Le Risorse umane: contrattazione, contratti a termine, qualità del lavoro

Scritto da Laura D'Ettole |    Maggio 2009    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

«Da noi non ci sono i segnali preoccupanti della crisi economica e finanziaria che sta colpendo tutti - dice Piero Forconi, direttore delle Risorse umane di Unicoop Firenze -. Siamo riusciti ad avere un ruolo importante per la difesa del potere d'acquisto delle famiglie, con una politica di prezzi bassi e di primato di convenienza. E questo ha fatto aumentare le vendite e la quota di mercato della cooperativa. Questo non vuol dire che non ci sia preoccupazione nel futuro e che i nostri dipendenti siano tranquilli e sereni. Se in famiglia gli altri portatori di reddito sono occupati nella pubblica amministrazione, ad esempio, da crisi è lontana dall'uscio di casa. Ma se il marito o la moglie di un nostro collega, sono occupati nel settore manifatturiero, che è il primo ad essere andato in crisi occupazionale, allora le preoccupazioni sono forti».

In concreto, cosa c'è di positivo per i dipendenti dell'Unicoop Firenze?

«Credo che i risultati che ha ottenuto la cooperativa nel 2008 diano tranquillità e sicurezza, anche l'occupazione è salita, circa il 2%, ed è occupazione stabile, a tempo indeterminato. L'utile commerciale conseguito, permetterà di portare a casa, nello stipendio di giugno nella voce "salario variabile", una buona cifra, migliore dell'anno scorso».

Qual è in generale il clima fra i lavoratori?

«Abbiamo sottoscritto il contratto nazionale per i dipendenti delle cooperative di consumo, con tutte le rappresentanze sindacali, a differenza del settore privato del commercio il cui contratto non è stato sottoscritto dalla Cgil. Anche se gli accordi sono sempre frutto di un compromesso fra interessi contrastanti, aver sottoscritto un contratto è un elemento di soddisfazione per entrambe le parti, quella sindacale e quella cooperativa. Prossimamente dovremo affrontare il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, le organizzazioni sindacali stanno predisponendo la piattaforma rivendicativa. Non sarà un accordo facile perché i temi della efficienza, dello sviluppo, della qualità del servizio chiedono decisioni coraggiose ed importanti e noi non vogliamo che queste risposte vengano non tenendo conto della qualità del lavoro, dell'occupazione e del ruolo delle rappresentanze dei lavoratori. Ci vorrà pazienza ed equilibrio ma io sono fiducioso perché comunque per entrambe le parti al centro c'è l'interesse generale della Cooperativa».

Come si comporta la cooperativa con i contratti a termine?

«Una quota di contratti a termine è necessaria per la gestione degli organici: per sostituire il personale nel periodo della ferie, le maternità, le richieste di aspettativa... E soprattutto nelle aperture di nuovi punti di vendita, per i quali non possiamo prevedere del tutto a quale livello si assesteranno le vendite di quella struttura. Quello che cerchiamo di fare è ridurre al minimo la necessità di questi contratti e dare una prospettiva a chi è da noi a tempo determinato. Su settemila dipendenti la quota di contratti a termine è sotto il 10 per cento, che è poco rispetto a quello che c'è nel resto della grande distribuzione. Inoltre, dopo 15 mesi in cooperativa questi lavoratori acquisiscono il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato alla prima occasione. È questo un percorso trasparente, definito e contrattato con le organizzazioni sindacali, che dovrebbe dare più tranquillità a tutti».

Qual è, a tuo parere, la qualità del lavoro in cooperativa?

«Non spetta a me dirlo, però mi rifaccio ad un dato obiettivo, quello delle dimissioni volontarie dall'impiego in cooperativa, che sono pochissime in un anno. Se un dipendente non cerca, o non trova, altre occasioni d'occupazione è segno che si trova bene da noi, o anche che fuori non ci sono occasioni di lavoro altrettanto valide».

Come si evolve la professionalità all'interno dei punti di vendita?

«Secondo me sta cambiando il concetto di professionalità per un addetto alla vendita: meno "mestiere" e più relazione. L'attenzione dev'essere rivolta maggiormente al consumatore per sapergli dare tutte le informazioni e i consigli necessari su ciò che sta comprando. Tagliare una bistecca, un pezzo di formaggio, saranno sempre più operazioni che si svolgeranno lontano dal cliente e quindi ci sarà sempre più bisogno di consigliare, spiegare l'uso, la provenienza, l'alimentazione. Ciò presuppone che i nostri dipendenti siano messi nelle condizioni di possedere le conoscenza per poterle trasferire. Al banco ci sarà quindi una persona che deve sapere bene qual è la migliore utilizzazione. La formazione professionale, su cui la cooperativa sta investendo molto, è rivolta in questa direzione, per adeguare sempre di più il nostro servizio alle esigenze dei soci».

 

Consiglio di gestione
Biancalani presidente

Il Consiglio di sorveglianza dell'Unicoop Firenze, riunito il 17 marzo 2009, ha nominato il nuovo Consiglio di gestione. Ecco la composizione: Golfredo Biancalani presidente, Fabio Tozzini vice presidente, Piero Forconi, Maura Latini, Alberto Migliori, Riccardo Sani.

 


La foto del gruppo di dipendenti è di Massimo D'Amato


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