Un piano regionale per i piccoli teatri storici toscani

Scritto da Beatrice Bardelli |    Febbraio 1998    |    Pag.

Ceramiche dal '300
Un teatro per tutti. E' questo l'obiettivo di un progetto messo a punto da Regione, Fondazione Toscana spettacolo e le dieci province della Toscana. L'idea è quella di restituire alla gente una 'Casa della cultura' fortemente radicata al territorio, dove rappresentarsi e ritrovarsi. In Toscana i piccoli teatri storici, o di interesse storico-artistico, sono una cinquantina: dopo essere stati restaurati con fondi pubblici in molti casi sono rimasti completamente inutilizzati o riattivati solo in parte.
Sono per lo più teatrini con meno di 300 posti, che non potrebbero mai soddisfare le richieste delle compagnie inserite nel circuito dei grandi teatri. Ma hanno un fascino tutto particolare e per rendersene conto basta andare al Teatro degli Astrusi di Montalcino, al Teatro dei Ricomposti di Anghiari (Arezzo), al Marchionneschi di Guardistallo (Pisa), a Teatro dei Rassicurati di Montecarlo (Lucca) o al Cicognini di Prato, vera bomboniera seicentesca costruita all'interno del convitto che un tempo fu dei gesuiti. In Toscana sono nate e lavorano molte compagnie escluse dallo star system, oltre a scuole di musica, bande musicali, cori e scuole di danza. In alcune province (Firenze, Pisa, Arezzo, Prato) si è inoltre sperimentato, con successo, il fare teatro nelle scuole: tante iniziative che hanno indotto Regione e Province ad attivare un vero e proprio circuito regionale dei piccoli teatri.
Un progetto destinato a svolgere una funzione educativa di scambio aperta a tutte le produzioni, teatrali e non, che possono nascere sul territorio e a ricoprire un ruolo importante nella formazione culturale di base, trasformando i teatrini in veri e propri laboratori teatrali. Così, ad esempio, una scuola che avrà messo su uno spettacolo di qualità potrà avere la soddisfazione di rappresentarlo nei teatrini delle province toscane, in una vera e propria tournée. Ugualmente potranno fare quei gruppi teatrali, musicali, di danza, che altrimenti non avrebbero i mezzi per autopromuoversi.
Da dicembre il circuito regionale è diventato una realtà, coinvolgendo in un percorso tra il classico e il contemporaneo i primi dieci teatri, uno per provincia: oltre a quelli già ricordati di Anghiari, Guardistallo, Montalcino, Montecarlo e Prato hanno partecipato a questa prima fase il Teatro del popolo di Castelfiorentino, il Salvini di Pitigliano, il Mascagni di Popiglio, il Teatro dei Vigilanti di Portoferraio e infine per la Lunigiana, dove i teatri non esistono proprio, le piazze di Filattiera, Codiponte, Fivizzano e Pontremoli.
Il progetto, che avrà un finanziamento triennale ('98-2000), è stato inserito nei piani regionali di sviluppo e nei Pir, progetti di interesse regionale. Ai primi dieci teatri aperti nel '97 ne seguiranno altri 20 nel '98 e 50 nel '99. La Fondazione Toscana spettacolo avrà il compito di organizzare e gestire il sistema complessivo del circuito dei piccoli teatri, in rapporto con gli altri cartelloni in programma. Ma spetterà ai Comuni, coordinati dalle Province, aprire, mantenere e rendere fruibili tutti questi spazi ritrovati. E già sono in fermento molte amministrazioni comunali. In provincia di Lucca, a Borgo a Mozzano, il Comune ha acquistato uno splendido teatrino liberty del 1908, il 'Colombo', per restaurarlo ed inserirlo nel circuito così come ha fatto anche Vetriano con il suo teatrino-bonsai. In provincia di Siena sarà presto riaperto il Teatro del popolo di Rapolano Terme, mentre in provincia di Pisa fervono i lavori per la ristrutturazione di cinque teatri storici, a Ponsacco, Fauglia, Volterra, Pontasserchio e Vecchiano. Nella Val di Bisenzio, il Comune di Vernio si è impegnato a recuperare lo spazio dell'ex fabbrica tessile 'Meucci', mentre per il Casentino il Teatro degli Antei di Pratovecchio diventerà presto un punto di riferimento stabile.