Dal tritatutto al forno a microonde. Sono i piccoli elettrodomestici: tutti molto usati, con qualche eccezione

Scritto da Leonardo Romanelli |    Luglio 2002    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Frullati e tostati 2
Il più famoso fra i piccoli elettrodomestici è senz'altro il frullatore. Alla sua comparsa in Italia, subito dopo la seconda guerra mondiale, si identificò come uno degli oggetti che meglio di ogni altro poteva rappresentare la liberazione della donna dalla schiavitù della cucina. Non più ore perse a passare le verdure dall'antiquato passino, o a tritare a mano gli ortaggi per fare il battuto: con un semplice clic, ecco che un lavoro noioso e ripetitivo diventava una questione da sbrigare in pochi secondi.
Salse, creme e impasti divennero ricette così semplici da sembrare un gioco da ragazzi. Si sperimentarono anche nuove preparazioni da bere, come i frappé e i frullati, ma soprattutto si otteneva l'importante risultato di non sporcare troppe cose, rendendo così agevole anche il riassetto finale. Oggi la sua funzione è stata riscoperta in un contesto di cucina dietetica: l'alta velocità della frullatura gli permette di far montare gli alimenti con un minor quantitativo di grassi, oppure di creare emulsioni con alimenti insoliti, tipo la polpa di pomodoro, impiegando olio mescolato ad acqua. Dalla sua evoluzione è nato il frullatore ad immersione, ancora più semplice da usare. E' sufficiente infilarlo direttamente nella pentola nella quale è stata cotta la salsa, oppure nel minestrone preparato per fare il passato di verdura, per avere un risultato perfetto, senza trasbordi pericolosi, soprattutto quando la temperatura degli alimenti è molto elevata. Grazie a questo piccolo utensile, le ansie da prestazione per la preparazione di panna montata e zabaioni sono d'incanto sparite.
Di gran voga negli anni Settanta, è caduto oggi un po' in disuso l'impiego del tostapane. Utilizzato in Italia soprattutto per la preparazione dei toast, panini composti da due fette di pancarré farcite con prosciutto cotto e fontina, diventa ancora utile tutte le volte che nelle pietanze nasce l'esigenza di avere pane tostato per accompagnare il prodotto principale, sia esso il nobile caviale o un semplice formaggio cremoso.
Minor successo è invece arriso alle diverse versioni, che si sono alternate sul mercato, di macchine per fare la pasta. La disaffezione nasce dalla difficoltà nel montaggio, unita alla laboriosa pulizia. Molto più facile impastare a mano, per poi stendere la pasta con l'ausilio della macchina stenditrice, che può essere manuale oppure elettrica. L'unico inconveniente è che si riescono a fare solo pochi formati.
Per gli amanti di pane fatto in casa, o della pizza, può essere invece utile l'impastatrice elettrica, che permette di lavorare a lungo la pasta base, che risulta così più elastica, fornendo migliori risultati nella lievitazione.
Frullati e tostati 1
Che dire invece del coltello elettrico? Non è riuscito ad entrare nelle case degli italiani, forse perché si è dimostrato poco utile: permetteva la regolazione del taglio, quindi una maggiore esattezza delle porzioni, ma la scarsa dimestichezza con il movimento da parte di cuochi casalinghi ed esperte massaie lo ha infine relegato al ruolo di costoso regalo inutile.
Miglior sorte è invece toccata al forno a microonde. Non ha sfondato per la cottura vera e propria, a causa della mancanza di rosolatura che produce sugli alimenti, ma è diventato insostituibile per scongelare, all'ultimo tuffo, il pezzo di carne dimenticato nel congelatore, o per riscaldare liquidi in tempi brevissimi.
La macchina che ha permesso la realizzazione di tanti desideri, rimasti per anni chiusi nel cassetto, è quella per la preparazione del caffè espresso. Il risultato, è bene dirlo, non arriva ad essere identico a quello del bar, ma già il fatto di potersi preparare da soli il cappuccino ha convinto anche i più riottosi all'acquisto. Tra i veri esempi di regalo da matrimonio, bello a vedere, meno ad utilizzarsi, è invece da annoverare il centrifugatore. In una logica salutista rappresenta il non plus ultra per la preparazione in casa di succhi di verdura e di frutta, ma sia per la mancanza di appeal che può avere un succo di carota, sia per la laboriosità del suo utilizzo, ha ben presto visto scemare il suo successo. Che invece continua per la grattugia elettrica: il modello da portare a tavola festeggia quest'anno il decimo anniversario, e malgrado i gastronomi continuino ad affermare che il parmigiano sia meglio grattugiarlo a mano (per mantenere intatte le caratteristiche organolettiche), la maggior parte delle persone preferisce evitare un lavoro ripetitivo, attrezzandosi di conseguenza!