Un antico canto marinaresco del Quattrocento veneziano affermava: "Aio visto el mappamondo et la charta da navigare ma Sicilia ben me pare più bel isola del mondo". A scoprirla per i suoi tesori d'arte e per la bellissima natura furono i viaggiatori stranieri, giovani aristocratici che intraprendevano "il viaggio" verso il sud d'Italia, alla ricerca delle origini greche e della civiltà classica. Fra questi, alla fine dell'Ottocento, Goethe e Wagner, sulle tracce non solo greche ma anche romane, arabe e normanne.

Le origini puniche di Palermo risalgono ai secoli VIII e VII a.C. ma è certo però che furono i greci ad attribuirle il toponimo di Panormos ("tutto porto") anche se mai ne divennero i dominatori.

Un centro storico, quello del capoluogo siciliano, tra i più grandi di tutta Europa, ricco di grandiosi palazzi nobiliari, chiese barocche, romaniche e normanne, musei e piazze. La visita al cuore della città può iniziare dal mare, da porta Felice, percorrendo il lungo Cassaro di araba memoria, oggi corso Vittorio Emanuele, che attraversa i Quattro Canti di Città, tagliando il centro sino al piano della cattedrale. Si può proseguire sulla Passeggiata delle Cattive, lungo le mura a ridosso dei palazzi della Marina, dove emerge il bel palazzo di Butera. Si incontra poi la splendida chiesa di Santa Maria della Catena, ricca di preziosi stucchi barocchi al suo interno, e antichi palazzi come il Chiaramonte Steri, Palazzo Fatta e Palazzo Galletti. Una delle dimore più rinomate è Palazzo Mirto, seicentesco e appartenuto ai principi Lanza Filangeri. Il palazzo è aperto al pubblico, e al suo interno si possono ammirare specchi e stucchi dorati, fini porcellane e broccati fiammanti.

Il cuore pulsante del centro palermitano rimane sempre l'antichissimo mercato della "Vuccirìa", dove il vociare continuo in stile arabeggiante degli ambulanti stordisce, ma attira folle di persone tutti i giorni. Attraversando piazza San Domenico troviamo la colonna dell'Immacolata (inizi del '700) ornata da molteplici statue, la chiesa di San Domenico e l'antico chiostro del '500 nel convento dei Domenicani. Non distante da qui si arriva al monumentale teatro Massimo, opera di Giovanni Battista Filippo Basile e vanto della città per il suo palcoscenico, tra i più grandi d'Europa.
Ogni due passi si trovano friggitorie, mercatini, botteghe e pasticcerie che espongono le varie specialità a base di ricotta come i famosissimi cannoli, cassatelle e pasta di mandorle, bar che offrono i tipici arancini di riso e granite al caffè, alle mandorle, ai fichi e molte altre specialità siciliane.