Le numerose attività didattiche proposte a scuole, ospedali e carceri

Scritto da Bruno Santini |    Settembre 2016    |    Pag. 10, 11

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Educatrice e visitatori davanti al piano inclinato - Foto G.C. Laboratorio fotografico, Museo Galileo

Museo Galileo

“Nutre la mente solo ciò che la rallegra”: è con le parole di Sant’Agostino che ci piace introdurre la segnalazione delle numerose attività educative proposte dal Museo Galileo di Firenze (piazza dei Giudici, 1), proprio perché, meglio di altre, riassumono lo filosofia del luogo e del responsabile della sezione didattica, Andrea Gori.

«E siccome - spiega lo stesso Gori - molte di queste iniziative sono rivolte agli studenti, il divertimento e la giocosità sono i requisiti necessari per far breccia nei nostri interlocutori».

Molte le attività proposte alle scuole per stimolare la sperimentazione, il ragionamento ipotetico-deduttivo e lo sviluppo di nuove tecniche di indagine.

Andrea Gori - Foto B. Santini

«Andare oltre le apparenze ci insegna anche come vivere. Lo stesso Galileo faceva l’esempio dei fiaschi: non è detto che dentro un bel fiasco ci sia anche del buon vino... e viceversa può accadere che dentro un brutto fiasco ci sia un nettare prezioso!».

«Noi chiudiamo il nostro museo in una valigia - prosegue Gori - che può contenere alcune copie di strumenti scientifici (cannocchiale di Galileo, astrolabio, meridiane, giochi ottici...) e con questi oggetti, che rappresentano la nostra identità, raggiungiamo gli studenti. Al ritorno la stessa valigia (già simbolo di viaggio per eccellenza) sarà ancora più pesante, perché arricchita dallo scambio avuto con gli altri».

Oltre che di uscire dalle proprie mura, il museo si è dato l’obiettivo di entrare in contatto con chi non può venire in visita.

Da qui le iniziative come “Il dottor Galileo al Meyer” (svolto nella struttura ospedaliera pediatrica) o come quella legata alla figura di Louis Braille, inventore della scrittura per non vedenti, considerato a pieno titolo personaggio della scienza: in collaborazione con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti, Stampa Braille e Scuola cani guida della Regione Toscana, è stato ideato un percorso dedicato alle scuole in cui gli studenti scoprono il codice Braille e il suo creatore attraverso curiose esperienze sensoriali e un uso particolare dei classici strumenti scientifici. «E il gioco ribalta le regole - puntualizza Gori -, perché è il non vedente che guida e insegna al vedente».

Fra le tante, è prevista un’attività che coinvolge la casa circondariale di Sollicciano e la casa di reclusione di Volterra, e un’iniziativa rivolta a tutte le scuole della penisola che punta sull’interattività a distanza e sul coinvolgimento degli istituti più periferici.

Con il suo patrimonio di strumenti ideati e costruiti da Galileo e di preziosissime collezioni scientifiche medicee e lorenesi, il Museo Galileo apre le porte anche alle famiglie con il progetto “A tutta scienza”, in calendario nei pomeriggi del fine settimana. Visite interattive e laboratori didattici in grado di coinvolgere grandi e piccini alla scoperta delle meraviglie proposte attraverso l’esperienza del gioco.

In cantiere anche “Il carrello della scienza”, dove il classico carrello diventa un contenitore per nutrire l’intelletto e per avvicinare i visitatori alla conoscenza degli strumenti scientifici presenti nelle sale, il tutto grazie anche a un gruppo di instancabili operatori che vestono i panni più diversi e gestiscono il fittissimo calendario di attività.

«Come i clienti della Coop usufruiscono del carrello per i loro quotidiani acquisti di sostentamento - spiega Gori -, allo stesso modo il carrello della scienza diventa lo strumento per la diffusione di un importante patrimonio di conoscenze storico-scientifiche».

Nel cinquantenario dell’alluvione di Firenze non possiamo non ricordare la mostra ospitata fino al 20 novembre, “Pescare nel fango”, che mette in risalto sia il drammatico impatto dell’evento sul Museo, sia le relative operazioni di salvataggio e recupero degli antichi strumenti scientifici danneggiati: il 4 novembre l’acqua raggiunse l’altezza di due metri e mezzo, sommergendo le sale espositive del seminterrato e del piano terreno di quello che allora si chiamava Istituto e museo di storia della scienza. La mostra è affiancata da attività didattiche in cui alcune metodologie di restauro vengono illustrate e condivise con i visitatori.

Ragazzo con astrolabio - Foto G.C. Laboratorio fotografico, Museo Galileo

www.museogalileo.it , tel. 0552343723

Il museo, che spasso!

Dal 29 agosto al 2 settembre e dal 5 al 9 settembre riprende l’iniziativa della Regione Toscana, in collaborazione con i musei toscani ed Unicoop Firenze, dedicata alle famiglie con bambini in età scolare: “S-passo al museo”, campi settembrini di qualità nei musei e nelle biblioteche della Toscana.

Il progetto, dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni e ai ragazzi dagli 11 ai 13, è attivato nei periodi di chiusura scolastica: vacanze estive, natalizie e pasquali.

Le attività sono svolte da operatori specializzati nella didattica per bambini e ragazzi.

I programmi giornalieri prevedono visite guidate e laboratori, passeggiate nella natura per la conoscenza del territorio, lezioni d’inglese, piacevoli letture nelle biblioteche e tanto altro.

Info:
www.regione.toscana.it/campisettembrini2016

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