La campagna e i progetti. Le testimonianze di vita dei ragazzi nati in Toscana da genitori stranieri

Scritto da Sara Barbanera |    Dicembre 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Bisogno può significare molte cose. Nel 2011 in Italia ha significato soprattutto povertà economica, problemi di lavoro, abitativi e disagi legati all'immigrazione.

Questo emerge dal Rapporto Caritas 2012 sulla povertà e l'esclusione sociale in Italia che negli ultimi due anni ha registrato un incremento degli utenti italiani delle mense gestite dalla Caritas e delle famiglie aiutate, che vanno da un minimo del 24% nel centro Italia ad un massimo del 48% nel Mezzogiorno.

Le richieste di sostegno arrivano da donne, persone coniugate e con domicilio che non appartengono all'area dell'emarginazione grave; parallelamente aumenta la domanda proveniente da anziani, casalinghe, pensionati e adulti con figli con minori conviventi.

La fotografia evidenzia una crescente povertà degli italiani e un maggiore bisogno di orientamento degli stranieri: i dati si riproducono identici anche in Toscana, dove le Caritas registrano una domanda maggiore e sempre più complessa, perché priva della rete di protezione un tempo fornita da famiglia, parenti e comunità sociale.

Prima e dopo il Rapporto Caritas c'è la realtà: quella che ogni giorno scivola silenziosa sotto i nostri occhi e che non poteva non toccare chi della solidarietà fa punto di partenza e di arrivo.

Così, al dodicesimo anno, la campagna del Cuore si scioglie prosegue e aggiunge nuove tappe al suo percorso, come spiega Daniela Mori, vicepresidente della Fondazione Il Cuore si scioglie Onlus: «Dal 2000 a oggi il nostro impegno è stato "senza confini" e ha piantato semi là dove credevamo ci fosse più bisogno. L'attuale crisi economica ha inciso anche sul contesto toscano; di fronte a una realtà che cambia, la nostra risposta rimane la stessa: solidarietà e sostegno laddove serve. Rimane fermo l'impegno dei progetti e delle 7000 adozioni internazionali sostenute anche dal grande contributo delle sezioni soci; a tutto ciò aggiungiamo un forte impegno in Toscana, in collaborazione con i Centri Caritas che sono antenna e collettore di nuove esigenze del nostro territorio».

E bisogno, di questi tempi, significa davvero molte cose; se al primo posto c'è la richiesta di beni e servizi materiali, al secondo figura la voce "ascolto": un ascolto continuo nel tempo, legato a esigenze personali e familiari non risolvibili in un unico incontro. Un dato, questo, che sposta la solidarietà su un piano ben più impegnativo del semplice contributo materiale.

È proprio a questo bisogno di relazione umana che danno risposta i progetti con Caritas e Arci in Toscana e con Libera ed Emergency in Calabria: se le Caritas forniscono una rete di volontariato strutturata per i servizi e per l'ascolto, Arci interviene sul fronte dell'integrazione, con corsi di lingua per gli stranieri rivolti anche ai cittadini italiani pronti a candidarsi come docenti e animatori. Guardando alla Calabria, nel neonato poliambulatorio di Emergency prosegue l'impegno legato anche alla battaglia di Libera contro le mafie e per la legalità.

E se l'attualità ispira l'azione, non è un caso che uno dei progetti sia legato al Senegal: «Di fronte a fatti come quelli accaduti lo scorso 13 dicembre a Firenze - continua Daniela Mori - occorre unire le forze e inventare qualcosa di nuovo che non solo commemori ma costruisca un nuovo senso di comunità: per questo la Fondazione Il Cuore si scioglie, con Arci e Cgil Toscana sosterrà lo sviluppo dei due villaggi di provenienza dei ragazzi uccisi un anno fa».

Il progetto partirà con un contributo per ristrutturare due scuole, perché è da lì che inizia un futuro senza porte e recinti ma con tante stanze e finestre.

