Una pianta che dà frutti preziosi per la salute, protegge da infarto e ictus, caratterizzata da strane storie e leggende

Scritto da Donatella Cirri |    Ottobre 2012    |    Pag.

Donatella Cirri, nata a Firenze il 28 Agosto del 1949, laureata in Storia e Filosofia presso l’università degli Studi di Firenze, e abilitata all’insegnamento di materie letterarie negli Istituti Superiori. Si è sempre dedicata all’insegnamento e allo studio della storia di Firenze con particolare riguardo alla famiglia Medici e della storia della cucina dagli Etruschi al 1800. Ha tenuto conferenze e seminari su vari argomenti, inerenti ai suoi studi, per associazioni pubbliche e private, e ha collaborato con vari Comuni per Rievocazioni Storiche. Attualmente collabora con gli eredi Artusi per le manifestazioni del centenario artusiano: gli stessi eredi, Luciano e Ricciardo, hanno diffuso a livello di varie manifestazioni il Giuramento del Cuoco da lei scritto. Dal settembre di quest’anno è Maestro dei Novizi della “Venerabile Compagnia dei Quochi”, un’associazione di grande prestigio risalente al XVIII sec. “La Vera Cucina Italiana” Ed. Olimpia, Firenze, III Ed. novembre 1992 “Il Libro dei Menù” Ed. Olimpia, Firenze, ottobre 1983 “I Banchetti nell’Età del Magnifico” Comunità Montana dell’Alto Mugello, Mugello e Val di Sieve, 1992 “La Civiltà della Tavola – Storia e Gastronomia dagli Etruschi ai Giorni Nostri” DVD – In collaborazione con “Interdigital Studio”, Arezzo, 1993/1994

Il noce è un'antica pianta originaria dell'Asia e diffusa in tutta Europa dai Greci. Nei secoli passati, le noci hanno costituito un vero e proprio "companatico" per le classi povere, che le consumavano con il pane, nutriente piatto unico. Celebre la questua di fra' Galdino nei Promessi Sposi: era consuetudine  dei monaci girare con un sacco all'inizio dell'autunno per cercare di raccoglierne il più possibile.

Ma c'è anche un altro fattore interessante: il noce, fin dall'antichità, è stato ritenuto una pianta "malefica". Persino Plinio il Vecchio affermava che chi avesse avuto la sventura di dormire all'ombra di un noce, al mattino sarebbe caduto preda di un "insano, demoniaco influsso", che gli avrebbe consentito di operare incantesimi.

In epoca medievale si riteneva che il Diavolo dormisse tra le sue foglie e che le streghe usassero radunarsi sotto i noci, nottetempo, per i loro "sabba": in tal senso, era celebre il grande noce di Benevento.

Nella tradizione contadina toscana, un proverbio recitava così: "L'ombra del noce è come quella del padrone: non è buona per nulla"; era riferito molto probabilmente all'impossibilità di coltivare sotto questa pianta.

E tutto ciò, nonostante che il noce fornisca un legno pregiato e un frutto molto nutriente, oltre che un olio prezioso, nelle epoche passate, perché usato al posto del costosissimo olio di oliva.

Recenti ricerche hanno dimostrato che le noci, oltre a contenere fosforo, calcio, ferro e potassio, sono il frutto più ricco di zinco e rame. Oltre ad avere un altissimo potere calorico, sono ricche di Omega3 e di grassi polinsaturi che aiutano a combattere il colesterolo "cattivo" e i grassi nel sangue in generale, oltre ad essere antitumorali e a contenere diverse vitamine (A, B1, B6, F, C e P).

Quindi un albero delle streghe, ma con frutti benefici, il cui consumo regolare, anche se limitato, è raccomandato dalla medicina ufficiale: con due o tre noci al giorno, si otterranno notevoli vantaggi per la salute!

 

Pane delle streghe

Per preparare un ottimo pane, basta sciogliere 10 gr. di lievito di birra fresco o secco in un bicchiere di acqua calda, unendo un pizzico di sale e due cucchiai di olio extravergine di oliva. Poi aggiungere 250 gr. di farina bianca del tipo 0 o integrale o un misto di farine varie, che si trova già pronto in commercio.

Impastare con le mani fino a creare una palla morbida ed elastica da mettere a lievitare per circa due ore in un posto caldo, come il forno preriscaldato a 180°C e spento. Quindi, rilavorare l'impasto con mezzo cucchiaino di zucchero e mezzo di bicarbonato, unire 50 gr. di gherigli di noci tritati grossolanamente, un pizzico di pepe nero e preparare il pane nella forma preferita, a panini o a filoncini, da disporre in una teglia da forno, spennellare con olio e lasciar lievitare al caldo per altri 30 minuti.

Cuocere nel forno caldo a 200°C finché uno stecchino infilato nella parte centrale uscirà asciutto. È ottimo come pane, eccezionale con formaggi freschi e miele, preferibilmente di castagno.

 

Il consiglio

Per chi ha i capelli scuri: quando li lavate, fate l'ultimo risciacquo con un infuso preparato bollendo una manciata di foglie fresche di noce, in un litro di acqua, per cinque minuti. Verranno più luminosi e di colore più intenso.

 

Fotografie di Carlo Valentini


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