Recuperata una specie autoctona di olivo presente da sempre nella zona

Scritto da Andrea Marchetti |    Ottobre 2014    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Sono andate a ruba le mille piantine di Gremigno di Fauglia che l’amministrazione comunale ha distribuito lo scorso anno agli agricoltori che avevano dato la disponibilità al loro impianto. «Quest’anno, a ottobre - dice il sindaco di Fauglia, Carlo Carli - ne distribuiremo altrettante». Il Gremigno di Fauglia, infatti, è una specie autoctona di olivo presente da sempre nella zona di Fauglia, ma la cui coltivazione era andata in disuso.

Per questo l’amministrazione comunale ha pensato a un progetto di recupero e valorizzazione, iniziato più di 3 anni fa: oggi il Gremigno di Fauglia è un marchio registrato, con un logo, un regolamento e un disciplinare di coltivazione e produzione. «I frutti più importanti del progetto si avranno tra qualche anno - dice il sindaco Carli - ma già si vedono i primi risultati e, soprattutto, una grande partecipazione della popolazione di Fauglia. Al progetto, infatti, non hanno aderito soltanto i coltivatori, ma anche altri cittadini che hanno voluto dare il loro contributo acquistando due o tre piantine da mettere in giardino».

«Visto l’interesse crescente - spiega Carli -, cercheremo di invogliare i coltivatori e i produttori di olio a fare massa critica. Il nostro obiettivo, infatti, è fissare delle date per la raccolta, facendo poi una frangitura unica: ognuno porterà le olive raccolte al frantoio e riceverà la quantità corrispondente di olio, imbottigliato in apposite bottiglie da un quarto di litro, molto carine, dalla forma quadrata. Sulla bottiglia ci sarà il logo del Gremigno di Fauglia, e i produttori che vorranno rivenderlo, potranno personalizzare la bottiglia, inserendo l’etichetta della propria azienda».

L’intervistato Carlo Carli, Sindaco di Fauglia
«L’olio che si ricava dal Gremigno di Fauglia - prosegue il sindaco - ha delle caratteristiche che lo rendono particolare. Ad esempio, per la sua delicatezza, è adatto ai piatti di pesce. Le olive sono più piccole della media ma, avendo una maturazione tardiva, sono immuni alla mosca olearia e, quindi, una produzione è comunque assicurata. Ad agosto, infatti, nel periodo di passaggio della mosca, le olive di Gremigno, che arrivano a piena maturazione a ottobre, sono ancora dure e acerbe, non appetibili per le mosche. L’olio di Gremigno di Fauglia, inoltre, mantiene inalterate le sue caratteristiche organolettiche anche per un anno non producendo, per esempio, il fondo».

I primi atti amministrativi risalgono al 2011: con una Delibera di giunta del 26 giugno si individuava, come collaboratore del progetto di valorizzazione, il dottor Antonio Cimato del Cnr-Ivalsa (Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree) di Firenze, mentre con una Delibera di consiglio comunale di ottobre si adottava il regolamento per la valorizzazione della varietà di olio denominato Gremigno di Fauglia.

«Tutto è iniziato da un’attenta ricerca sul territorio - racconta il sindaco Carli -; abbiamo poi appurato che il Gremigno di Fauglia era catalogato presso la Banca del germoplasma di Follonica, all’interno del progetto “Le varietà toscane di olivo” dell’Ivalsa. Abbiamo raccolto la disponibilità dei produttori locali e ci siamo avvalsi della consulenza del dottor Cimato, una delle massime autorità nel settore.

Abbiamo individuato un produttore locale che piantava ancora il Gremigno “in purezza”, non mescolandolo con altri tipi di olivo, ricavandone anche una piccola produzione di olio. Abbiamo quindi individuato due “piante madri” secolari, una a Fauglia e una a Crespina, da cui abbiamo tratto le “marze”, cioè delle porzioni di ramo, che abbiamo usato per gli innesti su piante selvatiche di olivo. Abbiamo avuto l’aiuto di esperti vivaisti che, per così dire, hanno tenuto a battesimo le piantine di Gremigno di Fauglia che poi abbiamo distribuito. Nel frattempo, abbiamo tutelato il territorio con la registrazione del marchio e l’adozione del disciplinare. A ottobre - conclude il sindaco - saranno disponibili altri olivi, ma abbiamo già ordinato la selezione di altre mille piante».