 

Solo ospiti

"Cittadini del mondo", ovvero ragazzi stranieri che a novembre si sono uniti alla Compagnia del cuore per raccontare la loro storia di integrazione in Italia. A dicembre il gruppo proseguirà il viaggio per portare in tutta la Toscana testimonianze come quella di Fiorello Lebbiati, conosciuto da tutti come Miguel: «Ho origini rom e sinto e, come i miei genitori e i miei nonni, sono nato in Toscana: qui vorrei trovare il modo di raccontare agli italiani e ai giovani della mia etnia e della ricchezza del nostro popolo. Per abbattere i muri reciproci non serve la forza ma la capacità di guardare oltre, creando affetti fra le persone. Questo debella l'ignoranza e quella paura dell'ignoto da cui nasce il razzismo. Ne ho avuto prova partecipando ad uno scambio culturale con giovani di tanti paesi: nel contatto diretto cade ogni barriera e resta solo la relazione fra esseri umani».

Costruire relazioni: questo vorrebbe fare Miguel con una futura associazione che richiami i giovani rom e sinto e riscopra tradizioni, mestieri e storia del loro popolo. In attesa di fondare l'associazione e di concludere gli studi superiori ripresi in età adulta, Miguel impegna il suo tempo come educatore volontario Caritas e come papà trentenne che pensa anche al futuro di sua figlia: «È un compito arduo - conclude Miguel -  ma vorrei regalare a mia figlia un mondo più accogliente dove nessuno debba vergognarsi di essere sinto».

Altrettanto significativo è l'impegno di Charo Galura che, giovanissima, ha già le idee chiare: «Sono di origine filippina e sono nata in Italia 23 anni fa. Vivo qui, ho studiato qui eppure pochi mesi fa ho rischiato di essere rimpatriata». Immigrata di seconda generazione, Charo è incappata nelle maglie della disinformazione e della burocrazia: «Solo a 20 anni ho scoperto che chiunque sia nato in Italia ha diritto alla cittadinanza, se ne fa richiesta entro il diciottesimo anno; dopodiché occorrono 5 anni di residenza per poterla ottenere. Il mio permesso di soggiorno per studio è decaduto dopo la fine dell'università; in attesa di trovare un'occupazione e in mancanza di un permesso di lavoro, ho rischiato di essere cacciata dall'Italia. A volte mi sento ospite non gradita e a scadenza, ma per me questo non è un paese qualsiasi: è il posto dove sono nata e dove anche io ho messo radici. Sperando che la mia esperienza serva ad altri, dal 2010 sono nel consiglio per gli stranieri del comune di Empoli e in questi mesi collaborerò con Arci dando il mio contributo sul tema della cittadinanza».

 

Fotografie di Sara Barbanera

 

 

I PROGETTI

Progetto Caritas - Fare e ascoltare in Toscana

Nel 2012 - 2013 la Fondazione Il Cuore si scioglie sosterrà mense, punti di ascolto e specifici progetti di 11 Caritas toscane.

Progetto Calabria - Insieme per Polistena

Con Libera ed Emergency la Fondazione concluderà la realizzazione del poliambulatorio di Polistena situato in un immobile confiscato alla ‘ndrangheta e assegnato alla Parrocchia di don Pino De Masi.

Progetto Arci - Italiano per stranieri

In collaborazione con Arci Toscana, la Fondazione Il Cuore si scioglie promuove corsi di italiano per cittadini stranieri, organizzati, da febbraio 2013, presso i comitati Arci di Pisa, Valdera, Valdarno Inferiore, Empoli, Valdarno Superiore e Arezzo.

Progetto Niger - Contro le mutilazioni genitali femminili

In Niger prosegue il progetto di Arci, Coniprat e Fondazione Il Cuore si scioglie che interviene sulle donne che praticano le mutilazioni genitali femminili come mestiere, offrendo loro un finanziamento per avviare un'attività economica.

Progetto Senegal - Oltre l'indifferenza

In seguito ai fatti di Firenze nel dicembre 2011, La Fondazione Il Cuore si scioglie, Arci e Cgil Toscana lanciano una raccolta fondi per finanziare la ristrutturazione di due scuole nei villaggi di provenienza dei due ragazzi senegalesi uccisi.

 

 

"Sta per piovere"

È il titolo del film, fra qualche mese al cinema. È la storia di Said, nato a Firenze da genitori algerini. È firmato dal regista Haider Rashid, nato da padre iracheno e madre calabrese.

 

Nella galleria fotografica i volontari della Caritas di Sesto Fiorentino al lavoro.

 

Galleria fotografica


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