Luminara di San Ranieri, il palio in Arno, il Gioco del Ponte

Scritto da Valentina Vespi |    Giugno 2018    |    Pag. 13

La Luminara a Pisa

La Luminara a Pisa

Toscana

A Pisa durante il mese di giugno rivivono tradizioni millenarie, mentre pisani e turisti da tutto il mondo affollano le strade e i lungarni della città marinara, che compie un salto nel passato. Si comincia con la notte tra il 16 e il 17 giugno, una notte speciale illuminata da settantamila lumini. La “Luminara di San Ranieri”, patrono della città, viene celebrata sui lungarni e nelle zone circostanti: vengono spente tutte le luci, per un ritorno a un’affascinante Pisa medievale, con solo i lumini in bicchieri di vetro disposti in maniera artistica a illuminare. Oltre ai lumini si possono ammirare i supporti di legno bianco, detti “biancheria”, a indicare i perimetri dei palazzi sui quali vengono messi i bicchieri con le luci. Pisa vive la magia della Luminara accompagnata da stand gastronomici e locali aperti tutta la notte. In occasione della festa vengono organizzati anche i fuochi d’artificio, che per un attimo interrompono le chiacchiere dei pisani.

Il giorno successivo, il 17 giugno, si svolge il “Palio di San Ranieri”, in commemorazione del Santo. Protagoniste della giornata la sfilata storica e la regata, che vede sfidarsi quattro squadre, due in rappresentanza di Tramontana e due in rappresentanza di Mezzogiorno: San Martino, in rosso, Sant’Antonio, in verde, Santa Maria, in celeste, e San Francesco, in giallo. Le squadre, composte da otto vogatori, un montatore e un timoniere, partono dal Ponte della Ferrovia, vogano controcorrente per un chilometro e mezzo, per arrivare al Palazzo Mediceo. Il pennone al traguardo è il premio da raggiungere, e la regata non fa altro che rievocare la battaglia di Lepanto. Lo storico scontro tra cristiani e musulmani vide la flotta guidata dallo Stato Pontificio abbordare le navi nemiche e conquistare lo stendardo sul pennone ancora oggi conservato a Pisa nella Chiesa dei Cavalieri. Da documenti ritrovati si sa però che il palio di Pisa affonda le sue radici nel Medioevo, alla fine del XIII secolo, in occasione della celebrazione dell’Assunzione della Vergine.

A concludere il giugno pisano si svolge, l’ultimo sabato del mese, sul ponte di Mezzo, la festa storica chiamata il Gioco del Ponte, “Giòo der Ponte” per i pisani, durante il quale si sfidano le Magistrature, in rappresentanza di tutti i quartieri cittadini, riunite nelle Parti di Mezzogiorno e Tramontana, a sud e a nord dell’Arno. Oggi il gioco consiste nello spingere un carrello lungo un binario montato sul ponte e, prima della battaglia, si svolge sui lungarni il corteo storico con oltre settecento figuranti in costume. La tradizione prende spunto dall’antico gioco chiamato Mazzascudo che si svolgeva il 17 gennaio, in occasione di Sant’Antonio Abate, e continuava per tutto il tempo del carnevale per finire con la Quaresima, al tempo dell’antica Repubblica di Pisa. Gioco violento combattuto con mazze e scudi, è stato poi nel corso dei secoli modificato, interrotto e in seguito ripristinato. Nonostante i cambiamenti, dovuti anche a una tradizione tramandata principalmente in maniera orale, il gioco ha sempre rappresentato la sfida millenaria tra Pisa e Firenze. Tra le curiosità legate all'iniziativa c’è una frase della regina reggente di Etruria che, assistendo alla battaglia nel 1807, pronunciò: “per gioco è troppo, per guerra è poco”. Da quel momento il gioco riprese vita solo 120 anni dopo, nel 1927, e dal 1935 venne realizzata la versione moderna. L’obiettivo è spingere il carrello verso la parte avversaria e il combattimento termina quando cade la bandierina di fine corsa, da un lato o dall’altro. Oggi la tradizione vive grazie all’associazione Amici del gioco del ponte.

www.amicidelgiocodelponte.it

www.giocodelpontedipisa.it

www.comune.pisa.it

Facebook: Associazione Amici del Gioco del Ponte


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