A Follonica un allevamento di pesce in mare aperto

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Febbraio 2012    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Avete presente il Golfo di Follonica, quello specchio d'acqua tinto d'azzurro delimitato alle sue estremità da Piombino e da Punta Ala e circoscritto, verso ovest, dal tacco e dalla suola di quella specie di stivale in sedicesimo che è l'Isola d' Elba? Ebbene, in mezzo a questo mare cristallino c'è un impianto di allevamento ittico unico nel suo genere in Toscana, (pare che nel territorio della nostra Regione ne sia presente solo un altro simile, nelle acque dell'Isola di Capraia), che opera con un'ottica ecologica sia per l'attenzione verso l'ambiente che per il benessere del pesce, nel massimo rispetto dell'ecosistema.

Habitat naturale
Marco Franceschelli, amministratore dell'azienda Ittica Golfo di Follonica (fra l'altro fornitore di Coop Italia), ci spiega quali sono le caratteristiche principali di questo impianto nato nel 2008.
«La nostra azienda opera nel settore della maricoltura biologica. La particolarità che rende questo impianto quasi unico nel panorama dell'allevamento ittico non solo toscano è quella di operare in mare aperto. In tal modo i pesci che noi alleviamo - orate e spigole - conducono la loro esistenza nell'ambiente loro più congeniale. E le gabbie nelle quali vivono - enormi contenitori galleggianti formati da due reti semicircolari unite insieme, del diametro di 22 metri e della profondità di dieci - permettono loro di muoversi in un ampio spazio e di beneficiare del flusso naturale delle acque del mare, evitando la permanenza dei pesci in acqua stagnante o ossigenata artificialmente, di usufruire di tutte le prerogative naturali che il loro habitat consente».

L'impianto
Ci imbarchiamo su un gommone per una visita all'impianto, e dopo dieci minuti di navigazione verso il largo, traghettiamo su un catamarano attrezzato per le operazioni necessarie alla manutenzione dell'impianto stesso e alla cura e assistenza delle orate e delle spigole (che sono di diverse età e quindi di taglie differenti), presenti in quattordici delle diciotto gabbie esistenti.
«Le due gabbie che vede laggiù sulla destra - prosegue la nostra guida - sono abitate da avannotti, pesciolini neonati che acquistiamo da una ditta italiana specializzata. Le loro gabbie sono più piccole, così come più fitta è la maglia della rete. In ogni contenitore immettiamo circa 150.000 unità. Quando sia le orate che le spigole raggiungono il peso di circa 25/30 grammi, vengono trasferite nelle gabbie più grandi e con le reti a maglia più larga, in modo che l'acqua del mare, con tutte le sue proprietà benefiche, possa fluire liberamente all'interno dei contenitori».

Il pasto
È l'ora del pasto, e alcuni collaboratori scaricano interi sacchi di mangime - si tratta di granelli di colore marrone formati da farina di pesce, olio di pesce e da una parte vegetale, Igf si avvale esclusivamente di mangimi biologici specifici - in una tramoggia dalla quale il cibo scende in una pompa azionata elettricamente la quale, attraverso un tubo di gomma, spara il cibo all'interno della gabbia. Saranno i pesci stessi, nel loro muoversi in massa in senso rotatorio, a far in modo che il cibo arrivi a ogni bocca affamata. I continui controlli sanitari degli impianti, delle acque, dei mangimi e dei pesci garantiscono il pieno rispetto delle normative e il mantenimento di altissimi standards di qualità.
Tutto il personale che lavora all'impianto oggi è vestito normalmente, ma ha sempre la muta da subacqueo a portata di mano, perché può presentarsi in ogni momento della giornata la necessità di una improvvisa immersione: un controllo alle reti, eventuali riparazioni alle maglie, una pulitura delle maglie stesse cui possono attaccarsi corpi estranei.
Alle orate occorrono dai 14 ai 15 mesi per raggiungere quei 350 grammi di peso che costituiscono la soglia minima per essere commerciabili; alle spigole sono necessari due o tre mesi in più per arrivare alla medesima pezzatura.

Dal mare alla tavola
Il complesso aziendale dispone di impianti per la lavorazione immediata del prodotto: il ciclo di confezionamento e spedizione è attivato entro 1 ora dalla pesca e minimizza la manipolazione del pescato al fine di limitare stress e danni fisici dei pesci.
Le orate, o le spigole, vengono immesse in un nastro trasportatore che provvede a pesarle e, a seconda del peso, a fargli compiere la strada verso l'etichettatura e la sistemazione nelle cassette di polistirolo. A quel punto sono pronte per la spedizione.
«Tutta l'operazione, dal prelievo del pesce in mare alla sua partenza verso il banco di vendita, richiede pochissime ore», conclude la nostra guida.
«Noi siamo sostenitori della nuova linea economica che indica di acquistare prodotti a una distanza più vicina possibile al chilometro zero. Se tutti i nostri clienti risiedessero in Toscana, noi saremmo in grado di assicurare loro del pesce freschissimo in tavola».

Per saperne di più: 056528093; info@itticagolfodifollonica.it

Le orate e i branzini Coop Golfo Follonica sono presenti in tutti i punti vendita Unicoop Firenze dove c'è il reparto pescheria servita.

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