Tutta la tecnologia che abbiamo dimenticato, raccolta in un museo

Scritto da Pippo Russo |    Ottobre 2015    |    Pag.

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Foto g.c. Museo dei Mezzi di Comunicazione, Arezzo

Arezzo

Un museo nato da un’esposizione. Non è il primo caso, quello di Arezzo, e per fortuna non sarà l’ultimo. Specie quando c’è da regalare un luogo a una classe di oggetti che non costituiscono arte nel senso classico del termine, ma piuttosto sono prodotti dell’avanzamento tecnologico, e hanno aiutato l’essere umano a rendere man mano più domestico il rapporto col mondo esterno.

Il Museo dei mezzi di comunicazione, sito in uno spazio dell’edificio del Comune a Arezzo, si organizza attorno a questo concetto. Ma soprattutto è la continuazione di un’esposizione inaugurata il 17 dicembre del 2005 e resa permanente grazie alla passione di Fausto Casi, che per la realizzazione di questo spazio ha messo a disposizione la sua collezione personale.

E adesso che l’esposizione permanente s’appresta a tagliare il traguardo dei dieci anni, non possono più esservi dubbi sul fatto che si sia conquistata un profilo culturalmente rilevante. Non soltanto su scala cittadina.

Ma nonostante l’ormai avvenuto radicamento, rimane valida la formula utilizzata nella brochure distribuita ai visitatori: “per un Museo dei mezzi di comunicazione”. Quel “per” non è una semplice preposizione, ma piuttosto il segno di un’operazione che si sta svolgendo qui e adesso, e che dà idea di una nuova concezione dello spazio museale. Non più uno spazio compiuto, e passibile di nulla più che qualche aggiustamento all’occorrenza, ma piuttosto un’impresa intellettuale aperta e  continuamente da mettere in forma. E questa messa in forma, questo lavoro di definizione della cornice, sono altri e nuovi elementi per l’arricchimento dell’esperienza museale.

Foto g.c. Museo dei Mezzi di Comunicazione, Arezzo

Ingegno e tecnologia

Il Museo è strutturato attorno ai tre pilastri della comunicazione umana e a tutti gli strumenti che ne hanno consentito la veicolazione: i segni (simboli, parole, numeri), l’immagine, il suono. Essi vengono distribuiti lungo sette contenuti tematici dell’esposizione, così suddivisi: il pre-cinema, il cinema, la riproduzione dei suoni, le prime telecomunicazioni, la scrittura, il calcolo, le telecomunicazioni moderne.

E i contenuti tematici mettono il visitatore al cospetto dei progressi che l’ingegno umano ha compiuto nella ricerca di strumenti sempre più raffinati della comunicazione. Cose che diamo per scontate perché nella nostra vita quotidiana funzionano ormai attraverso strumenti estremamente light e operazioni semplicissime. Ma scorrendo l’esposizione si apprezza quanto ingegno e quanta tecnologia siano serviti per arrivare a oggi.

Soprattutto, si nota quanta tecnologia ci siamo messi alle spalle da un decennio all’altro, musealizzando porzioni rilevanti delle nostre pratiche quotidiane e in ultima analisi di noi stessi. E notando la differenza di proporzioni fra i nostri smartphone (con la loro capacità d’integrare in uno strumento compatto e leggero tutte le funzioni della comunicazione) e quegli strumenti così ingombranti, che in confronto al nostro dispositivo mobile svolgevano un lavoro comunicativo molto parziale, ci rendiamo conto di quale sia lo scarto fra l’uso della tecnologia che facciamo e la conoscenza che ne abbiamo.

Utilizziamo strumenti sofisticatissimi, capaci di metterci un mondo intero sul palmo della mano, ma non saremmo in grado di gestire pulsanti e manopole degli strumenti che ne sono stati antenati e ne rappresentano una versione parziale e rudimentale. Muoversi dentro quel gigantesco repertorio di tecnologia comunicativa è il modo migliore per capirlo.

Museo dei mezzi di comunicazione, via Ricasoli 22 – Palazzo comunale, Arezzo

Giorni e orari d’apertura: martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 17. Visite guidate per gruppi, disponibili tutti i giorni feriali per appuntamento.

Prezzi: intero 3 euro, ridotto 2 euro.

Grammofoni & C. Il museo della comunicazione di Arezzo al TG3 – durata 5’ 42” – 22.10.2013