Tanta gente ha partecipato alla nuova campagna del Cuore si scioglie

Scritto da Rossana De Caro |    Novembre 2011    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

(Foto di S. Amodio)

"Sorridete" click! "Mettetevi un po' più vicino" click! "Così, bravissimi" click! Non siamo in uno studio fotografico di moda, ma in un centro commerciale dove si stanno realizzando le foto per la nuova campagna del Cuore si scioglie, l'iniziativa di solidarietà di Unicoop Firenze in collaborazione con altri partner, divenuta nel 2011 Fondazione Onlus.
Silvia Amodio, fotografa e giornalista milanese, fotoreporter per importanti riviste e giornali in Italia e all'estero, collaboratrice da anni dell'"Informatore", ha allestito un set fotografico all'interno della Galleria commerciale: un fondale bianco, delle luci e poco altro. I protagonisti delle foto sono le persone che frequentano abitualmente il centro: clienti, soci, dipendenti. Questa è la novità!


«Il casting lo facciamo spesso sul luogo - ci spiega Silvia Amodio, con la sua verve, anima e centro motore del progetto, coadiuvata da Daniele Madio e Agnese Morganti - quando passa qualcuno dal volto "interessante" lo fermiamo e gli chiediamo se vuole farsi fotografare. È come un gioco a cui le persone si prestano anche se talora con qualche comprensibile "resistenza", verso la macchina fotografica o il compagno con cui fare la foto. L'idea è quella di catturare un sorriso, uno sguardo, un abbraccio, un'espressione, un'emozione direttamente sul posto e non in studio, dove tutto è più asettico. Importante, e non sempre facile, è stato creare un clima sereno, di complicità fra persone che neppure si conoscono. Dobbiamo ringraziare a questo proposito i direttori dei vari negozi, che con la loro cortesia e umanità, ci hanno facilitato in questo compito, fornendo tartine e dolcetti e una volta (a Pontedera, il mitico Vladimiro) anche il pranzo! Il set si è trasformato così in una sorta di salotto dove tutti chiacchieravano, curiosavano, scherzavano, dimenticando la tensione».


(Foto di D. Madio)

«Dopo le campagne precedenti - dice Claudio Vanni, responsabile delle Relazioni esterne di Unicoop Firenze e consigliere della Fondazione Il Cuore si scioglie - che hanno avuto come protagonisti prima le persone che vivono nei paesi dove vengono realizzati i progetti di solidarietà, poi i personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, abbiamo pensato che sarebbe stato bello vedere nei manifesti la gente comune, quella che si incontra normalmente a fare la spesa, come il vicino di casa, o la persona che lavora nei negozi. Il rapporto fra solidarietà e territorio è inscindibile. La nostra è una scelta che realizza un'idea: unire persone semplici, che vivono sul territorio, e la solidarietà, per sottolineare come l'impegno sia di tutti. Perché "nessun uomo è un'isola", (è lo slogan scelto per la campagna che cita le parole del poeta John Donne) ma una parte del tutto: insieme siamo una comunità».


E così ecco che la campagna è partita. Silvia Amodio ha iniziato a fare le foto con il suo set itinerante: Lucca, Empoli, Pontedera, San Casciano, Montevarchi, Borgo San Lorenzo, Ponte a Greve, Poggibonsi, Gavinana, Prato, Montecatini... incrociando luoghi e volti sempre diversi. «Un lavoro pazzesco - ci racconta la nostra fotografa - abbiamo dovuto adattarci a spazi sempre diversi, cercando soluzioni diverse. Tutto ha funzionato, soprattutto grazie all'armonia che si è creata con Daniele e Agnese: ci bastava uno sguardo per capire che cosa c'era bisogno di fare per tenere la situazione sotto controllo. È stato un lavoro più complicato da un punto di vista psicologico che tecnico».


«La cosa più bella
- prosegue Amodio - è stato vedere la reazione delle persone: erano davvero entusiaste di partecipare, comportandosi dopo un primo momento di imbarazzo, come veri professionisti davanti alla macchina fotografica». Uomini, donne, bambini, di ogni colore e di ogni età, tutti insieme appassionatamente per un click. «È stato come fare un viaggio nel cuore delle persone che si sono date con gioia e grande generosità. E che si sono anche molto divertite - dice ancora Amodio -. Il primo giorno, per esempio, un ragazzo ha scelto personalmente la ragazza con la quale voleva essere fotografato e siamo sicuri che usciti dall'Ipercoop si sono scambiati il numero di telefono...».


E allora un ringraziamento sincero, di Cuore, a tutti coloro che hanno partecipato e che presto si vedranno sui depliant e dentro i negozi della loro città: da parte della fondazione, di Unicoop Firenze, e soprattutto da parte di tutti coloro che, grazie a questi progetti, avranno la chance di una vita diversa, migliore.

(Foto di S. Amodio)

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