Apre il nuovo Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Allestimenti spettacolari e spazi grandiosi per Donatello & c.

Scritto da Rossana De Caro |    Ottobre 2015    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

La statua di Abacuc di Donatello mentre viene sistemata nel nuovo museo - Foto g.c. Museo dell'Opera del Duomo

L’evento

Stupore e meraviglia. Impossibile rimanere insensibili davanti a uno spettacolo del genere. Statue di incredibile bellezza esaltate dagli ambienti che le contengono: luce, posizione, contesto. È il nuovo museo dell’Opera del Duomo, che apre i battenti il prossimo 29 ottobre a Firenze, ideato dal direttore Timothy Verdon, monsignore e storico dell’arte, americano dal cuore fiorentino, per contenere e valorizzare un patrimonio di sculture trecentesche e rinascimentali (circa 750 statue) dei maggiori artisti del periodo (da Donatello a Michelangelo), e realizzato dallo studio Adolfo Natalini Guicciardini & Magni architetti, per un investimento di circa 45 milioni di euro a spese dell’Opera del Duomo.

Un museo scenografico, dall’alto impatto emotivo, con un allestimento innovativo e spettacolare, costituito dall’unione del vecchio museo, inaugurato nel 1981, con l’attiguo Teatro degli Intrepidi, acquistato dall’Opera nel 1997: in tutto 5500 metri quadri di superficie espositiva, 25 sale su tre piani, alcune delle quali di enormi dimensioni, lunghe da 20 a 40 metri e alte da 6 a 18 metri. Ed è proprio nella prima sala (36 metri x 20), fulcro del nuovo museo, che rimaniamo di stucco: c’è il Duomo dentro!

Una stupefacente ricostruzione, attraverso un colossale modello in resina a grandezza naturale realizzato in modo artigianale, della facciata del Duomo di Firenze com’era nel medioevo, e dove sono sistemate nelle nicchie le statue originali (rimosse nel tempo); di fronte le porte del battistero restaurate, per ricreare la piazza così com’era all’epoca, centro artistico, religioso e civile della città: «nel nuovo museo abbiamo realizzato un ambiente unico nel mondo intero: non solo il cuore del museo ma il luogo emblematico della grandezza di Firenze nelle arti - ci spiega monsignor Verdon -.

In quella che era la cavea dell’ex teatro abbiamo realizzato un sogno quasi inimmaginabile: ricreare l’incompiuta facciata medievale del Duomo, per cui erano state create più di 70 opere della nostra collezione, tra cui capolavori assoluti di Arnolfo di Cambio, Nanni di Banco e Donatello. Ciò è stato possibile perché, prima di essere smantellata nel 1586-1587, la facciata medievale fu come ‘fotografata’ in un disegno dettagliato poi depositato presso l’archivio dell’Opera del Duomo».

Sala delle Cantorie - Foto di Opera del Duomo di Firenze

Un’esposizione diversa dalle solite…

«Un ‘metodo perfetto’ d’esposizione: permettere alle opere di ritrovare il contesto fisico e spirituale per cui esse erano create! In questa prima grande sala del nuovo Museo non solo il visitatore vedrà la ricreazione della fronte trecentesca del Duomo, con le statue collocate nelle posizioni indicate nel disegno cinquecentesco, ma di fronte alla porta mediana della ricostruita facciata, è situata la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, e, a sinistra e a destra di questa, le altre due porte bronzee del Battistero. Sopra le tre porte andranno i monumentali gruppi statuari cinquecenteschi realizzati per queste posizioni, e anche i due grandi sarcofagi romani che per tutto il Medioevo e Rinascimento stettero all’esterno del Battistero, riunendo così opere concepite per stare insieme».

La Maddalena e la Pietà

Allestimenti altrettanto emozionanti sono quelli realizzati per la Maddalena penitente di Donatello (1453-1455) e la Pietà Bandini (1547-1555) di Michelangelo.

La Pietà di Michelangelo, quella che il grande artista tentò di distruggere a martellate in un momento di sconforto assoluto, è situata su un basamento in un grande ambiente illuminato dall’alto: il gruppo con il Cristo al centro sorretto da Nicodemo (autoritratto dello stesso Michelangelo) emerge in tutta la sua tragica bellezza; mentre la Maddalena penitente di Donatello, trasfigurata dal digiuno e dal  dolore, è posta dentro una teca climatizzata, in un ambiente raccolto, con le luci basse, che ne evidenziano l’interiorità spirituale.

Quali sono le caratteristiche principali di questo nuovo museo?

«Fondato nel 1891, il Museo dell’Opera del Duomo possiede la maggiore concentrazione di scultura monumentale fiorentina al mondo: statue e rilievi medievali e rinascimentali in marmo, bronzo e argento di Arnolfo di Cambio, Andrea Pisano, Lorenzo Ghiberti, Donatello, Luca della Robbia, Antonio Pollaiuolo, Andrea del Verrocchio, Michelangelo Buonarroti e altri ancora. Quasi tutte queste opere furono realizzate per gli esterni e interni delle strutture ecclesiastiche che sorgono davanti al museo: il Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Santa Maria del Fior, il Campanile di Giotto. La missione particolare del Museo dell’Opera infatti è quella di presentare in modo adeguato le opere fatte per questi edifici, che nell’insieme costituiscono ciò che oggi è chiamato il “Grande museo del Duomo”.

La ricostruzione dell'antica facciata del duomo di firenze di arnolfo di cambio  courtesy museo dell'opera del duomo di firenze (1)
La ricostruzione dell'antica facciata del duomo di firenze di arnolfo di cambio - Foto di Opera del Duomo di Firenze

Cosa pensa della figura del direttore-manager di cui attualmente si parla tanto?

«Firenze vive di turismo e così anche i suoi musei, che hanno bisogno di una gestione commercialmente competente. Nel disegno dell’allestimento del nuovo Museo dell’Opera, ho creato non uno ma due percorsi: uno breve, per i gruppi e per singoli senza molto tempo - tutto al piano terra, tre soli ambienti, capolavori di Arnolfo, Ghiberti, Donatello e Michelangelo, 30 minuti. Poi il percorso completo, che include gli altri due piani del museo, da 1 a 2 ore, 27 sale con 4 filmati didattici,  e una terrazza con panorama mozzafiato ecc. L’idea è di offrire al visitatore la libertà di modellare la propria visita a seconda del tempo disponibile, dell’interesse personale, delle esigenze di ricerca o di passione particolare».

È importante il marketing per l’arte?

«Nel nostro caso il più grande vantaggio di marketing è la contiguità del complesso monumentale: Battistero, Duomo, Campanile. In altri musei guardi le opere senza mai poter immaginare da dove vengano, come dovevano essere viste nelle loro situazioni originali. Nel Museo dell’Opera vedi il capolavoro musealizzato e a cento passi il luogo preciso per cui esso era creato. Ricuci insieme finalmente il senso delle cose, l’arazzo della storia.

Infine, trattandosi di opere fatte per una grande chiesa, riscopri l’impatto della fede. Anche se uno non è personalmente credente, la storia e il buon senso ti dicono che le persone fanno meglio le cose in cui credono, e qui trovi mille esempi di questo legame vitale tra fede ed eccelsa qualità artistica. Questo però non si vende, si regala con gioia».

Anteprima virtuale. Il nuovo Museo Opera del Duomo - Durata 5’ – 21.08.15