Una rara collezione di biciclette da lavoro, in un garage a Cerbaia (Firenze)

Scritto da Silvia Amodio |    Settembre 2012    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Nell'era dominata dal computer e da un'evoluzione tecnologica senza pari, le persone di una certa età a volte strizzano l'occhio al passato, quando le giornate erano scandite da ritmi diversi, spesso imposti dalla natura, e i rapporti umani erano più diretti e semplici. Chi non prova un pizzico di malinconia a perdersi tra questi ricordi? Ma anche i quarantenni di oggi ricordano cose ormai perdute: telefono a gettoni, macchina da scrivere e mangianastri, ad esempio.
Ecco, questo è quello che capita a vedere la rara collezione di biciclette da lavoro che Mauro Grifoni ha raccolto nel tempo e che custodisce in un ampio garage vicino a Cerbaia, a dieci chilometri da Firenze. La bici del barbiere, organizzata fino nei minimi particolari con gli attrezzi del mestiere: le forbici, le lamette, la schiuma da barba, un po' di colonia, il catino per lavarsi e lo specchio, oppure quella dell'arrotino, del gelataio, del macellaio, del fotografo, del cestaio, del calzolaio. Tutte complete dei loro accessori per poter accontentare le persone che un tempo, non troppo lontano, chiedevano questi servizi.


«La prima bicicletta l'ho acquistata 25 anni fa, - ci racconta Mauro - era quella dell'arrotino; vi sono ancora molto affezionato. Non è facile trovarle, anche se non hanno un grande valore economico, sono piuttosto rare. Frequento i mercatini dove, oltre alle biciclette dei mestieri, cerco anche gli accessori che possono completarle. Recentemente ho trovato, per la bici del macellaio, l'arnese per dare aria alle salsicce. È una piccola cosa, ma sicuramente il macellaio ne faceva uso. Molto spesso trovo le biciclette sprovviste di pedali perché quelle più pesanti generalmente venivano spinte. Così risistemo anche quelle cercando i pezzi originali».
La tradizione della bicicletta dei mestieri era più diffusa in alcune aree del paese piuttosto che in altre. Vien da sé che la conformazione del territorio ha la sua importanza; infatti, la regione dove si registra il maggior numero di questi mezzi è l'Emilia-Romagna, proprio perché pianeggiante. Molte delle bici di Mauro, vengono infatti da quelle zone.


Si tratta di pezzi unici
, risultato dell'ingegno e dell'estro che le singole persone mettevano per adattare il mezzo alle proprie esigenze e renderlo funzionale. Sono state ritrovate biciclette da sarto, da levatrice, da maestra, da lattoniere, da ombrellaio e da scrivano. Si contano circa 180 mestieri su due ruote, molti dei quali, soprattutto nei paesi e nelle zone rurali sono state utilizzate fino agli anni '60.
«C'era anche la bici del santaro, colui che di professione vendeva i santini, di cui purtroppo ho solo una fotografia - prosegue Mauro -. Una volta ho trovato una bici tutta originale da muratore, ma i parenti del signore in questione l'avevano tenuta, per molti anni, protetta solo per metà, così ho dovuto restaurare completamente tutta la parte davanti».
Mauro il collezionismo l'ha nel sangue: infatti, insieme alle biciclette, negli anni ha acquistato anche una quarantina di moto d'epoca, delle marche più note: dalle rare Harley Davidson e Indian anteguerra, alle Guzzi, alle Honda, alle Laverda degli anni ‘70.

E ora che è in pensione, con più tempo a disposizione, c'è da scommettere che il numero dei suoi mezzi a due ruote sarà destinato a crescere. Anzi, già che ci siamo lancia un appello: «Alla mia raccolta mancano diversi mestieri, ma in particolare mi piacerebbe trovare la bicicletta dello spazzacamino, dello scrivano e dell'ombrellaio».
Chissà che fra i lettori non ci sia qualcuno che possa aiutarlo ad aggiungere un pezzo alla sua bellissima collezione. La collezione privata del signor Mauro è visionabile su appuntamento telefonando al numero 3498352879.