Individualisti ma con l'onestà e il senso del dovere al primo posto. Il rapporto con la cooperazione

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2010    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Più individualisti dei loro genitori, ma anche più pragmatici e meno ideologici. Al mondo Coop chiedono qualità, tutela del potere d'acquisto e della salute. Sono così i giovani toscani, secondo i risultati de "I valori dei giovani e l'immagine Coop", un'indagine commissionata dall'associazione delle cooperative consumatori del distretto tirrenico.

Sono "diversi" dal nucleo storico originario del mondo cooperativo e offrono numerosi spunti di riflessione. Ne parliamo con Stefano Bassi, presidente dell'Associazione. L'incontro con Bassi, da pochi mesi anche presidente di Legacoop, è l'occasione per fare il punto sulle sue linee programmatiche in un momento economico particolarmente complesso e difficile.

Presidente, perché questo interesse di Coop sui giovani?
L'idea dell'indagine parte da un fatto concreto. La crisi sta trasformando stili di vita e modelli di consumo: c'è più sobrietà, più attenzione all'ambiente, al risparmio energetico. Noi vogliamo capire la portata di questi cambiamenti osservando i giovani, tradizionalmente più attenti a queste tematiche. Quella sui giovani in sostanza è un'indagine sul futuro in questa precisa dimensione territoriale, fra Umbria e Toscana.

Chi sono gli intervistati?
Giovani fra i 18 e i 35 anni, nelle più disparate condizioni di vita e di lavoro. Chi è single, chi ha già figli, chi vive in città o in campagna. In primo luogo abbiamo cercato di capire le loro priorità, il loro sistema di valori...

La prima impressione, per schematizzare, è un approccio verso la vita molto più edonistico, individualistico e pragmatico rispetto ai loro padri...
La perdita di centralità di alcuni valori collettivi oggi riguarda la società nel suo complesso, non solo loro. Dall'indagine emerge che i giovani esprimono una forte condivisione di valori positivi "alti" come l'onestà, la stima di sé, il senso del dovere, che hanno sicuramente un'impostazione più individualistica. Però hanno anche una forte adesione a grandi tematiche come l'attenzione ai paesi poveri, all'ambiente, ad una maggiore sobrietà dei consumi...

Solo pochissimi però, ad esempio, acquistano i prodotti del commercio equo e solidale: non le sembra singolare?
Effettivamente dobbiamo chiederci perché. Forse è lo stesso mondo Coop che, sbagliando, propone questi prodotti come consumi di nicchia. Le faccio un altro esempio: i giovani conoscono molto bene alcune iniziative come l'abolizione degli shopper di plastica, molto meno i progetti di recupero dei prodotti invenduti per il sostegno alle famiglie indigenti. Forse possiamo lavorare di più per comunicare queste politiche. In questo senso si aprono grandi spazi di riflessione e operatività per le cooperative di consumo.

Ma i giovani riescono a captare i valori distintivi delle Coop consumatori?
Sì, ne percepiscono la differenza rispetto ai concorrenti e questo è un fatto estremamente positivo. Riconoscono a Coop la funzione di tutela dei soci e del loro potere d'acquisto, solidarietà con i popoli meno sviluppati, garanzia di qualità e sicurezza dei prodotti. Dobbiamo continuare a lavorare su questo. Il rapporto con i giovani può portarci a sviluppare alcuni temi particolarmente vicini alla loro sensibilità, ma può assumere anche aspetti fortemente dialettici...

Quali sensibilità di Coop sarebbero più lontane dai giovani?
Mi riferisco al fatto che abbiamo preso iniziative in forte controtendenza con certi stili di vita delle nuove generazioni, quando abbiamo deciso di vietare la vendita di alcol ai minori di 18 anni. D'altra parte invece, in positivo, vogliamo dare risposte sempre più ampie a loro modelli di consumo che sentiamo di condividere. Per fare qualche esempio, l'attenzione ai prodotti freschi, locali e di filiera corta, sicuri e garantiti.

Il suo esordio come presidente di Legacoop avviene in una congiuntura economica dura e difficile. Progetti immediati?
Questo sarà un anno importante anche per il mondo cooperativo. Nonostante i segnali di ripresa, purtroppo, siamo nel pieno della crisi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Il mondo cooperativo non sarà del tutto al riparo da queste negatività, ma ci aiuterà la forza patrimoniale accumulata nel corso del tempo. Il nostro intento è quello di lavorare sull'innovazione. Due esempi: nel campo della cooperazione fra professionisti e del risanamento ambientale. Alcune esperienze in questo senso esistono già: vogliamo svilupparle.

Nel 2010 ci saranno le elezioni regionali e dunque sarà un anno di trasformazioni politiche e amministrative.
È importante che la cooperazione faccia sentire le proprie proposte: abbiamo da chiedere, ma anche da dare molto sul territorio.

La crisi ha lasciato dietro di sé grosse ferite. Il rischio è quello di perdere pezzi preziosi del sistema produttivo manifatturiero...
Il pericolo è l'acuirsi del divario con altre regioni proprio in campo produttivo. Abbiamo l'obbligo di mantenere questa realtà manifatturiera facendo, se necessario, guerra aperta alla rendita che è connaturata a certi spezzoni dell'economia regionale. Un altro segmento produttivo da difendere a tutti i costi è quello agricolo, che sta rischiando grosso in questa crisi. Su questo stiamo lavorando con molta attenzione.
In Toscana vedo spesso il rischio di localismi che impediscono l'affermarsi di posizioni di governo unitario. Le forze imprenditoriali devono svolgere un ruolo di modernizzazione nella nostra Regione. Noi faremo la nostra parte, portando nel sistema produttivo la logica che ci è propria: l'etica dei fini e dei comportamenti.

Nella foto: L'intervistato, Stefano Bassi, Presidente dell'Associazione coop consumatori distretto tirrenico e Legacoop Toscana

 

L'indagine
Il campione

Titolo: "I valori dei giovani e l'immagine di Coop" realizzata da KKIENN Connecting Customers and Company. Gli strumenti: sei focus group con giovani dai 18 ai 35 anni responsabili degli acquisti o che partecipano attivamente alla spesa: 2 a Firenze, 2 a Perugia, 2 a Livorno. Inoltre 500 interviste personali a domicilio ad un campione rappresentativo di giovani residenti nel bacino delle tre cooperative di consumo nell'area Toscana-Umbria.


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