Vecchi o insoliti, ecco i giocattoli creati con materiale da riciclo

Scritto da Sara Barbanera |    Aprile 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

"Di questi giochi son rimasta profondamente felice in misura... infantile!".
Questo il commento che il signor Piero ricorda, fra i tanti nel quaderno del suo viaggio più che decennale, a bordo di un insolito Ludobus carico di giochi di piazza. Un po' mastro inventore, un po' Galileo meccanico della fisica terrestre, di certo Piero Santoni è un alchimista del divertimento: fondatore nel 2001 dell'Associazione fiorentina Ingegneria del Buon Sollazzo, Piero si è reinventato un campionario di più di ottanta giochi, tutti con materiali di riciclo: ruote di biciclette, gambe di mobili, stoffe, cartone e legno (materia principe per biliardini, flipper, domino e giochi sonori).
Ancora più curiosi sono i nomi abbinati ai giochi: "becca pollo", "formaggio e bachi", "salticchio" o "rotolone". Sono così insoliti che catturano chiunque: una faccenda da non crederci, quando le persone si entusiasmano con boccini e palle di carta, il gioco più vecchio del mondo che pure fa impazzire giovani, bambini e anziani.
I suoi giochi di piazza sono più di un semplice passatempo: sono aggregazione fra persone e, insieme, riscoperta del territorio.
«Da bambino - racconta Piero - i parco-giochi erano i campi... poca spesa e molta impresa! Osservando i miei figli, fissi di fronte a uno schermo, capivo che il vero gioco stava morendo».
Da qui è nata una produzione di giochi fatti con "poco e nulla" ma avvincenti più dei grandi parchi e dei giochi tecnologici: «In dieci anni ho visto che le persone si appassionano a qualsiasi età e si lasciano andare proprio con i giochi più semplici e immediati. Insomma, massima gratificazione a basso costo e con impatto ambientale minimo».


Alcune iniziative ludiche e sociali toscane hanno poi permesso l'incontro fra Piero e le sezioni soci Coop: dalla recente "Fiera di Primavera" di Sesto Fiorentino sulla legalità, a "PisaCON", la due giorni alla Stazione Leopolda di Pisa che anche lo scorso febbraio ha raccolto oltre cinquemila visitatori.
Non è un caso, perché già da due anni la sezione soci di Pisa intreccia gioco, musica e socialità con iniziative per tutte le età e con un occhio in più per infanzia, giovani e famiglia, come spiega Sandra Capuzzi, presidente della sezione: «Il gioco non è perdita di tempo ma momento di contatto spontaneo e opportunità per conoscere meglio sé e l'altro. Con l'associazione La tana del Goblin, da gennaio fino al prossimo 15 aprile, in sezione ospitiamo le domeniche in ludoteca, con settanta persone a giornata, tra famiglie e giovani: piccole occasioni per unire genitori, figli e nonni. Il tutto anche con un fine solidale per Il Cuore si scioglie».
Per i prossimi mesi, la sezione soci e la Filarmonica Pisana hanno già in programma la seconda edizione di "Gli strumenti parlano", per avvicinare i più piccoli alla conoscenza di strumenti a fiato e corda.
Dato il buon avvio, il campo dei giochi è destinato ad ampliarsi, come anticipa Sandra Capuzzi: «In cantiere c'è il fumetto, con laboratori e una raccolta dal circuito dell'usato. Il gioco potrebbe poi funzionare da stimolo per la riscoperta del territorio attraverso un circuito di ludobus che trasformi gli spazi cittadini in piccoli parchi di divertimento. Con un occhio fuori città, i ludobus itineranti potrebbero costituire anche una rete "ludica" fra sezioni soci Coop».
Nati sotto casa i progetti già guardano lontano, a un contesto che al km zero e all'ecologia sappia unire anche una giusta e piacevole dose di buoni rapporti umani.