Torna nel capoluogo fiorentino la rassegna dedicata al design

Scritto da Bruno Santini |    Maggio 2012    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

(Foto di V. Calabria)

Torna a Firenze, da martedì 22 a domenica 27 maggio, il "Florence Design Week", giunto alla terza edizione.
La manifestazione (progetto dell'Associazione culturale immaginae) è dedicata al design in tutte le sue forme, all'arte e all'ingegno, intesi come strumenti di comunicazione e di valorizzazione della cultura e dell'identità locale nella visione globale.
Nel moderno concetto di design, quanto l'estetica prevale sulla reale funzionalità di un prodotto? Non si rischia che la prima abbia il quasi totale sopravvento?
«La commistione del bello e del funzionale - ci spiega Francesca Merz (nella foto in basso), coordinatrice e curatrice della sezione "Art for Florence design week: when art meets design!", ospitata nelle sedi di Palazzo Borghese e Grand Hotel Minerva -, trova da sempre massima espressione proprio nel design; ma la duplice valenza di oggetto artistico e oggetto di uso quotidiano non pregiudica la funzionalità stessa dell'oggetto, anzi, il design attua un gesto di grande democrazia: fa in modo che l'arte possa entrare in ogni casa, rende degno di espressione artistica ogni oggetto del nostro vivere quotidiano, ed in qualche modo ci rende artisti e ideatori dei nostri spazi vitali. Arredare una casa, un ambiente, la scelta di un colore non sono altro che la capacità di ognuno di noi di essere artista, di modificare un contenuto, di esprimere la nostra natura, i nostri sogni, le nostre inquietudini».


L'intento del Festival è quello di creare un'interazione tra i vari linguaggi del design (graphic e visual, industrial, fashion, interior, music and food), puntando su interdisciplinarietà, sostenibilità, interculturalità del "fare" progettuale. Il tema di questa edizione, è "Connecting Time", legami nel tempo; ma di fatto quanto l'esperienza del passato condiziona l'attuale design? Può una funzionale connessione tra passato e presente/futuro offrirci una risposta alla crisi che stiamo vivendo?
«Il tempo, e la connessione e relazione dei vari "tempi" della nostra vita - ci risponde sempre la Merz -, è il vero tema della contemporaneità. Il tempo è dunque unità di misura, ma anche ‘scorrere', ‘fluire'; è la vera ricchezza del nostro quotidiano; ma è ciò che più spesso viene sprecato. È una delle poche cose sulle quali l'essere umano non ha controllo. Il tempo è unità di misura delle nostre vite, dei nostri spazi, delle nostre culture; ma non abbiamo voluto analizzare solo l'idea di tempo, ma anche quella di connessioni, ovvero come i "tempi" di ogni individuo, cultura e forma artistica siano da relazionarsi con individui, culture e forme artistiche altre.
Il nostro è uno spunto di dialogo, perché si possa davvero sfruttare il tempo presente nel migliore dei modi. Noi siamo quello che il nostro passato ha costruito per noi, e saremo quello che costruiamo nel presente. Fondamentale, però, è capire che il nostro ruolo deve essere assolutamente attivo in questa costruzione, e non passivo.
La crisi che stiamo vivendo è certamente il prodotto di un passato e di scelte politiche, economiche, ma sostanzialmente umane, non corrette, e il tempo, che in questo caso è l'esperienza, deve farci prendere coscienza di quelli che sono i limiti che ci vengono dal passato, coscienti di ciò che possiamo fare nel presente per cambiare le cose
».

Com'è nata la scelta del capoluogo toscano?
«Firenze offre un palcoscenico senza pari per un evento di questo genere, una cornice impareggiabile, uno splendido contenitore, così perfetto e magico da riuscire, già di per sé, ad accrescere ogni forma espressiva in esso contenuto. Portare arte in un luogo che per eccellenza è consacrato da secoli all'arte e alla cultura, è senza dubbio una sfida, ma i due cammini, anche in questo caso, del passato e del presente (di nuovo connecting time!), viaggiano su binari paralleli, che non si confondono, non si disturbano, ma si guardano ammiccandosi».


Numerosi e di assoluto prestigio i luoghi coinvolti in esposizioni, conferenze, presentazioni, momenti di confronto e socializzazione, verso i quali il visitatore sarà guidato da una vera e propria mappa al contemporaneo. Fra questi: la Biblioteca Nazionale Centrale, il Palagio di Parte Guelfa, Palazzo Medici Riccardi, La Galleria delle Carrozze, l'ex complesso delle Murate, F_Air Galley, FLY Fashion Loves You, Palazzo Bombicci Guicciardini Strozzi e i già ricordati Palazzo Borghese e Grand Hotel Minerva.

Che tipo di pubblico si è avvicinato alle edizioni passate?
«Pubblico di ogni genere: studenti, professionisti, architetti, giovani designers e artisti, ma anche - puntualizza Francesca Merz - la cittadinanza fiorentina, semplicemente incuriosita dai tanti eventi dislocati nella città, e i turisti, che, ovviamente, si sono goduti nel corso delle passate edizioni, la splendida cornice di Firenze arricchita di qualche spunto di riflessione nuovo e inconsueto».

Il visitatore meno ‘esperto' con quale stato d'animo si deve avvicinare alle proposte del Fdw (in special modo a quelle più propriamente artistiche)?
«Noi non pretendiamo di educare né di insegnare l'arte in questa sede; la nostra idea è solo quella di avvicinare tutti a questo mondo. Non si pretendono conoscenze artistiche particolari, ma solo la voglia di mettersi in gioco, la coscienza critica di porsi davanti a ognuna delle opere che saranno in mostra, per dire semplicemente "mi piace", "non mi piace", oppure la frase abbastanza classica "questa la potevo fare anche io...", frase sulla quale si potrebbero scrivere fiumi di parole, ma su cui mi limito a dire: ‘bene, sarà dunque l'occasione per tutti per scoprire un talento artistico innato'».
Ingresso libero

Info: www.florencedesignweek.com