Scritto da Stefano Giraldi |    Gennaio 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Nel maggio del 1990 l’abate della chiesa di San Miniato al Monte di Firenze invitò, come suo ospite per una settimana, il quattordicesimo Dalai Lama (dalai = oceano, lama = maestro spirituale, traducibile con l’espressione “Oceano di saggezza”), il capo dello stato teocratico tibetano in esilio, dopo l’occupazione del Tibet da parte della Repubblica Popolare Cinese nel 1959. (Nel 1989, il Dalai Lama aveva ricevuto il Premio Nobel per la pace per la resistenza non violenta contro la Cina). Io fui scelto come fotografo ufficiale degli incontri tra l’abate e il Dalai Lama che si sarebbero svolti nel corso di quella settimana.

Nel corso del primo incontro l’abate fu molto formale: i soliti saluti di benvenuto accolsero un sorridente e comunicativo monaco buddista, che gentilmente volle conoscere tutti coloro che erano presenti. Così iniziarono le giornate di incontri fra l’abate, il Dalai Lama ed esponenti di spicco del mondo della cultura invitati per l’occasione. Io ebbi il mio daffare nel fotografare le personalità che si alternavano nei vari interventi di discussione e fu così che una volta mi ritrovai vicino al Dalai Lama per fargli un primo piano; vedendomi avvicinare, mi prese un lembo della giacca mentre sorridendomi mi fissava. Inutile dire che non sapevo più cosa dovevo fare! Fui tolto dall’imbarazzo dall’intervento di un monaco buddista al seguito del Dalai Lama che faceva da interprete e che mi disse: «Tranquillo, fotografo, sua santità vuole solo stabilire con lei un rapporto di amicizia e dimostrarle la sua contentezza nel conoscerla». Fu un’esperienza bellissima: non dimenticherò mai quella manifestazione di sorridente serenità e affetto che tutti dovrebbero conoscere. Forse così il mondo potrebbe finalmente trovare la strada della pace...


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