Al via la terza edizione dell’iniziativa che porta i giovani a fare da ciceroni nei musei

Scritto da Serena Wiedenstritt |    Aprile 2018    |    Pag. 31

Foto L. Giuntini

Firenze

«Iniziamo dalla dizione e dalla respirazione, dai rudimenti degli artifici con cui si comunica correttamente. Chiedo ai ragazzi di scandire il proprio nome, senza nessuna intonazione, e iniziano le prime risatine, ma quando, dopo quattro ore di lezione, li invito a raccontare le loro passioni, sono più che attenti e concentrati». Chi parla è Marco Toloni, uno degli insegnanti di recitazione della Scuola del teatro nazionale della Toscana, al momento impegnato anche con il Teatro della Pergola nella formazione degli studenti che partecipano al percorso di alternanza scuola-lavoro Ambasciatori dell’arte. Il progetto prevede la formazione degli studenti di alcune scuole superiori fiorentine, che offriranno percorsi guidati in musei, giardini e parchi storici del Polo museale della Toscana, dagli Uffizi al Bargello, dall’Opificio delle Pietre Dure al Museo Bardini, dalla Villa Medicea di Poggio a Caiano al Giardino di Boboli, dal Giardino della Villa di Castello alla Galleria d’Arte Moderna, in più lingue per venire incontro alle esigenze di fiorentini, turisti italiani e stranieri.

Le novità della terza edizione

Gli Ambasciatori dell’arte , con il contributo di Unicoop Firenze, è giunto quest’anno alla terza edizione. Con un calendario di appuntamenti che arriva fino a giugno 2018, prevede la presenza dei giovani nei musei e alcune novità. Come la collaborazione con il Teatro della Pergola per un modulo formativo curato dal Centro di avviamento all’espressione, finalizzato ad acquisire sicurezza nel parlare in pubblico, restando nell’ambito dell’arte, senza connotazioni aziendaliste. O ancora il progetto Ambasciatori della musica, rivolto ai licei classici e musicali, che offre l’opportunità ai giovani musicisti di esibirsi davanti ad un “vero” pubblico, in luoghi densi di storia e bellezza, dopo vere e proprie audizioni volte a selezionare i giovani interpreti che con questa opportunità mettono alla prova studio e sicurezza interpretativa. Valore aggiunto per i ragazzi che partecipano al progetto è la scoperta del patrimonio artistico della città, ma anche una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei propri obiettivi. Gli studenti coinvolti nel progetto, infatti, durante il percorso acquisiscono sicurezza nel rapporto con gli altri, oltre ad una conoscenza delle dinamiche e delle professionalità che lavorano nei musei. Essere Ambasciatori dell’arte per molti ragazzi significa entrare nel mondo del lavoro, fare un’esperienza che rappresenta un momento di crescita sia per chi vuole intraprendere un percorso nel mondo dell’arte sia per chi ha progetti di vita lontano dai musei. Fra i licei e gli istituti che partecipano al progetto, infatti, ci sono sia istituti tecnici, come il Peano e il Calamandrei Perruzzi, sia licei come il Rodolico, il Dante, il Castelnuovo e il Gramsci.

Innamorarsi dell’arte

«Quando parlano di loro i ragazzi si accendono, cambiano espressione - dice Toloni - e anche quando guardano un’opera d’arte li invito a raccontare cosa ci vedono loro. Hanno in media sedici anni e vivono tutte le difficoltà di quella età, ma il loro entusiasmo si tocca con mano quando ci si avvicina alla loro realtà. Questi ragazzi vanno fatti innamorare di quello che fanno. Con questo progetto non ci limitiamo a dare loro indicazioni tecniche, come la respirazione, ma vorremmo che imparassero anche a parlare di sé in modo organizzato e a comprendere che anche quando parlano fra amici o con la fidanzata stanno comunque parlando in pubblico ed è necessario esprimersi “bene” per farsi capire».

Video


Notizie correlate

Ambasciatori dell'Arte

Giovani Ambasciatori d’arte

Studenti delle superiori raccontano a turisti e fiorentini le bellezze della città


Il clima dell’arte

All’Opificio delle pietre dure esperte in azione contro gli effetti climatici