quella napoleonica, il Risorgimento, le guerre di indipendenza e quegli anni cruciali di formazione dell’Italia che segnano ancora il nostro presente? 

«Pochi sanno, per esempio, che Firenze è stato il primo Stato al mondo ad obbligare, nel 1499, i farmacisti a preparare le loro medicine attenendosi a un prontuario di Stato. La prima farmacopea ufficiale del mondo è nata qui».

Sembra ardito proporre una festa popolare in onore di questo evento, ma per Cipriani sarebbe meglio rievocare momenti della nostra storia che ci hanno uniti: «l’esaltazione dei localismi era tipica del fascismo, non a caso il Calcio storico e il Saracino sono stati recuperati in quell’epoca. Il fascismo tornava alle arti e alle corporazioni mentre Pietro Leopoldo, 150 anni prima, aveva creato le Camere di Commercio vedendo molto più lontano».

E l’unità d’Italia, favorita da Francia e Inghilterra in chiave antiaustriaca dopo l’apertura del Canale di Suez che aveva cambiato gli scenari geopolitici nel Mediterraneo, sancì la grandezza dell’Italia a livello europeo. Altro che Medioevo. A quando una sagra garibaldina?


L’intervistato

Giovanni Cipriani

docente di storia moderna all’Università di Firenze e presidente dell’Associazione Amici dei Musei

Vinci (Fi)

Medievale con fantasia

Festa fantasy a Vinci (Fi)

Da venerdì 22 a domenica 24 luglio i visitatori potranno vivere, nel centro storico, un sogno ad occhi aperti con oltre trecento fra spettacoli ed intrattenimenti di ogni genere, in una kermesse a tema fantastico.

La “Festa dell’Unicorno” per prima ha saputo creare quella particolare atmosfera da borgo incantato che l’ha resa il festival fantasy italiano più ricco d’eventi e attrazioni.

www.festaunicorno.com - info@festaunicorno.com

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