Aspettando il Giubileo. Come si prepara l'Italia

Da anni in un bel palazzo del centro di Roma si lavora a ritmi serrati per preparare, coordinandola al meglio, l'accoglienza dei 30 milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo per il Giubileo. Dice monsignor Liberio Andreatta, amministratore delegato dell'Opera romana pellegrinaggi: 'Stiamo lavorando da anni per contattare in anticipo le comunità, le parrocchie, le diocesi, le associazioni e tutti coloro che intendono venire a Roma. Diffondiamo informazioni e proposte con i tradizionali mezzi e attraverso Internet; in più abbiamo costruito una rete chiusa, una Intranet, che collega le conferenze episcopali e le nunziature di 130 paesi. Stiamo preparando anche vari itinerari sul territorio italiano, che proporremo ai pellegrini con grande anticipo'.
Il fulcro di tutto sarà Roma, ma il pellegrinaggio seguirà dei percorsi storici, artistici e religiosi in tutta Italia. Tutte le regioni, tutte le diocesi e le chiese italiane accoglieranno i pellegrini nelle loro strutture. Sono state studiate varie soluzioni per raggiungere in breve tempo Roma, con diversi mezzi di trasporto. La permanenza sarà minima, per cercare di invadere il meno possibile la città. I pacchetti di servizi saranno concordati in anticipo, proprio per non creare ulteriori disagi. Un fondo di solidarietà aiuterà i pellegrini che ne avranno bisogno. Per partecipare agli incontri si dovrà esibire una tessera speciale, la tessera del pellegrino, senza la quale non si potrà accedere a nessuna iniziativa. Così si potranno regolarizzare i flussi e coordinare il tutto in modo costruttivo.

Trenta milioni di persone è un numero che fa paura...
'Sì, se lo si considera concentrato in un luogo, in breve tempo. Ma il Giubileo durerà più di un anno. Non c'è ancora il calendario degli eventi, ma questi saranno distribuiti nel tempo. I pellegrini vengono per visitare le tombe degli Apostoli e per incontrare il Papa, quindi le occasioni saranno numerose. Si potrà vivere il Giubileo anche nelle chiese locali e, per la prima volta nella storia della Chiesa, in Terra Santa'.

Il clima di attesa c'è già: tutti ne parlano. Ma quale significato ha il Giubileo del 2000?
'E' un evento epocale, di fine secolo e di fine millennio, che si propone agli uomini in un periodo di cambiamenti radicali. C'è un grande smarrimento, una grande solitudine. L'uomo sta cercando un nuovo equilibrio, valori ai quali ancorarsi. Per questo c'è anche un grande recupero dello spirito. Il grande nemico da sconfiggere è l'egoismo. Noi dobbiamo consegnare ai giovani del terzo millennio una civiltà basata sul rispetto, sulla tolleranza, sulla condivisione: valori profondi e autentici che si fondano sul rispetto del diverso'.

Cosa ricava dalla sua esperienza di preparazione del grande evento?
'Negli ultimi anni c'è stata una crescita costante del viaggio 'motivato' da proposte culturali e religiose. E' un segnale da interpretare. Per me è indice dell'incapacità della società del benessere e dei consumi di rispondere ai bisogni profondi dell'uomo. Alcuni operatori che lavorano nel settore del turismo l'hanno capito, anche quelli che in passato hanno dedicato poca attenzione a questo tipo di offerte. E' così che è cresciuta una proficua collaborazione con la rete di Robintur, delle agenzie della Coop in Toscana, Veneto ed Emilia Romagna e con le agenzie aderenti alla cooperativa Toscana Turismo. Ci auguriamo che questo rapporto possa estendersi anche ad altre regioni italiane, per far crescere insieme una cultura al servizio dell'uomo'.