Dall’8 ottobre all’8 novembre, 38 assemblee sulla relazione fra cooperativa e territorio

Scritto da Claudio Vanni |    Ottobre 2014    |    Pag. 3

Responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze

Disegno di L. Contemori

Vista dall’alto l’Unicoop Firenze appare come una cooperativa con grandi numeri: oltre due miliardi di vendite, oltre un milione di soci, quasi ottomila dipendenti… Nel suo insieme certamente una grande realtà economica e sociale.

Vista “dal basso” le cose cambiano, e notevolmente. A livello locale le cose diventano più nitide ed esce fuori quel tessuto di relazioni che connotano e caratterizzano la cooperativa. I dipendenti sono i vicini di casa, ci si parla, ci si scambiano notizie e curiosità. I fornitori della zona, hanno famiglie e dipendenti che vivono con il reddito dei prodotti venduti alla Coop. Ci sono i volontari delle associazioni che hanno come punto di riferimento la sezione soci, per azioni di solidarietà, per la raccolta di generi alimentari per le famiglie indigenti. Ci sono i soci che non si sentono semplici clienti.

Le assemblee, che solitamente si svolgono in primavera, sono finalizzate alla discussione sul bilancio,danno una visione della cooperativa “dall’alto”: sono i “grandi” numeri del bilancio e del risultato economico dell’impresa. Per questo abbiamo sentito il bisogno, in occasione del 40°, di fare un turno di assemblee fra l’8 ottobre e l’8 novembre, per dare i numeri della presenza nel territorio della cooperativa. Sono 38 assemblee dove si cercherà di rappresentare la storia economica e sociale dei territori in cui si collocano i punti vendita e le sezioni soci della cooperativa.

Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze

Ci saranno testimonianze e dati che aiutino a percepire, con suggestioni e narrazioni, i mutamenti del territorio. Insomma, si darà voce a imprenditori, sindacalisti, operai, amministratori che raccontano come è cambiata la società e il territorio. Infine i dati della cooperativa, ma non quelli “grandi”, con “migliaia”, “milioni” e “miliardi”. Ma quelli più alla portata del vissuto dei soci: le vendite deinegozi della sezione, gli occupati nella cooperativa residenti nel comune e quelli dell’indotto, i soci e i fornitori locali. Infine, il confronto dei prezzi e l’azione di calmiere rispetto al concorrente diretto. Ci sarà spazio per parlare anche delle attività sociali e di solidarietà della sezione soci.

Questa impostazione dovrebbe favorire un ruolo diverso del socio che partecipa all’assemblea, non solo l’utente che critica, segnala e rivendica, ma il protagonista che propone e partecipa alla gestione della cooperativa.

Queste che abbiamo scritto sono le intenzioni con le quali sono state convocate le assemblee dei soci di questo autunno. Ma si sa, fra il dire e il fare… tutto dipenderà dallo spirito dei soci che vi parteciperanno e dalla nostra capacità di far partecipare la base sociale.

Quello che è certo è che l’intento con cui le facciamo è sempre lo stesso: avvicinare ancora di più la cooperativa al territorio in cui opera, e i soci alla loro cooperativa.