Lettera di una studentessa che ha partecipato al viaggio in Camerun

Ciao Daniela, sono una ragazza che ha partecipato a uno dei vostri viaggi! È esattamente un anno che sono tornata, e proprio ora ho deciso di scriverti. Credo che meriti di sapere cosa ci succede dopo il viaggio, perché è grazie a te, grazie alla Coop, e a voi che ci lavorate, se noi abbiamo potuto fare questa esperienza di vita!

Mi è servito molto tempo per capire cosa mi fosse successo dopo questa esperienza; appena sono tornata non ho avuto un bel periodo, vedevo tutto nero, non mi piaceva niente della mia città, non volevo uscire con i miei amici, l’unica cosa che volevo era esser lì, ridere con loro, e aiutarli, vivere con loro la quotidianità, riuscire a fare qualcosa di concreto...

Mi era sembrato inutile guardare e basta, volevo agire! Mi sentivo in colpa per quello che avevo. Poi col tempo ho iniziato a pensare, a cercare un cambiamento dentro di me, ma io sono sempre la solita, sono disordinata, non sono brava a scuola, e ho gli stessi difetti di quando sono partita...

Ma dentro di me è cambiato qualcosa, eccome se è cambiato! Ho una nuova consapevolezza, ho la consapevolezza di esser fortunata, ho la volontà di fare qualcosa di concreto, sì, perché quei 9 giorni sono stati solo l’inizio, sono stati l’input per iniziare qualcosa di davvero grande!

La cosa più importante è che ho finalmente capito cosa voglio fare nella mia vita, sì, perché credo che nella vita si vada avanti anche grazie alle soddisfazioni, e io voglio stare con le persone, voglio stare in mezzo alla gente.

La scuola che sto facendo non mi piace più, non ho più l’interesse di lavorare dietro a una scrivania, di fare conti e fatture, credo che non mi darebbe abbastanza soddisfazione, mi annoierebbe! Sono sempre stata una ragazza attiva, mi piace scoprire, sapere, ridere, aiutare!

Adesso posso dire che quelli sono stati i 9 giorni più determinanti per la mia vita, perché dal 19 gennaio 2012 ho iniziato a sognare, a fare progetti, ho cambiato tante cose nella mia vita, ho cambiato alcune amicizie, c’è chi non ha saputo starmi vicino abbastanza dopo il mio rientro e c’è chi invece mi ha aiutata a capire ed è cambiato con me!

Passo più tempo con la mia famiglia, con la mia nonna, ho ritrovato vecchie amicizie, sono più aperta a parlare con tutti ed ho sempre il sorriso stampato. A luglio prenderò la maturità e finalmente potrò iniziare a realizzare i miei sogni, attraverso l’associazione che vogliamo creare io e i miei fantastici compagni di viaggio, continuando a inseguire tutti i miei obiettivi.

Ogni persona che a 18 anni fa un viaggio del genere, sicuramente sarà in grado di affrontare il mondo, quello vero, quello oltre i muri della scuola e della casa! Avrei voluto scriverti tempo fa, ma ancora non avevo realizzato quello che stava succedendo in me!

Non sono molto brava con le parole, ma spero di aver reso bene quello che volevo dirti! Non potrò mai ringraziarvi abbastanza per quello che mi avete regalato, mi avete aiutata ad aprire gli occhi e a capire davvero tante cose!

A. R.

Questa mail è stata scritta da una studentessa dell’Istituto Capitini di Agliana, alla vice presidente della Fondazione Il Cuore si scioglie, Daniela Mori.

La pubblichiamo integralmente perché è una testimonianza in “viva voce” di una giovane che ha partecipato a uno dei viaggi più impegnativi del programma “Noi con gli altri”, rivolto agli studenti delle quarte classi delle scuole superiori.

Alice e i suoi compagni di scuola sono andati in Camerun, a Fontem, dove la Fondazione ha attivato il sostegno a distanza dei ragazzi del college gestito dal Movimento dei focolari.

Alice e i suoi compagni di scuola, insieme ai ragazzi dell’Istituto Pacini di Pistoia, stanno cercando di unirsi per creare un’associazione che continui la loro esperienza con progetti di solidarietà e condivisione.

Insomma, non è Alice che deve ringraziare, ma noi che dobbiamo essere grati ad Alice e ai giovani per l’impegno e la partecipazione di cui sono capaci.

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