Le malattie e i parassiti che le provocano. Come affrontarle e prevenirle

Scritto da Càrola Ciotti |    Febbraio 2015    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Foto di F. Magonio

Come tutti gli esseri  viventi, purtroppo, anche le piante possono ammalarsi. Spesso, nonostante le cure e le attenzioni che rivolgiamo ai nostri fiori, cespugli o alberi, assistiamo al sorgere di strani sintomi che vanno dall’ingiallimento fogliare, fino al prematuro disseccamento del tronco o alla mancata fioritura. Le patologie che possono colpire le diverse specie vegetali esistenti sono moltissime, quasi impossibile per un profano conoscerle tutte!

Ci siamo rivolti a Marco Carmazzi, titolare di una bella azienda florovivaistica a Torre del Lago (Lu), per consigli su come affrontare le più comuni malattie e per imparare, quando possibile, a prevenirle.

«È necessario – esordisce Marco – distinguere innanzitutto le diverse tipologie che potremmo dover fronteggiare. Esistono malattie fungine, come l’“oidio“, parassitarie – ad esempio cocciniglia, afidi e bruchi – o di tipo batterico o virale».

L’oidio, detto volgarmente “mal bianco”, è una malattia fungina molto diffusa e temuta: può attaccare diverse tipologie di piante, dalla quercia alla rosa, dalla vite al melo, dalla bocca di leone alla dalia. I danni arrecati vanno da un semplice rallentamento della crescita alla perdita del raccolto, come nel caso della vite.

«L’oidio, come del resto tutti i funghi – spiega Carmazzi – si sviluppa prevalentemente in presenza di condizioni climatiche umide, mediamente calde, e in luoghi scarsamente ventilati. Si manifesta con una specie di patina biancastra che decolora parzialmente la foglia; questa, prima ingiallisce, poi si necrotizza, cioè diventa secca».

Per prevenire, è buona norma collocare la pianta in un luogo ben ventilato o, nel caso di alberi e roseti, praticare potature che facciano respirare la pianta, creando nel centro spazi per il passaggio della luce e dell’aria. Inoltre è utile, sempre a scopo preventivo, evitare di irrigare nelle ore serali, preferendo invece quelle mattutine, quando le temperature sono più fresche, evitando così escursioni termiche, spesso causa di danni alle nostre piante.

Foto di F. Magonio

Trattamenti

I prodotti da utilizzare possono essere i classici anticrittogamici che però, sappiamo, hanno lo svantaggio di essere tossici non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente e che dopo due, tre applicazioni, nell’arco di un anno, spesso risultano inefficaci.

«Esistono anche i metodi biologici – sottolinea Carmazzi – come l’uso di un fungo antagonista dell’oidio, nel caso di colture su larga scala. Un preparato semplice è la miscela di bicarbonato e aceto da applicare sulle foglie; anche i prodotti a base di equiseto e propoli, che hanno proprietà antifungine, sono molto efficaci, soprattutto per le piante aromatiche. Le sostanze più efficaci contro l’oidio sono lo zolfo e il rame, somministrate in forma liquida e con diluizioni e miscele diverse secondo la pianta da trattare.

Gli attacchi di parassiti come i pidocchi delle piante, cioè gli afidi, sono assai comuni e si sviluppano su gran parte delle piante coltivate, sia orticole sia ornamentali. I danni causati sono spesso ingenti, perché le colonie di pidocchi contano moltissimi esemplari.

Gli afidi si possono combattere efficacemente con insetticidi specifici o prodotti a base di piretro. Questi ultimi vanno però distribuiti sulle piante solo in caso di attacchi consistenti e, comunque, lontano dal momento della fioritura, poiché danneggiano anche le api, insetti impollinatori sempre più preziosi. In caso si preferisca usare metodi biologici – prosegue Marco – si possono introdurre i predatori naturali come le coccinelle Chrysoperla carnea: esse si cibano di afidi adulti e sono quindi preziose alleate. Anche le piccole vespe Aphidius colemani aiutano, dato che depongono le loro uova nelle larve dei pidocchi e negli esemplari adulti».

Si possono anche provare infusi di tabacco, peperoncino, aglio o ortica e, se l’infestazione è di lieve entità, si può intervenire manualmente, semplicemente schiacciando gli intrusi: così ce ne libereremo senza alcuna spesa! Utili sono anche le trappole cromotropiche e a feromoni.

L’intervistato: Marco Carmazzi, vivaista - Foto di F. Magonio

Le cocciniglie

Le cocciniglie, come gli afidi, sono parassiti che si nutrono della linfa delle piante; ne esistono decine di specie, con dimensioni diverse; alcune cocciniglie infestano anche le radici causando danni importanti.

«Questi insetti in genere colonizzano le parti giovani della pianta – spiega il nostro esperto – e si diffondono più comunemente sulle succulente, sugli agrumi, sulla vite e su molte piante ornamentali. Si sviluppano nelle fessure, negli anfratti e nei luoghi della chioma poco esposti alla luce. Non creano danni gravi ma indeboliscono la pianta e le danno un aspetto poco gradevole».

Le formiche possono essere un veicolo di trasporto di questi parassiti che, come gli afidi, producono la melata, una sostanza zuccherina di cui esse si cibano. Quindi, facciamo attenzione: la presenza di formiche sulle nostre piante può essere un campanello di allarme che ci svela presenza di parassiti in zona, magari non visibili.

Anche la cocciniglia si può debellare asportandola manualmente, avendo cura poi di disinfettare i fori lasciati da questi insetti con un poco di cotone imbevuto di alcool; un rimedio utile è anche l’uso di piretro naturale, da irrorare sulla pianta con la dovuta attenzione nelle ore serali. Oppure, ancora, prepariamo una soluzione di alcool e sapone di Marsiglia e applichiamola sulla pianta: funziona anche per gli afidi.

«Alcuni semplici accorgimenti nel modo di coltivare – prosegue Carmazzi – aiutano a difendere le piante da attacchi di batteri, responsabili di diverse problematiche: macchie sulle foglie, deformazione e rigonfiamento dei rami, caduta e ingiallimento delle foglie, presenza di muffa o altro tipo d’infezione alle radici. A proposito, per scongiurare marciumi radicali, attenzione a non creare mai condizioni di ristagno idrico. Inoltre, quando si pota, evitiamo tagli netti e profondi che lasciano le difese completamente scoperte e aprono la porta all’ingresso dei batteri. Si avrà un occhio di riguardo, infine, per la cura degli strumenti da giardinaggio che è opportuno lavare e disinfettare prima di ogni utilizzo».

Info: www.floricolturacarmazzi.it; 0584340941

Comuni nemici delle piante da appartamento - Da Giardinaggio.it – 25.03.11 - durata 4’ 48’’