Pascoli e Barga, nel centenario della morte nel paese dove è sepolto

Scritto da Gabriele Parenti |    Aprile 2012    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

"Venni a Barga, vidi che c'era bello e sostai". Con questa frase, semplice ma incisiva, Giovanni Pascoli descrisse il primo incontro con la valle del Serchio che, dal 1895, divenne la sua dimora prediletta.
L'intera Toscana era considerata da Pascoli la terra "con più spirabili aere", ma fu soprattutto l'alta valle del Serchio, immortalata dal poeta nei Canti di Castelvecchio, il luogo dove riuscì a ricostruire l'agognato nido familiare distrutto molti anni prima dal luttuoso evento ricordato ne La cavallina storna.
Castelvecchio fu, per lui, ben più di una dimora: era una dimensione spirituale, la misura del "suo mondo"; e anche quando, per motivi d'insegnamento, dovette risiedere in varie città, appena poteva, tornava tra i monti della "sua" Garfagnana. Ha scritto in proposito Mario Luzi: "tutto ciò che tende a strapparlo di lì in qualche misura lo ferisce".
Il rapporto con la Toscana iniziò nel 1884, quando Pascoli fu trasferito a Massa al liceo Pellegrino Rossi; poi a Livorno, al liceo G.B. Niccolini e al collegio dell'Ardenza.
Dieci anni dopo, acquistò una villa di campagna a Castelvecchio, presso Barga, oggi monumento nazionale e sede del museo a lui dedicato.


Qui, insieme alla sorella Maria, il poeta trascorse gli anni più tranquilli della sua esistenza, e vi compose i Primi Poemetti (1897), Myricae (1903), i Canti di Castelvecchio (1903) e i Poemi Conviviali (1904) che sono considerati tra i momenti più alti della poesia europea del Novecento, e che ancora oggi godono di fama internazionale. Basta pensare che in Francia il poeta romagnolo è uno degli autori italiani più letti e studiati.
Anche quando divenne docente dell'Università di Messina (1898), trascorreva l'estate nella valle del Serchio; ancora di più quando ottenne la cattedra di Letteratura greca e latina all'Università di Pisa. Nel 1905 fu chiamato a sostituire il Carducci nella cattedra di Letteratura italiana a Bologna, ma considerò sempre Castelvecchio la sua principale dimora. E qui è sepolto accanto alla sorella.

(Casa Pascoli a Barga)

Il centenario della morte: le iniziative
La Toscana celebra il centenario della morte del grande poeta avvenuta il 6 aprile 1912, con un ricco calendario di manifestazioni culturali ed eventi, incentrati soprattutto nel Comune di Barga.
Fra queste si segnalano principalmente il restauro della Casa-Museo che conserva la struttura, gli arredi e la disposizione degli spazi che aveva al momento della morte del poeta, a cominciare dallo studio con tre scrivanie dedicate rispettivamente alle opere latine, greche e italiane.
La sorella Maria ha lasciato in eredità al Comune di Barga tutti i beni del fratello, la cura dell'archivio (dove sono conservate 76.000 carte), la biblioteca (che contiene circa 12.000 volumi), le opere e gli edifici che comprendono la casa. Un'ulteriore importante iniziativa riguarda la catalogazione, la digitalizzazione dell'archivio di Pascoli, curato dalla soprintendenza archivistica della Toscana. «Abbiamo cominciato a lavorare su trentaseimila documenti, tra note, lettere e fotografie appartenenti a Pascoli - spiega la soprintendente archivistica della Toscana Diana Toccafondi - e ventiquattromila della sorella Maria. Tutto questo presto sarà consultabile on line dopo un'attenta analisi filologica, un lavoro che consentirà agli studiosi e agli appassionati di confrontarsi meglio con le opere del poeta».


Nell'archivio, è presente il carteggio con i più noti letterati dell'epoca: i ‘colleghi' Carducci, Gozzano e D'Annunzio, ma anche il musicista Giacomo Puccini.
L'assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti ha sottolineato l'importanza di queste iniziative, per il loro valore intrinseco ma anche per l'effetto che avranno sulla promozione turistica e culturale del territorio: «La Casa non sarà solo un museo, ma un luogo aperto che produce cultura. Sarà il progetto pilota su cui costruiremo l'attività di valorizzazione delle altre case dei grandi letterati».
Fra gli altri eventi si segnalano il volume, Giovanni Pascoli, vita, immagini e ritratti (con circa 400 immagini che ripercorrono le varie fasi della vita del poeta, fin dall'infanzia a San Mauro. Molte di queste immagini sono sconosciute e inedite) e una docu-fiction di oltre 50 minuti che sarà distribuita da un'emittente nazionale. Il video contiene interviste con i più importanti studiosi di Pascoli e una ricostruzione filmica degli anni barghigiani del poeta.

(Pascoli a casa con la sorella)

Inoltre, lo spettacolo Italy, tratto dall'omonimo poema di Pascoli, (che ha come protagonista una famiglia di emigranti), che ha debuttato al Teatro dei Differenti di Barga, e a settembre, nelle piazze del centro storico, un meeting di noti poeti contemporanei, organizzato da Alba Donati.
Ma l'iniziativa più curiosa e innovativa è che, da questo mese, nel centro storico di Barga su ogni monumento, dai palazzi alle chiese, dalle scalinate agli alberi del bosco, ma anche in ristoranti e bar, sarà posta una piccola mattonella nella quale è racchiuso un codice a barre: avvicinandoci un telefonino di ultima generazione, i monumenti inizieranno a declamare le poesie de I Canti di Castelvecchio.
Infine, non poteva mancare una particolare attenzione alla scuola. A settembre partirà un concorso per gli istituti di ogni ordine e grado e per le scuole di lingua italiana all'estero, che premierà le migliori poesie e testi critici ispirati alle opere del poeta.

Casa Pascoli
Figuranti in costume
Nel borgo di Caprona, presso Casa Pascoli, verrà ricreata un'atmosfera di fine ottocento: figuranti in costume per rappresentare antichi mestieri e scene di vita quotidiana. Saranno organizzati anche un percorso enogastronomico, con prodotti della cucina "povera" locale, mostre, letture di poesie e musica. Abbinato alla manifestazione, un "Treno dei sapori", un treno con carrozze d'epoca trainato da una vecchia locomotiva.

(Le foto dell'articolo sono gentilmente concesse dalla Fondazione Pascoli)