Bevande alternative per chi soffre di intolleranze o sceglie la dieta vegana

Scritto da Alessandra Pesciullesi |    Marzo 2017    |    Pag. 19

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare, lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme a Monica Galli, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

latte di soia L’ALTRO LATTE

Il consumo e l’offerta di sostituti del latte sono aumentati negli ultimi anni. È importante, quindi, approfondirne la conoscenza. Per legge non sono definibili in etichetta come “latte”, poiché non sono prodotti di mungitura, ma seguono la normativa merceologica delle bevande. È quindi obbligatorio indicare negli ingredienti la percentuale del vegetale usato. Inoltre, è possibile aggiungere altri ingredienti oltre a quello primario, per migliorarne il gusto, la consistenza o il valore nutritivo.

Queste bevande, fatte a partire da semi di cereali, come avena, riso, miglio e kamut, o di legumi (soia), o ancora da frutta secca, come mandorle o nocciole, possono contenere anche solo acqua e i nutrienti dei semi. Quelli che mancano, come sali minerali, vitamine e zuccheri, li può integrare il consumatore con l’aggiunta di alimenti adeguati nella dieta. Non è raro che alcuni prodotti siano già arricchiti: in questo caso è bene controllare e valutare, soprattutto in relazione all’uso quotidiano. L’aggiunta di sali minerali, come calcio e ferro e vitamine tipo D2 e B12, non arreca danni, se non si stanno assumendo farmaci che già ne contengono, e può essere utile nel caso di ridotto apporto con la dieta.

Attenzione invece agli oli aggiunti: servono per dare cremosità e aggiungere acidi grassi polinsaturi. Evitare il prodotto se l’olio vegetale non è specificato o se è indicato come saturo, privilegiare quelli con oli spremuti a freddo e polinsaturi. Controllare attentamente anche l’eventuale aggiunta di sale (sodio), che può aumentare la ritenzione idrica e non è indicato per gli ipertesi, e di zuccheri semplici, come glucosio, saccarosio e fruttosio, già troppo presenti nella dieta quotidiana e da evitare per i diabetici.

Latte di soia: è certamente il più conosciuto; ricco di proteine di buon valore nutritivo, fibre e soprattutto con discrete quantità di acidi grassi polinsaturi, anche del tipo omega 3, e di lecitine, utili per la salute dell’apparato cardiovascolare. Senza aggiunte, è il meno calorico della categoria, (non arriva a 35 calorie/100g). Da preferire quello bio, per evitare di assumere residui di pesticidi e fitofarmaci o di incorrere in prodotti fatti con Ogm. È da evitare in caso di allergia alla soia e al nichel.

Latte di mandorla: gustoso e moderatamente calorico, è povero di proteine, ma naturalmente ricco di grassi polinsaturi importanti come l’acido linoleico e linolenico, fibre e vitamina E, antiossidante. Contiene una discreta quantità di fibre, sia solubili sia insolubili, che favoriscono il buon funzionamento dell’intestino, aiutandolo a regolare l’assorbimento degli zuccheri.

Latte di riso: è fra i più ricchi di zuccheri, per questo è spesso addizionato con l’1% di olio di girasole per rallentarne l’assorbimento. Le proteine sono scarse, sia in quantità che qualità nutritiva. Al naturale, è il meno grasso. Ha un gusto leggero e gradevole, adatto per la preparazione di dolci e frullati.

Latte di avena: simile a quello di riso, poco calorico (con meno di 50 calorie/100g), ha un buon contenuto di acido folico, fibre e acidi grassi polinsaturi. Come nel riso e negli altri semi di cereali, le proteine sono scarse.

Latte di cocco: estratto dai cocchi maturi per spremitura dalla polpa, è il più ricco di grassi, fornendo 200 calorie/100g. Usato per preparazioni dolci o salate, è naturalmente cremoso e gustoso. L’esatta composizione in nutrienti è piuttosto variabile, in relazione all’età, al tipo di cocco e all’acqua aggiunta. In tutti i tipi, è interessante il contenuto di fibre e di flavonoidi, molecole ad alto potere antiossidante.

Queste bevande si trovano prevalentemente a lunga conservazione, ma per la crescente richiesta nel banco frigo sono apparse anche pastorizzate. È importante leggere e rispettare i tempi e le modalità di conservazione, perché il rischio di contaminazione da batteri e muffe è equivalente a quello del latte vaccino.


Notizie correlate

Pranzo di Natale

Famolo strano

Un menù insolito per il pranzo di Natale. Dall’avocado alla soia…

Video

Semi spremuti e germe di cereali

Oli di soia e girasole biologici. Quattro cereali per un olio


Parenti lontani dell'oliva

Mais, arachidi, girasole, soia e tanti altri: ecco le caratteristiche degli oli di semi