Un libro nato dall'iniziativa "I sentieri della memoria"

Gli anti eroi si raccontano
Narrano delle galline trovate in cima all'albero, di un bambolotto, e poi di fame, paura, del sapore del pane di allora. C'è tanta acuta sofferenza nella raccolta di testimonianze sulla guerra e la Liberazione dal titolo "Giorni della nostra storia", ma anche tanto tenace attaccamento alla vita. «Il problema è quello di salvare la casa, il raccolto, di salvare le bestie: questo è un elemento di fortissima umanità» (dalla presentazione di Vittorio Foa).
Non solo racconti della vita quotidiana, ma anche una pregevole introduzione sulla storia sociale della Resistenza in Toscana, scritta da Nicola Labanca. Questo e l'appassionata presentazione di Vittorio Foa fanno di questo libro uno strumento di conoscenza, documentazione, ricerca e testimonianza indirizzato non solo a chi in quegli avvenimenti ritrova una parte della sua esistenza, ma anche al giovane curioso e spesso disinformato sul come e perché si costruirono le basi della nostra Repubblica.
Era il 1995, il cinquantesimo anniversario della Liberazione, quando Coop e Auser organizzarono in tutta la Toscana una raccolta di memorie di chi visse quei momenti da protagonista o anche da semplice spettatore. Risposero in centinaia: oltre ottocento testimonianze di partigiani, intellettuali, gente comune e tante ricerche condotte da studenti e insegnanti. Da questo ricchissimo materiale sono state selezionate le 126 testimonianze contenute nel volume. Sono le voci della gente di allora, scelte con intenti volutamente antieroici e antiretorici. Parla il mondo minuto dei fiaccherai, falegnami, operai, contadini e parlano gli occhi sgranati di chi allora era ancora un bambino. Qualcuno potrebbe, forse, non ritrovarci la Storia, ma in realtà dietro questa serie di ricordi assolutamente piccoli c'è il richiamo solido e presente all'Antifascismo, all'aiuto materiale dato alla Resistenza e anche il suo contrario. Già, perché spesso il libro contiene giudizi nient'affatto concordi su quei nodi storici fondamentali, restituendoci la realtà di una società in guerra, scissa e divisa. Chi legge insomma questo libro potrà trovarvi «avventurose testimonianze autobiografiche... o una serie di racconti brevi di vissuta storia quotidiana, come un'eredità di nonni o come esempio da seguire... in ogni caso ne ricaverà più di un motivo di riflessione» (dall'introduzione di Nicola Labanca).

Giorni della nostra storia, Firenze, La mandragora, 1997 - Presentazione di Vittorio Foa - Introduzione di Nicola Labanca
L. 10.000, in vendita nei punti vendita Coop